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1 Luglio 2016

Gmg: cosa aspettarci?

Mancano poche settimane alla Gmg di Cracovia. Oltre 1.400 giovani della nostra Diocesi (o le loro mamme) stanno preparando lo zaino e il cuore per un evento che può cambiare la loro vita. Ogni PRIMAPAGINA_LaLiberta_20160702edizione della Gmg è unica e per questi ragazzi – nati per lo più nell’ultimo decennio del secolo scorso – è la “loro” Gmg. Cosa possiamo (e dobbiamo) aspettarci da questo evento, che ha risucchiato tante energie per la sua preparazione? Possiamo aspettarci un sussulto di protagonismo dei giovani. Troppo esclusi, troppo ai margini, troppo inascoltati, ma anche troppo sazi, viziati e indolenti. Una generazione sospesa, incerta, in aspettativa, che sente di contare poco o nulla, ma non trova motivo di mettersi a sgomitare. Gli “sdraiati” li aveva definiti un noto giornalista un paio d’anni fa. La Gmg è pellegrinaggio e comincia con un partire, un lasciare, un alzarsi in piedi.
Papa Francesco al Giubileo dei ragazzi lo ha dichiarato con forza: “Gesù ci vuole in piedi!”. Se il vento della storia soffia contro, servirà più motivazione, energia e caparbietà, ma i pellegrini sanno che non si può stare a terra: occorre rialzarsi e riprendere il cammino. Guerra aperta ai divani e agli schermi piatti e passione per i sentieri impervi e le imprese ardite.

9 Giugno 2016

Aria di Grest, stagione meravigliosa

È il cambio di stagione più atteso da bambini e ragazzi: quando suona l’ultima campanella di scuola, si mettono zaini e cartelle a rifiatare e in tantissime famiglie scocca l’ora del grest, del cres o comunque si voglia chiamare l’estate in parrocchia o, in alcune realtà territoriali, in unità pastorale. Estate uniti, per l’appunto. Una benedizione, diciamolo, anche per i genitori. Quest’anno, in modo un po’ bizzarro, l’anno scolastico è finito di lunedì. E in molti casi già il martedì mattina la macchina organizzativa del centro estivo era pronta ad accogliere centinaia di cappellini e di bocche chiacchierine, con il motore acceso e stantuffante della preghiera e del gioco, quasi senza soluzione di continuità, mantenendo il ritmo della sveglia presto per andare a divertirsi insieme.
Il bello è che l’aria di grest si fa sentire ben prima che scattino le fatidiche settimane di attività all’ombra del campanile.
L’ho visto in casa mia: se i figli più piccoli, gli “utenti” della faccenda, contavano i giorni ricordando l’albo d’oro dei campi passati, e chi aveva vinto le gare a squadre, e l’hit parade degli inni musicali delle varie edizioni, le ragazze più grandi, liceali senza ancora il pensiero dell’esame di maturità, hanno partecipato alla preparazione, in gruppo, del grest di unità pastorale.

19 Maggio 2016

Grandine di grazie

Se il motto “Sposa bagnata sposa fortunata” fosse estensibile dal sacramento del matrimonio a quello dell’ordine, potremmo ben dire che la nostra Chiesa, sposa di Cristo e dei suoi ministri, ha ricevuto una vera “fortuna” nella persona dei novelli preti don Giancarlo e don Andrea. Tanta fortuna, a giudicare dalla bomba di acqua e grandine che si è rovesciata su Reggio pochi minuti prima che la coinvolgente liturgia di ordinazione avesse inizio. Lo Spirito Santo, oltre alle fiammelle di fuoco, ha voluto così far piovere la sua benedizione sulla Diocesi in forma di copiosa precipitazione, né mancava il vento gagliardo. Il rovescio, arrestatosi – almeno sulla zona del centro storico – intorno alle ore 19, è poi ripreso impetuosamente alle 20, pronto ad accompagnare amici e volenterosi verso i festeggiamenti ai neo ordinati, allestiti nei locali della parrocchia di Sant’Agostino.
Tanti, tantissimi i motivi di gioia, in questa vigilia di Pentecoste dell’Anno Santo straordinario della Misericordia. Tutti dipinti sui volti felici dei tre giovani protagonisti di questa Messa a lungo attesa, che hanno avuto il coraggio di rispondere di sì alla chiamata di Gesù a seguirlo in pienezza, anima e corpo.
Andrea Lazzaretti, il nuovo diacono, che ha davanti l’ultimo anno di preparazione al sacerdozio, già chiamato ad esercitare il suo ministero “con umiltà e carità in aiuto all’ordine sacerdotale, a servizio del popolo cristiano”, come recita una delle formule d’impegno.

12 Maggio 2016

La lavanda musicale

Mentre le rotative stampano questa edizione, in Cattedrale si sarà appena concluso il Giubileo degli operatori della carità e degli animatori della liturgia, nel giorno esatto in cui, vent’anni fa, moriva improvvisamente don Luigi Guglielmi. Ho accostato don Gigi poche volte, per cui non voglio tratteggiare ricordi personali. Ma desidero riferire, perché edificante, il ritratto che ce ne hanno consegnato i suoi continuatori, sabato 7 maggio. Quel pomeriggio, per l’ultima volta in Seminario, si sono vissute la celebrazione e la festa di fine anno scolastico dell’Istituto diocesano di Musica e Liturgica, che a don Luigi Guglielmi è intitolato.
Il momento liturgico nella cripta è stato presieduto da don Giordano Goccini (foto), che si è subito compiaciuto del fatto che tanti bambini e ragazzi si fossero riuniti per dare lode al Signore con il canto. E poi ha sbriciolato per i più piccoli il tema “Io sto in mezzo a voi come colui che serve”. Nella Chiesa che si fa serva, in ciascuno di noi ogni volta che sa piegarsi con misericordia su chi è ferito, c’è il punto di congiunzione tra il Cielo e la Terra, ha detto. E a rendere ancora più eloquente il messaggio, i docenti dell’Istituto – nessuno escluso – durante il canto “Ubi Caritas” hanno compiuto la lavanda dei piedi a diversi allievi. Il gesto tramandato da Gesù, che si è soliti osservare nella Messa del Giovedì Santo, è stato replicato tra docente e discente. Da lì, ho pensato, è già uscito un bel ritratto di don Gigi anche per questi ragazzi che, per evidenti ragioni anagrafiche, non hanno potuto incrociarlo in questa vita. Si insegna servendo.

29 Aprile 2016

Giubileo dei Ragazzi: in piedi, a testa alta

Ci vorrà del tempo per capire, bene, cosa è successo a Roma attraverso il Giubileo dei Ragazzi. Come per tutte le cose grandi.
Perché l’esperienza è stata sì pensata e costruita, ma come spesso accade quando in gioco ci sono le giovani generazioni, le sorprese fanno parte dei consuntivi. I giorni a disposizione non erano molti e non erano certo come quelli delle Gmg: estivi e lontani da impegni scolastici.
I ragazzi, questa volta, hanno lasciato il loro quotidiano e hanno sfruttato l’unico ponte dell’anno, vivendo un’esperienza che li ha assorbiti completamente per tre giorni. Si voleva che i ragazzi fossero immersi in un’esperienza composita, fatta di momenti diversi. Il Giubileo dei ragazzi è stato anzitutto un progetto educativo che iniziava a casa con gli incontri di preparazione.
A Roma era importante che vivessero la dimensione giubilare di gesti antichi: la preghiera, la confessione, il passaggio della Porta Santa. E che tutto questo fosse accompagnato da momenti di riflessione con le catechesi sulle opere di misericordia: sette tende in sette piazze perché Roma potesse raccontare non soltanto la sua storia e le sue bellezze artistiche, ma perché si trasformasse anche in un racconto dei gesti di carità.

21 Aprile 2016

Consegna intermittente: speranze mal POSTE

Constatare lo scadimento del recapito di Poste Italiane è avvilente: ora in gran parte dei nostri comuni la corrispondenza viene consegnata 5 giorni su 14. Una settimana il postino suona (se va bene) il martedì e il giovedì e quella dopo il lunedì, il mercoledì e il venerdì. E così via, con peggioramento della qualità per gli utenti e impennata delle quantità in giacenza. Se ne parliamo è perché in mezzo a lettere e bollette viaggia anche La Libertà.