Guastalla calcio: amarcord per la juniores campione d’Italia

I campioni d'Italia Juniores dilettanti 1974 del Guastalla calcio

Premiati gli ex giocatori del Guastalla calcio che hanno vinto il titolo nazionale Juniores dilettanti nel 1974. Tra loro anche Gene Gnocchi

Orgoglio rossoblù e spirito di appartenenza: sono questi i sentimenti che hanno contraddistinto la cerimonia di premiazione per i 50 anni dalla conquista del titolo Campioni d’Italia Juniores dilettanti vinto dal Guastalla Calcio nel 1974.

La festa per i campioni si è tenuta nel cortile interno di Palazzo ducale a Guastalla nella mattina di sabato 25 maggio. La platea gremita di calciatori di oggi e di ieri, di amici, parenti o anche semplici curiosi è stata quella delle grandi occasioni.

SPORT VALORE IDENTITARIO

Prima della consegna della targa ricordo ad ogni giocatore di quella mitica formazione, si sono succeduti sul palco il sindaco di Guastalla, Camilla Verona, e l’assessore allo sport, Luca Fornasari, che hanno affermato quanto lo sport possa essere un valore fortemente identitario per una comunità di cittadini come quella guastallese.

All’importanza del campanilismo si somma tutta la valenza sociale che ha una società dilettantistica a trazione fortemente giovanile che è al tempo stesso motivo di orgoglio ma anche di responsabilità per un’amministrazione comunale.

Camilla Verona, sindaco di Guastalla e Luca Fornasari a sinistra, assessore allo sport. Al centro Matteo Daolio
GUASTALLA E SATURNO PER I RAGAZZI

Dopo le autorità comunali, sono saliti sul palco il presidente del Guastalla Calcio, Michel Gioachin, e quello della società sportiva Saturno (partner dell’iniziativa), Alex Corradini.

I due hanno fatto un’istantanea dello sport di oggi a Guastalla riflettendo su quanto sia difficile mandare avanti la macchina organizzativa della polisportiva: sommando i tesserati della due società si arriva a 700 atleti suddivisi tra calcio (300), volley, basket e ginnastica artistica.

Perché ciò sia possibile servono programmazione, strutture all’altezza e coperture finanziarie che di anno in anno si fatica a trovare a fronte di costi e oneri sempre più stringenti.

A sinistra Michel Gioachin, Guastalla calcio e a destra Alex Corradini, Saturno.
LA STORIA DEL GUASTALLONE

Dopo le ospitate istituzionali, si è entrati nel clou della mattinata con l’intervento sul palco del giornalista Claudio D’Adam che ha ripercorso gli anni del mitico Guastallone, quando la formazione rossoblù faceva la spola su e giù dalla serie D. In un preciso excursus storico, il giornalista ha sciorinato nomi e aneddoti sulla gloria del Guastalla Calcio che oggi, anche fuori dal nostro territorio, è ricordato come una squadra temibile per chiunque.

Su tutti sono stati ricordati il presidente della società del tempo, l’avvocato Lino Della Valle, il vice presidente Fabio Pacchiarini e l’allenatore Massimo Paccini.

PREMIAZIONI CON GENE GNOCCHI

Si è così arrivati alla cerimonia di premiazione che ha visto sfilare sul palco prima i familiari dei dirigenti scomparsi che con oroglio ed emozione hanno ritirato la targa. Unico ancora in vita è Gianni Verona, dirigente accompagnatore dell’epoca che si è intranttenuto sul palco svelando qualche retroscena di quella squadra.

Poi è staot il momento dei calciatori che, invitati a salire sul palco uno ad uno, hanno ricevuto la targa ricordo per mano dei giocatori del Guastalla di oggi in una sorta di passaggio di consegne al contrario: è stato come se il presente volesse rendere omaggio al passato traendo ispirazione per il futuro.

Il Guastalla calcio di ieri e di oggi

Di quegli Undici campioni d’Italia juniores dilettanti fa parte anche un certo Eugenio Ghiozzi, conosciuto da tutti come Gene Gnocchi, che ha impreziosito la cerimonia con un paio di battute tra ricordi e ironia. Anche se la cosa che ha colpito di più è stata la sua grande emozione nel rivedere gli ex compagni di squadra e il forte attaccamento alla maglia del Guastalla.

Da sinistra Claudio D’Adam, Matteo Daolio, Gene Gnocchi e Michel Gioachin

Le celebrazioni sono poi continuate tra foto ricordo, chiacchiere e risate con i protagonisti che si sono dati appuntamento con la promessa di non far passare altri 50 anni perché, come ci insegna il calcio, la vera bellezza non sta tanto nei traguardi raggiunti, ma nelle relazioni che si sono create tra amici e che nessuno può più cancellare. E se vivono da campioni, è ancora meglio.

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