L’Occidente si arrocca nel libro “L’era post americana”

Un libro per esplorare le inquietudini dell’oggi e il silenzio dell’Europa. Per i tipi di Guerini  e Associati editore è in libreria «L’era post americana-Il silenzio dell’Europa.»

Il volume sarò presentato lunedì 15 luglio alle 17.30 a Reggio Emilia presso la sede di Unimore a Palazzo Dossetti, aula D, secondo piano.

Sotto questo titolo l’autore, Gian  Guido Folloni, giornalista ed ex ministro, svolge un’accurata ricostruzione delle derive culturali, sociali, economiche, politiche del nostro tempo.

Gli abbiamo rivolto alcune domande:

«Perché un libro così critico verso gli USA e l’Europa?»

«Critici sono i tempi nei quali viviamo. Per la verità, il mio è un invito a cercare l’Europa.»

«Quale crisi culturale lei intende denunciare?»

«L’Occidente si arrocca. Un tempo liberale e aperto al mondo, si riscopre xenofobo. Costruisce muri. La popolazione anziana, la denatalità, l’economia sempre più in affanno produttivo, la finanza in bilico tra crisi ritornanti: sono segnali inequivoci. Le sue democrazie arrancano verso forme oligarchiche. Non è più certo che l’ascensore sociale garantirà ai figli un benessere superiore a quello dei padri.»

«Le guerre in corso in Ucraina, in Medio Oriente…»

«Non sono le guerre a generare la crisi. Al contrario. Come Occidente, gli USA in primis, dispieghiamo la tecnologia militare per esorcizzare la paura di perdere il ruolo e il primato un tempo conquistati. Con ostilità vediamo crescere nazioni e popoli un tempo dipendenti, ex colonie, economie arretrate e sussidiarie. Che cos’è oggi, e dove va, l’Occidente nel quale sono cresciuto?»

«Come si esce da questo tempo critico?»

«Questa domanda percorre tutti i capitoli. Anzi, le domande restano tante. Ma non rinuncio a indicare i vettori necessari al cambiamento non traumatico di paradigma. Tra tutti la riforma e la democratizzazione degli organismi internazionali.»

«In prefazione Franco Cardini definisce il suo libro come l’Esame di coscienza di un’epoca.»

«Sono grato a Cardini che fa suoi i  miei pensieri e li allarga a tutto il tempo presente. Certo sono quelli che hanno scosso me, cattolico nato nello stesso anno della Repubblica italiana, guardando al futuro che aspetta i miei figli. Allora l’orizzonte ci appariva chiaro e raggiungibile. Oggi l’Occidente e inquieto e insicuro. Il suo pensiero si è fatto liquido e nebuloso. Per questo il destino si prospetta più incerto e periglioso. Farsi l’esame di coscienza sarebbe doveroso.»

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *