Bando all’ipocrisia, l’embrione è persona

L’aborto come diritto costituzionale è un abominio in Francia come nel resto del mondo. Nell’epoca dell’esaltazione della scienza come principio di salvezza dell’umanità la laicissima Francia e le nazioni cosiddette “più evolute” entrano in contraddizione con una delle scoperte scientificamente più esaltanti del ventesimo secolo: l’embrione umano è persona!

Il 4 marzo, infatti, la Francia ha inserito nella sua costituzione il diritto ad abortire. Nella dichiarazione finale del G7 svoltosi recentemente in Puglia non c’è il riferimento all’«aborto» ma un accenno alla «salute sessuale e riproduttiva». «Ribadiamo – si legge nel documento – i nostri impegni nel comunicato dei leader di Hiroshima (G7 2023) per l’accesso universale a servizi sanitari adeguati, convenienti e di qualità per le donne, compresi la salute sessuale e riproduttiva e i diritti per tutti». La destra è soddisfatta perché è sparita la parola “aborto”. La sinistra è soddisfatta perché la parola “aborto” si nasconde sotto l’accenno alla salute sessuale e riproduttiva.

Ipocrisia diffusa e dilagante. Si, perché per camuffare una strage stratificata occorre mentire in modo cinico ma convincente.

L’embrione è persona. Dal momento del concepimento ha già una appartenenza sessuale, un DNA diverso da quello dei genitori, di cui porta solo una traccia. Non è, dunque, un’espansione della madre, un tumore, un organo: è un essere umano ed è diverso dalla madre, anche se ha bisogno della madre per svilupparsi.

Dunque ha la dignità che spetta ad ogni uomo e, come tale, la sua soppressione cosciente e volontaria è un omicidio. E l’omicidio è tanto più grave in quanto perpetrato nei confronti di chi è più debole e bisognoso di attenzioni. Non è diritto di scelta delle donne sopprimere un figlio.
L’embrione non è un «uomo in potenza», è un «uomo all’inizio».

L’embrione è persona perché nel corredo genetico c’è la memoria di un passato (l’appartenenza al genere umano e il corredo genetico dei genitori), di un presente (perché il DNA dell’embrione è lo stesso di quello dell’individuo adulto) e in parte anche di un futuro (perché il DNA contiene informazioni sulla predisposizione per certe malattie e la risposta ai farmaci).

Per curiosità ho interrogato l’intelligenza artificiale su embrione e persona. Ecco cosa mi ha risposto: “La genetica ci dice che l’embrione è un organismo umano con un’identità genetica unica fin dal momento della fecondazione.

Tuttavia, se questo lo qualifica come ‘persona’ dipende da come vengono interpretati concetti etici, filosofici e legali”. In questo caso non si tratta di intelligenza creativa ma della sintesi delle conoscenze scientifiche acquisite dall’intera umanità.

La verità oggettiva, il fatto, è che l’embrione è persona. Le altre sono chiacchiere, com’è solita fare l’élite intellettuale con le sue speculazioni capziose e fuorvianti. E noi cristiani dobbiamo gridarlo dagli altari e urlarlo sui tetti.

Giuliano Romoli

Una risposta su “Bando all’ipocrisia, l’embrione è persona”

Grazie Giuliano. Parole coraggiose che ancora possiamo dire. E insegnare. Il Magistero della Chiesa non ha mai taciuto la verità (anche scientifica) e per questo è ostacolato e vessato in ogni modo. Dietro certi programmi politici il primo obiettivo è proprio l’aborto e la sua difesa è diventata un’ossessione.

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