Indagine sugli ‘sfitti’ del centro storico

È stata inaugurata sabato 23 marzo nei locali di ARTyou nella centralissima via Gazzata a Reggio Emilia, ma rimarrà visibile fino a domenica 21 aprile, la mostra fotografica di Gianni Marconi dal titolo “Gli Sfitti”.

L’ampio catalogo, con i testi dell’autore e del professor Massimo Mussini, raccoglie le 157 fotografie scattate ad altrettante vetrine spente o chiuse da delle inferriate, testimonianza inequivocabile dell’abbandono del centro città da parte di tante piccole attività.

“Gli edifici all’interno del perimetro del centro storico – scrive Marconi – sono stati la scenografia sempre mutevole di generazioni di reggiani succedute nei secoli per abitare, lavorare, commerciare. Con l’ingresso nel terzo millennio questa consuetudine è entrata fortemente in crisi per lo spostamento di molti motivi di interesse e degli stessi abitanti verso la periferia, verso gli uffici decentrati e verso i numerosi centri commerciali che continuano a sorgere alle porte della città.

Il cambiamento di stili di vita e di mentalità della popolazione hanno estinto la connotazione unica della reggianità a favore di molteplici forme di individualità e di etnie, e sono entrati nell’uso comune nuove forme di consumo e di acquisto, fra esse l’e-commerce.
Dopo millenni, nei quali il centro cittadino ha esercitato la sua forza attrattiva, assistiamo oggi ad un fenomeno di osmosi inversa che trasferisce il degrado tipico delle periferie nel cuore della città”.

L’autore non vuole indicare con la sua indagine responsabilità o soluzioni, ma dare atto di una situazione che da anni sta davanti agli occhi di tutti, a cominciare anche dai nostri amministratori che da tempo cercano spiegazioni di un fenomeno che affonda le sue radici nel proliferare dei centri commerciali.

La sfilata di innumerevoli vetrine riprese frontalmente, in maniera imparziale e obiettiva, rende pienamente il fenomeno, e le persone ritratte, davanti o mentre passeggiano, sembrano dare involontariamente testimonianza della cosa, quasi chiedendosene il perché.

“La Reggio odierna – scrive Massimo Mussini nel saggio critico – si sta trasformando in un ‘non luogo’ secondo l’accezione di Marc Augé, cioè in un ambiente non più aggregante, ma dispersivo e dove si passa fugacemente per necessità. E le necessità odierne non possono coincidere con quelle del passato, grazie appunto all’uso quasi bulimico dell’automobile. Si aggiungano i mutamenti del gusto, in tutti i settori, dall’alimentare all’abbigliamento, accelerato dalla pubblicità, che ha puntato sull’usa e getta e sul cambiamento stagionale, e non delle stagioni meteorologiche ma della tendenza momentanea, conducendo a una saturazione e appiattimento degli interessi personali, che non lascia più spazio a nuovi punti vendita delle medesime merci.
Ci dicono che indietro non si può tornare, perché lo scorrere del tempo è inarrestabile e i ritorni al passato possono solo avvenire in modo folcloristico, con le sagre paesane e le rievocazioni in costume. Il problema dei negozi sfitti ci invita, come accaduto nel passato, a inventare nuove e inedite soluzioni adeguate al presente con la capacità di modificare tali spazi in maniera creativa e confacente alla contemporaneità”.

ARTyou in via Gazzata 16/b, fino a domenica 21 aprile 2024, ore 10-12,30 e 16-19,30. L’autore è presente nei fine settimana. Catalogo a cura di Corsiero editore

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *