Ariadne auf Naxos di Richard Strauss in scena al Teatro La Fenice

Ariadne auf Naxos (Foto di Michele Crosera)

Opera in un atto con prologo su libretto di Hugo von Hofmannsthal ispirato al mito di Arianna, questa composizione nacque come divertissement operistico per una rappresentazione del Bourgeois gentilhomme di Molière.

Il progetto iniziale prevedeva che l’opera fosse eseguita come spettacolo presentato nel palazzo del protagonista della commedia; un esempio perfetto di teatro nel teatro. In questa prima forma il lavoro esordì il 25 ottobre 1912 a Stoccarda.

Tuttavia il pubblico apprezzò l’opera più della commedia e Hugo von Hofmannsthal decise di slegare le due parti dando vita propria ad Ariadne, a cui aggiunse un Prologo che tiene in piedi l’espediente del teatro nel teatro.

In precedenza vi erano stati vari autori che avevano utilizzato la tecnica del metateatro o “teatro nel teatro” per cui una rappresentazione teatrale, i personaggi mettono in scena una seconda rappresentazione all’interno della prima.

Ariadne auf Naxos (Foto di Michele Crosera)
Ariadne auf Naxos (Foto di Michele Crosera)

Si veda W. Shakespeare, atto terzo dell’Amleto, in cui il protagonista mette in scena l’omicidio del padre commesso dallo zio Claudio, come in Goldoni, ma soprattutto nel teatro pirandelliano, in particolare nella trilogia composta da Sei personaggi in cerca d’autore (1921), Ciascuno a suo modo (1924) e Questa sera si recita a soggetto (1930).

L’idea di trasporre tale espediente all’interno di un’opera lirica è davvero brillante.

L’allestimento, realizzato dalla Fondazione Teatro La Fenice in coproduzione con la Fondazione Teatro Comunale di Bologna e con la Fondazione Teatro Lirico Giuseppe Verdi di Trieste, è affidato al regista scozzese Paul Curran, con scene e costumi di Gary McCann e light design di Howard Hudson. Il prologo scorre molto bene, si segue con facilità e prepara a quanto succederà in seguito.

Davvero brava Erin Morley nella parte di Zerbinetta, lungamente applaudita dal pubblico.

La direzione musicale è affidata a Markus Stenz, alla testa dell’Orchestra del Teatro La Fenice.

Ariadne auf Naxos (Foto di Michele Crosera)
Ariadne auf Naxos (Foto di Michele Crosera)

Nella nuova forma Ariadne auf Naxos debuttò a Vienna il 4 ottobre 1916. In questo lavoro Strauss fa quello che fa in tutte le sue opere: esamina lo stato umano, analizza come gli esseri umani reagiscono tra loro, la difficoltà del compromesso a cui però tutti (o quasi), nella vita, devono ricorrere poiché il mondo è tutt’altro che perfetto e meraviglioso e qualsiasi essere umano che voglia raccontare una storia o fare ogni genere di lavoro o avere una relazione di successo dovrà scendere a compromessi e vivere una vita umana piuttosto che idealizzata.

Ariadne rappresenta l’ideale: la sua volontà di stare con Teseo è prettamente idealistica. In realtà Teseo non torna, e arriva invece Bacco. La sua vicenda ci dice che l’idealismo vale solo per la mente, e non per la vita reale. Pertanto, ripeto, non penso che sia un divertissement; penso che sia molto divertente e sebbene il prologo sia scritto come una commedia e la seconda parte dell’opera sia una combinazione di commedia e tragedia, nell’ultima parte dell’opera non c’è più commedia dopo il secondo quintetto; si va dritti dentro la storia di Ariadne e Bacco.

Tristezza e allegria contemporaneamente, nella stessa scena. Strauss ha quindi inventato qualcosa che ci permette davvero di fare esperienza della completezza della vita, e che rende Ariadne così importante anche per il pubblico di oggi.

Pertanto, se è vero che con quest’opera i due artisti volgono lo sguardo indietro, quello che la rende comunque così tanto attuale, simile alle partiture di oggi, è l’idea di unire le complessità della vita.

Mario Colletti

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