“Beati gli idioti”, Castellari presenta il suo libro a Guastalla

Giovedì 18 aprile alle ore 21 presso la sede della Biblioteca Maldotti di Guastalla (Corso Garibaldi 54), si presenta il volume di Daniele Castellari Beati gli idioti. Dostoevskij e il discorso della montagna pubblicato da Pazzini.

Beati gli idioti è il titolo accattivante e provocatorio scelto da Castellari per accompagnare il lettore nell’analisi del celebre romanzo L’idiota di Fëdor Dostoevskij alla luce delle Beatitudini evangeliche (il famoso “Discorso della Montagna”).

SENSO DELLA VITA 

Ogni opera di Dostoevskij è un deciso invito a riflettere sul senso della vita ed è ciò che fa Castellari in questo libro, il cui protagonista principale è il principe Myškin.

La domanda introdotta nelle prime pagine del libro “Myškin è Cristo?” viene risolta attraverso un confronto costante della vita e dei gesti del principe Myškin con le beatitudini del vangelo di Matteo.

Figura complessa e disarmante quella del personaggio inventato da Dostoevskij, la cui conformità a Cristo si può misurare nei gesti ma soprattutto nell’effetto che i suoi comportamenti hanno in chi si avvicina a lui. Tutto rimanda alla domanda fondamentale di Dostoevskij: che cosa sarebbe possibile se noi, personaggi e lettori, contemplassimo il mondo sotto la luce della fede?

Il libro è stato recensito dal cardinale Gianfranco Ravasi sul “Sole 24 ore” di domenica 14 aprile, sottolineando il fondamentale merito di Castellari di “risalire all’anima genuina del protagonista Myškin e alla filigrana teologica delle pagine del romanzo”.

Dialogherà con Daniele Castellari il prof. Gino Ruozzi

Ingresso libero.

L’AUTORE

Daniele Castellari, professore di lettere al Liceo “Moro” di Reggio Emilia, è apprezzato studioso e autore di numerosi saggi (ricordiamo quello sull’umorismo ebraico Non so se il riso o la pietà prevale) e direttore del “Piccolo Teatro in Piazza” di Sant’Ilario d’Enza.

Conduce da molti anni laboratori e seminari su temi legati alla lettura e alla narrazione teatrale ed è un riferimento della cultura reggiana.

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