Dall’incisione alla fotografia: comunicare con le immagini

Sabato 25 maggio presso la Sala Conferenze di Palazzo dei Principi a Correggio si è svolto un importante incontro di approfondimento su arte incisoria e fotografia, nella continuità tra passato e presente.
La mattinata è stata la conclusione di un ciclo di eventi promossi da Diocesi di Reggio Emilia – Guastalla e Museo civico Il Correggio, nell’ambito della mostra “­­_Nel solco l’inchiostro ospitata dal 16 marzo al 14 aprile nelle sale espositive correggesi.

A dissertare sono stati due relatori autorevoli: il professor Zeno Davoli, tra i principali esperti locali di incisioni, e il professor Massimo Mussini, già docente di Storia dell’arte moderna all’Università di Parma.

All’incontro sono intervenuti l’arcivescovo Giacomo Morandi Vescovo di Reggio Emilia – Guastalla e Fabio Testi, sindaco di Correggio.

Hanno partecipato alla mattinata culturale anche due classi di istituti di Correggio. Una classe del Convitto “Rinaldo Corso” (che ha curato l’accoglienza) e un gruppo di studenti del Liceo San Tomaso. Complessivamente hanno preso parte all’evento oltre settanta persone.

La mostra “_Nel solco l’inchiostro – che ha dato l’avvio agli appuntamenti culturali – è nata da un’ampia selezione di opere tra le oltre duecento donate alla Diocesi di Reggio Emilia – Guastalla da suor Giovanna Barbieri, originaria di San Biagio di Correggio, e appartenente alla Congregazione delle Missionarie di Maria Ausiliatrice – Saveriane.
La “Collezione Barbieri” è composta prevalentemente da stampe realizzate nel XIX secolo da artisti correggesi. Correggio può vantare un posto significativo nella storia dell’incisione: nessun altro centro del vecchio Ducato Estense può fare altrettanto.

La mostra, realizzata in collaborazione con il Museo Il Correggio è stata curata dal professor Zeno Davoli su impulso concorde del MAB (Museo, Archivi, Biblioteche) della Diocesi di Reggio Emilia-Guastalla e del Museo Il Correggio.

La conferenza ha approfondito l’evoluzione delle tecniche di rappresentazione per la riproduzione e la comunicazione dell’immagine con la codificazione del messaggio.

Nel primo intervento, dal titolo “L’arte dell’incisione: storia e problemi”, il professor Davoli ha esaminato brevemente l’evoluzione dell’arte del bulino e delle tecniche collegate, come introduzione all’esame della produzione del periodo “neoclassico”, che interessa particolarmente Correggio, in quanto patria di vari artisti che si segnalarono specificamente in questo campo. La produzione di questo periodo oggi è svalutata e quindi trascurata dalla critica e dai mass-media; è quindi necessario riesaminarne le forme per penetrare negli elementi sui quali principalmente gli artisti impostavano le loro ricerche e porre così le basi per un giudizio motivato ed una rivalutazione serena.
Il professor Davoli si è infine soffermato sul significato del termine “traduttori” col quale gli stessi artisti si qualificavano per vedere in concreto cosa comportassero il principio dell’imitazione della natura e le ricerche sul colore.

Il secondo intervento ha avuto per tema “Dall’incisione alla fotografia”. Oggi la fotografia fa parte della nostra vita quotidiana e viene utilizzata con grande libertà, ha detto lo storico dell’arte Massimo Mussini. Appare dunque un mezzo di comunicazione familiare di cui fidarsi. In realtà, la fotografia è il punto di arrivo di un percorso millenario, iniziato col disegno e proseguito con le incisioni, mediante il quale l’uomo ha cercato di conservare e moltiplicare le immagini per rendere disponibili nel tempo informazioni di ogni genere. Ripercorrere tale itinerario permette di comprendere che il disegno, l’incisione e la fotografia trasmettono messaggi da decodificare e non raffigurano la realtà in modo inequivocabile. Ogni forma di espressione artistica è condizionata dalle strutture mentali proprie di ciascun periodo storico.

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