Progetto «Ero malato» a metà cammino

Si è svolto giovedì 21 marzo, presso la sala convegni del Core dell’Arcispedale Santa Maria Nuova di Reggio Emilia, l’incontro di restituzione del primo anno di attività del Progetto “Ero malato”, con testimonianze di chi ha collaborato, recandosi all’Ospedale di Ampasimanjeva in Madagascar oppure collaborando per la formazione sul campo e a distanza del personale malgascio.
Nei saluti da parte del dottor Giorgio Mazzi e della dottoressa Cristina Marchesi dell’Ausl sono state ricordate le persone morte nel tragico incidente del 27 dicembre 2022, tra le quali anche le colonne portanti dell’ospedale di Ampasimanjeva (in particolare il dottor Martin). Dopo quel tragico evento, seppur nello sconforto, ci si è impegnati ancora di più per garantire continuità all’opera dell’Ospedale. Dopo i dirigenti dell’Ausl ha portato un saluto la consigliera regionale Ottavia Soncini, rappresentante della Regione che patrocina il Progetto “Ero malato”.

Don Marco Ferrari, direttore del Centro Missionario diocesano, ha ringraziato le tantissime persone, istituzioni, realtà associative e quanti altri portano avanti le attività di scambio tra Reggio Emilia e il Madagascar.
Cecilia Pellicciari di Volontari nel Mondo RTM ha illustrato lo stato dei lavori presso l’Ospedale di Ampa. Si può certamente dire che, seppur a metà del progetto, si sono già raggiunti obiettivi importanti.

Ecco i primi risultati del progetto:

  • migliorate le infrastrutture dell’ospedale;
  • aumento delle competenze tecnico-gestionali;
  • valorizzazione della vocazione sociale.

Le testimonianze dei medici Matteo Crotti, Antonio Frattini, Costanza Migliavacca e Lillo Cerami, che sono stati per brevi periodi ad Ampasimanjeva, hanno raccontato la quotidianità del lavoro in ospedale commentando immagini e video raccolti dagli stessi nei viaggi in Madagascar. “I veri fenomeni – ha detto il dottor Crotti – sono quelle persone che con pochissimi mezzi a disposizione fanno interventi miracolosi. Un grande insegnamento per noi operatori e specialisti che siamo abituati ad avere a disposizione il massimo della tecnica e dei servizi”.

Essere curati, rimanere vivi dopo un intervento operatorio in Madagascar non è scontato, anzi è difficile. Ecco che allora le persone più povere esprimono immensa gratitudine per la vita e per la guarigione.
Tutte le testimonianze hanno sottolineato la ricchezza delle relazioni personali, che continuano anche ora a distanza, e la bella esperienza professionale, ma, soprattutto, quella umana, incontrando una realtà che dovrebbe essere conosciuta e “provata” da tutto il personale sanitario durante il percorso formativo.

Il dottor Franco Riboldi, responsabile formazione del Progetto, e Marcello Viani, direttore di Volontari nel Mondo RTM, hanno concluso il pomeriggio illustrando i passi successivi del progetto, per i prossimi mesi. Ci saranno altri moduli di formazione per il personale locale, l’installazione di un forno inceneritore (con il sostegno di Iren) e la manutenzione delle attrezzature. Si sta cercando la collaborazione con l’Università per opportunità formative e si punta a migliorare le infrastrutture informatiche per consulti a distanza e comunicazione ottimali.

La Fondation Médicale Ampasimanjeva (FMA) gestisce l’ospedale che dedica la sua attività alla cura dei malati e in particolare di quelli più poveri (il 70% della popolazione di quella zona vive in condizioni di estremo bisogno).
Il progetto “Ero malato”, che ha preso l’avvio il 16 dicembre 2022, si sviluppa su tre anni e ha già coinvolto direttamente diversi colleghi dell’Azienda USL IRCCS di Reggio Emilia nella formazione a distanza e sul campo e ha come obiettivo l’accompagnamento e lo sviluppo dell’ospedale malgascio.
Il progetto è reso possibile dalla collaborazione tra Diocesi di Reggio Emilia-Guastalla, Ausl di Reggio Emilia e Volontari nel Mondo RTM, con il finanziamento da parte della Conferenza Episcopale Italiana con fondi provenienti dall’8 per mille e grazie alla generosità di tante persone che continuano a sostenere questa attività, incarnata nella missione diocesana della Diocesi di Reggio Emilia-Guastalla in Madagascar e accompagnata dalle Case della Carità.

Con il Progetto “Ero malato” e con la storica attività della FMA continua la premura per i malati e si ribadisce l’importanza dello scambio, con la consapevolezza che si sta accompagnando e sostenendo un servizio importantissimo in una delle zone più povere del mondo.

Gianmarco Marzocchini

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