Don Giovanni di Mozart in scena al Teatro La Fenice

Il fascino di una vita dissoluta, senza regole, alla ricerca incessante del puro piacere, in ogni sua declinazione, affascina ancora tanti giovani e meno giovani.

Lo racconta il cinema, lo troviamo nei testi delle canzoni dei nostri cantautori, nel teatro e nell’opera.

Eccolo ancora in scena, dunque, il “prototipo” del dissoluto e libidinoso, del bello e impossibile, dannato ma desiderato, seduttore e carismatico, che dedica la propria esistenza alla pura ricerca del piacere, non curante delle conseguenze sulla vita degli altri, senza ombra di sporco sulla coscienza, per lo più impunito dalla giustizia terrena, sperando in fondo in un equo giudizio divino.

Ma don Giovanni non teme nemmeno l’ira di Dio, e rimane coerente con se stesso, pronto a sprofondare nelle viscere della perdizione eterna, piuttosto che pentirsi.

E noi traditi, affascinati ma ingannati, sedotti, abbandonati, manipolati (vedi Leporello), segnati dal dolore nel profondo dell’anima o nella carne, laddove ci venisse usata anche violenza, non occuperemo mai il posto assegnato dalla società, restia ad abbandonare un’etica distorta, al grande seduttore, ossia la consacrazione a mito.

Meglio un giorno da leone che mille da pecora?

Sta qui l’attualità dell’Opera, e nel messaggio che può giungere ad ogni generazione.

Il dramma giocoso Don Giovanni di Wolfgang Amadeus Mozart, in due atti, sul libretto di Lorenzo Da Ponte, torna in scena sul palcoscenico del Teatro La Fenice nel pluripremiato allestimento con la regia di Damiano Michieletto e la direzione musicale di Robert Trevino, alla guida di Orchestra e Coro del Teatro La Fenice.

20

Secondo capolavoro mozartiano della cosiddetta trilogia su testi di Lorenzo Da Ponte (comprendente anche Le nozze di Figaro e Così fan tutte), Don Giovanni fu presentato da Mozart al pubblico di Praga il 29 ottobre 1787. Mozart lavorò alacremente tra marzo e ottobre, e l’opera andò in scena con grande successo, rinnovando l’entusiasmo dell’amato pubblico praghese. Non senza una sfida implicita al cronologicamente vicinissimo Don Giovanni Tenorio ossia Il convitato di pietra di Bertati e Gazzaniga, presentato al San Moisè di Venezia nel febbraio 1787.

Il Don Giovanni di Mozart e Da Ponte raccoglie un soggetto di antica frequentazione letteraria (vedi Tirso de Molina, Molière, Goldoni), che però ai tempi di Mozart stava ricadendo al rango, suo originario, dell’intrattenimento teatrale popolare.

Meravigliosa la musica di Mozart, sapientemente dirette dal maestro Trevino, e le bellissime arie affrontate meglio dagli interpreti dopo aver scaldato la voce. Interpreti da apprezzare, oltre che per le doti canore, per l’interpretazione in scena.

Mario Colletti

Trama

Interpreti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *