Notizie

25 Novembre 2015

Il territorio occupato

E tu, Cielo, dall’alto dei mondi/ sereni, infinito, immortale,/ oh! d’un pianto di stelle lo inondi/ quest’atomo opaco del Male”.

12 Novembre 2015

A che cosa serve un martello?

La nostra epoca soffre di un curioso paradosso: il proliferare di norme, sanzioni e “istruzioni per l’uso” sembra andare di pari passo con la percepita difficoltà, da parte degli adulti, di avvicinare il mondo dei giovani con un ruolo credibile di guida. Chi lavora nella scuola lo tocca con mano: si moltiplicano i progetti, le didattiche e gli esperti, eppure si ha l’impressione di ritrovarsi sempre allo stesso punto; e con la sensazione prepotente che l’essenziale non sia stato nemmeno sfiorato.

26 Ottobre 2015

La sorpresa del Tu

Quante volte ho contemplato gruppetti di donne sfaccendate chiacchierare ai tavolini dei bar, commiserando la pochezza di questa attività: con lavoro e famiglia solo i privilegiati possono permettersi il lusso di oziare. Adesso capita di essere una di loro, quando nel portare i bimbi a scuola un’amica ti ferma per un caffè e due chiacchiere (se si è fortunate persino la Messa) prima di partire per le incombenze quotidiane. Poi, una mattina succede l’imprevisto: un casuale passaparola dell’ultimo minuto davanti ai cancelli di scuola, e ci si trova attorno a quel tavolino un po’ più numerose del solito; e qualcuna di noi, che fino a quel momento si è intravista di corsa scarrozzando bambini, si conosce davvero. È una scoperta: età, storie e appartenenze diverse non impediscono di riconoscere l’unico desiderio di bene per sé, per i propri figli, per i giovani di cui siamo responsabili. Senza che lo abbiamo progettato inizia a prender corpo un progetto, si concretizza, diventa un tentativo reale in cui ciascuna è disposta a spendersi e a fare compagnia all’altra. “Siamo una compagnia dell’anello. Piccoli e tutti diversi, ma tutti con lo stesso destino”, mi scrive poco dopo Serena. Quasi contemporaneamente, sull’altra chat, le fa eco Cristina: “Il Signore è grande”. Cos’è successo? È successo che è nata un’amicizia.

13 Ottobre 2015

Il desiderio e il promemoria

In uno dei suoi ultimi scritti, tradotto in italiano come Il disagio della civiltà (1929-1930), Freud propone un radicale aut aut. L’essere umano, sostiene il padre della psicoanalisi, consiste di pulsione e desiderio: proprio per questo è capace all’occorrenza di sottomettere gli altri e di abusarne; aggressività fratricida e violenza sono il vero volto del desiderio e la società civile sorgerebbe inibendo questa dimensione dell’uomo. La conclusione è amara: l’uomo “primordiale” era più felice perché esplicava liberamente il proprio desiderio, ma la sua vita era continuo pericolo; l’uomo civilizzato, invece, “ha barattato una parte della sua possibilità di felicità per un po’ di sicurezza”.

28 Settembre 2015

Quella strana felicità

“Prima che il vento si porti via tutto, e che settembre ci porti una strana felicità (…) respira questa libertà, l’estate è la libertà”: il tormentone estivo di Jovanotti fa ancora timidamente capolino dalle stazioni radio, e sembra già un po’ fuori luogo. L’estate ora è finita, tutto ricomincia: il lavoro, la scuola, lo studio, gli impegni. “Si ricomincia”, lo dico con un sorriso anche ai ragazzi entrando in classe; “Speriamo che arrivino presto le vacanze di Natale”, “Era meglio la vacanza”, l’immancabile risposta. Troppo facile liquidare tutto come un “male generazionale”. Chi di noi adulti non prova la sottile malinconia di settembre, alla fine delle ferie? “Un anno è già passato”, proprio come dice la canzone, e ci ritroviamo nello stesso punto solo un po’ più vecchi. La stessa malinconia della “sera del dì di festa”. In fondo la ripresa è questo: un misto di attesa e di fatica, la speranza del compimento intrisa del timore che nulla accada e della disillusione del già saputo. È il malessere della ripetizione, descritta dalla sapienza poetica di Qoelet più di duemila anni fa: “Il vento soffia a mezzogiorno, poi gira a tramontana; gira e rigira e sopra i suoi giri il vento ritorna”, “Ciò che è stato sarà e ciò che si è fatto si rifarà; non c’è niente di nuovo sotto il sole”. La ripetizione ci toglie le forze; ci strappa di mano il significato di tutto, l’eterno ritorno dell’uguale: tanta fatica e tanto desiderio di felicità per ritrovarsi, alla fine, nello stesso punto. Noi, slancio infinito in avanti, continuamente costretti a ripiegarci su quello che siamo.