Tra Reggio Emilia e Kumasi un gemellaggio lungo trent’anni

Monsignor Giovanni Rossi riceve da monsignor Gabriel Justice Yaw Anokye, arcivescovo di Kumasi in Ghana una preziosa stola come omaggio per l'Arcivescovo Morandi.

Dal 18 al 20 maggio monsignor Gabriel Justice Yaw Anokye, arcivescovo di Kumasi in Ghana, ha visitato la comunità ghanese reggiana di San Lorenzo guidata dal cappellano don Prince Ampong.
Prima di rientrare in Ghana l’arcivescovo ha incontrato monsignor Giovanni Rossi al quale ha donato una stola per l’arcivescovo Giacomo. Un dono prezioso poiché sul paramento sono ricamati i simboli che sanciscono il legame tra la Diocesi di Reggio Emilia-Guastalla e l’Arcidiocesi di Kumasi e l’eternità di Dio. I colori della stola riprendono la cultura e il territorio del paese africano: oro (il Ghana fino all’indipendenza era la “Costa d’oro”), il verde delle foreste e il rosso dei martiri. Sul paramento è infine raffigurato un occhio: rappresenta lo sguardo benevolo di Dio sul paese.

Monsignor Gabriel Justice Yaw Anokye (64 anni), arcivescovo di Kumasi in Ghana.
Monsignor Gabriel Justice Yaw Anokye (64 anni), arcivescovo di Kumasi in Ghana.

“Sono venuto a portare la gioia di Pentecoste alla comunità di San Lorenzo e a consolidare l’amicizia tra le nostre Chiese”, spiega monsignor Gabriel dopo aver ringraziato per l’accoglienza ricevuta. Il vescovo ghanese è accompagnato da due presbiteri della sua diocesi in servizio pastorale a Reggio Emilia: don Prince Ampong e don Paul Poku Kwaku, collaboratore nell’unità pastorale “Terre del Perdono” e cappellano dell’ospedale “Ercole Franchini” di Montecchio. I due sacerdoti hanno fatto da interpreti e traduttori durante il colloquio con il presule.
La collaborazione tra le due Chiese risale al 1994, trent’anni fa, quando don Lorenzo Ghizzoni, rettore del Seminario, incontrò padre James, un sacerdote della diocesi di Kumasi di passaggio a Reggio Emilia. Don Lorenzo offrì al sacerdote ghanese la possibilità di ospitare a Reggio Emilia seminaristi della Diocesi di Kumasi e il sacerdote africano ne parlò con il suo vescovo al quale riportò anche la vivacità della nostra Chiesa. In trent’anni hanno studiato nel Seminario di viale Timavo cinque giovani che poi sono diventati presbiteri: Peter, Paul, Gabriel, Prince e Felix.

Davanti alla sede de La Libertà, da sinistra: don Paul Poku Kwaku, monsignor Gabriel Justice Yaw Anokye, arcivescovo di Kumasi in Ghana (64 anni), don Prince Ampong e monsignor Giovanni Rossi.
Davanti alla sede de La Libertà, da sinistra: don Paul Poku Kwaku, monsignor Gabriel Justice Yaw Anokye, arcivescovo di Kumasi in Ghana (64 anni), don Prince Ampong e monsignor Giovanni Rossi.

Secondo l’arcivescovo Gabriel le Diocesi di Kumasi e Reggio Emilia-Guastalla sono legate da un gemellaggio che si basa su tre pilastri: pastorale, spirituale e teologico. Da un punto di vista pastorale le due Chiese hanno la stessa missione e sono unite da un invisibile ma concreto legame spirituale: aiutare il popolo di Dio a salvarsi. Lo scambio arricchisce entrambe le Chiese e il vescovo africano ha potuto constatare l’apporto positivo per Kumasi venuto dai presbiteri formati a Reggio Emilia. “Un solido legame teologico unisce le nostre Chiese: chi è stato formato a Reggio Emilia è tornato per formare giovani ghanesi”. Don Felix, che ha frequentato il Seminario di Reggio Emilia, ora è insegnante di Diritto canonico e Cancelliere a Kumasi. Lo stesso don Paul ha trascorso un periodo in Ghana come formatore.
Anche il compianto don Peter, morto per Covid, è stato docente di Diritto canonico e Cancelliere una volta rientrato nel suo paese.

“Ringrazio l’Arcivescovo Giacomo e tutta la Diocesi per l’amicizia e la preghiera”, ribadisce il monsignor Gabriel. “E sono consapevole che l’accoglienza ricevuta è da restituire e dunque invito tutti a venire in Ghana, a conoscere la Chiesa di Kumasi”.

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