Notizie

9 Giugno 2016

Aria di Grest, stagione meravigliosa

È il cambio di stagione più atteso da bambini e ragazzi: quando suona l’ultima campanella di scuola, si mettono zaini e cartelle a rifiatare e in tantissime famiglie scocca l’ora del grest, del cres o comunque si voglia chiamare l’estate in parrocchia o, in alcune realtà territoriali, in unità pastorale. Estate uniti, per l’appunto. Una benedizione, diciamolo, anche per i genitori. Quest’anno, in modo un po’ bizzarro, l’anno scolastico è finito di lunedì. E in molti casi già il martedì mattina la macchina organizzativa del centro estivo era pronta ad accogliere centinaia di cappellini e di bocche chiacchierine, con il motore acceso e stantuffante della preghiera e del gioco, quasi senza soluzione di continuità, mantenendo il ritmo della sveglia presto per andare a divertirsi insieme.
Il bello è che l’aria di grest si fa sentire ben prima che scattino le fatidiche settimane di attività all’ombra del campanile.
L’ho visto in casa mia: se i figli più piccoli, gli “utenti” della faccenda, contavano i giorni ricordando l’albo d’oro dei campi passati, e chi aveva vinto le gare a squadre, e l’hit parade degli inni musicali delle varie edizioni, le ragazze più grandi, liceali senza ancora il pensiero dell’esame di maturità, hanno partecipato alla preparazione, in gruppo, del grest di unità pastorale.

19 Maggio 2016

Grandine di grazie

Se il motto “Sposa bagnata sposa fortunata” fosse estensibile dal sacramento del matrimonio a quello dell’ordine, potremmo ben dire che la nostra Chiesa, sposa di Cristo e dei suoi ministri, ha ricevuto una vera “fortuna” nella persona dei novelli preti don Giancarlo e don Andrea. Tanta fortuna, a giudicare dalla bomba di acqua e grandine che si è rovesciata su Reggio pochi minuti prima che la coinvolgente liturgia di ordinazione avesse inizio. Lo Spirito Santo, oltre alle fiammelle di fuoco, ha voluto così far piovere la sua benedizione sulla Diocesi in forma di copiosa precipitazione, né mancava il vento gagliardo. Il rovescio, arrestatosi – almeno sulla zona del centro storico – intorno alle ore 19, è poi ripreso impetuosamente alle 20, pronto ad accompagnare amici e volenterosi verso i festeggiamenti ai neo ordinati, allestiti nei locali della parrocchia di Sant’Agostino.
Tanti, tantissimi i motivi di gioia, in questa vigilia di Pentecoste dell’Anno Santo straordinario della Misericordia. Tutti dipinti sui volti felici dei tre giovani protagonisti di questa Messa a lungo attesa, che hanno avuto il coraggio di rispondere di sì alla chiamata di Gesù a seguirlo in pienezza, anima e corpo.
Andrea Lazzaretti, il nuovo diacono, che ha davanti l’ultimo anno di preparazione al sacerdozio, già chiamato ad esercitare il suo ministero “con umiltà e carità in aiuto all’ordine sacerdotale, a servizio del popolo cristiano”, come recita una delle formule d’impegno.

12 Maggio 2016

La lavanda musicale

Mentre le rotative stampano questa edizione, in Cattedrale si sarà appena concluso il Giubileo degli operatori della carità e degli animatori della liturgia, nel giorno esatto in cui, vent’anni fa, moriva improvvisamente don Luigi Guglielmi. Ho accostato don Gigi poche volte, per cui non voglio tratteggiare ricordi personali. Ma desidero riferire, perché edificante, il ritratto che ce ne hanno consegnato i suoi continuatori, sabato 7 maggio. Quel pomeriggio, per l’ultima volta in Seminario, si sono vissute la celebrazione e la festa di fine anno scolastico dell’Istituto diocesano di Musica e Liturgica, che a don Luigi Guglielmi è intitolato.
Il momento liturgico nella cripta è stato presieduto da don Giordano Goccini (foto), che si è subito compiaciuto del fatto che tanti bambini e ragazzi si fossero riuniti per dare lode al Signore con il canto. E poi ha sbriciolato per i più piccoli il tema “Io sto in mezzo a voi come colui che serve”. Nella Chiesa che si fa serva, in ciascuno di noi ogni volta che sa piegarsi con misericordia su chi è ferito, c’è il punto di congiunzione tra il Cielo e la Terra, ha detto. E a rendere ancora più eloquente il messaggio, i docenti dell’Istituto – nessuno escluso – durante il canto “Ubi Caritas” hanno compiuto la lavanda dei piedi a diversi allievi. Il gesto tramandato da Gesù, che si è soliti osservare nella Messa del Giovedì Santo, è stato replicato tra docente e discente. Da lì, ho pensato, è già uscito un bel ritratto di don Gigi anche per questi ragazzi che, per evidenti ragioni anagrafiche, non hanno potuto incrociarlo in questa vita. Si insegna servendo.

29 Aprile 2016

Giubileo dei Ragazzi: in piedi, a testa alta

Ci vorrà del tempo per capire, bene, cosa è successo a Roma attraverso il Giubileo dei Ragazzi. Come per tutte le cose grandi.
Perché l’esperienza è stata sì pensata e costruita, ma come spesso accade quando in gioco ci sono le giovani generazioni, le sorprese fanno parte dei consuntivi. I giorni a disposizione non erano molti e non erano certo come quelli delle Gmg: estivi e lontani da impegni scolastici.
I ragazzi, questa volta, hanno lasciato il loro quotidiano e hanno sfruttato l’unico ponte dell’anno, vivendo un’esperienza che li ha assorbiti completamente per tre giorni. Si voleva che i ragazzi fossero immersi in un’esperienza composita, fatta di momenti diversi. Il Giubileo dei ragazzi è stato anzitutto un progetto educativo che iniziava a casa con gli incontri di preparazione.
A Roma era importante che vivessero la dimensione giubilare di gesti antichi: la preghiera, la confessione, il passaggio della Porta Santa. E che tutto questo fosse accompagnato da momenti di riflessione con le catechesi sulle opere di misericordia: sette tende in sette piazze perché Roma potesse raccontare non soltanto la sua storia e le sue bellezze artistiche, ma perché si trasformasse anche in un racconto dei gesti di carità.

21 Aprile 2016

Consegna intermittente: speranze mal POSTE

Constatare lo scadimento del recapito di Poste Italiane è avvilente: ora in gran parte dei nostri comuni la corrispondenza viene consegnata 5 giorni su 14. Una settimana il postino suona (se va bene) il martedì e il giovedì e quella dopo il lunedì, il mercoledì e il venerdì. E così via, con peggioramento della qualità per gli utenti e impennata delle quantità in giacenza. Se ne parliamo è perché in mezzo a lettere e bollette viaggia anche La Libertà.

14 Aprile 2016

«Amoris Lætitia»: profonda sapienza pastorale

C arissimi,
è con grande gioia che vi dò notizia della promulgazione dell’Esortazione Apostolica post-sinodale sull’amore nella famiglia – Amoris Laetitia – resa pubblica oggi (8 aprile) dal Santo Padre Francesco. Si tratta di un testo molto ricco, un grande segno di stima, di comprensione e di affetto da parte della Chiesa per tutte le famiglie. Un dono grande che ci fa il Papa in questo Giubileo della Misericordia. In continuità con la Tradizione della Chiesa e, nel contempo, con una grande apertura alla novità perenne del Vangelo che chiede di essere incarnato nelle situazioni concrete e nuove che la nostra società contemporanea presenta, papa Francesco esprime in questo testo una profonda sapienza pastorale, una non comune capacità di introspezione anche psicologica della realtà familiare e offre a tutto il popolo cristiano numerosissimi spunti di meditazione.
È  impossibile riassumere in poche righe la ricchezza teologica, pastorale e poetica di questo testo, che colpisce per la sua concretezza. Occorre leggerlo e meditarlo lentamente.
Come pastore di questa Chiesa, rivolgo a tutti i fedeli, a tutte le comunità, ma anche a tutti coloro che non sono o non si riconoscono cristiani, l’invito a leggere e sostare sull’esortazione post-sinodale.
È il primo passo da compiere per iniziare ad accostarci alla ricchezza di queste pagine.
Nei prossimi tempi studieremo le modalità più adeguate perché il testo possa essere efficacemente presentato nelle nostre comunità.

7 Aprile 2016

Stiamo vivendo nell’epoca dei martiri

Il cristianesimo pare tornare all’origine, alle persecuzioni dei primi tempi della Chiesa. La Domenica di Pasqua quest’anno è stata insanguinata dall’attentato terroristico a Lahore, in Pakistan, dove hanno perso la vita più di 70 persone tra cui 30 bambini; un “crimine vile e insensato”, lo ha chiamato papa Francesco. È un dato di fatto: in un numero crescente di parti del mondo essere cristiani vuol dire rischiare in concreto la vita, ogni giorno. Spesso i mass media – non tutti, per fortuna – relegano queste barbarie tra le brevi di cronaca e balbettano sulla definizione di martirio, la testimonianza cristiana portata fino all’effusione del sangue perché radicata proprio nel mistero di morte e risurrezione di Gesù. È vero che gli scenari internazionali sono complessi e che a volte i moventi religiosi si mescolano a quelli etnici, però è davvero tempo che questa parola – martirio – torni nel vocabolario dell’attualità, e non solo a uso dei giornalisti. Non c’è soltanto il martirio dei credenti in Cristo sotto l’Impero Romano, di cui la cripta della nostra Cattedrale custodisce un monito sublime nelle reliquie dei santi Crisanto e Daria.