Pasqua, l’appassionata corsa della fede

Il vescovo Morandi a Guastalla per la Messa della Domenica di Pasqua

È la corsa più importante della storia dell’umanità. La corsa di Pietro e dell’apostolo che Gesù amava verso il sepolcro che troveranno vuoto. Ma il loro non è solo un arrivo. Da quel sepolcro inizierà una nuova corsa per portare la gioia del Signore risorto fino agli estremi confini del mondo.

Questa è la corsa della fede di ciascun cristiano: andare incontro ai tanti che sono ancora in attesa di scoprire l’annuncio del Vangelo, facendosi portatori di speranza: Gesù ha vinto definitivamente la morte.

E per sostenere questa corsa, questo continuo sprint verso il prossimo, non esiste “integratore” migliore della preghiera che rifocilla e dà energia e vigore per continuare.

Vescovo Giacomo Morandi. Domenica di Pasqua. Guastalla 31-03-2024 (foto Franzosi)
UNA FEDE INTRISA DI PASSIONE

Sono questi alcuni dei punti dell’appassionata omelia del Vescovo Giacomo dall’ambone della Concattedrale guastallese gremita per la solennità della Pasqua.

Il Vescovo riscalda il cuore dell’assemblea esortando tutti a correre appassionatamente per portare la grande gioia dell’annuncio del Signore trionfante sulla morte.

Come Pietro che giunto al sepolcro, iniziò a credere. “Pietro inizia a credere vedendo un sepolcro vuoto”, rimarca Morandi. “In quel momento inizia a comprendere quello che Gesù aveva annunciato a lui e agli apostoli”.

Dalle letture della notte e del giorno di Pasqua si deve trarre un’unica grande certezza: essere corroborati nella fede.

La nostra fede si fortifica e trova consapevolezza, quando, come gli apostoli, comprendiamo che il nostro cammino non è un’inesorabile discesa verso un sepolcro, bensì è un’inesorabile ascesa verso la vita. Vita che in Cristo ha vinto la morte. E chiunque crede questo non morirà in eterno.

CREDETE VOI IN QUESTO?

“Credete voi questo?” ha chiesto il Vescovo ai fedeli, la cui presenza alla Messa è già la risposta affermativa di ogni cristiano che ancorato a Gesù vive in eterno, perché la Sua presenza “fa della morte soltanto un sonno” da cui saremo risvegliati, dice monsignor Morandi.

È questa speranza che ispira la corsa dei credenti,  “concittadini dei santi e familiari di Dio “, che credono in questo grande mistero della Resurrezione: col Cristo risorto tutto cambia ed è guardando a Lui che si asseconda la speranza che anima la vita di ogni fedele.

“Il credente consola con la stessa consolazione con cui è consolato perché si sente amato per sempre e follemente da Dio” asserisce Morandi.

PORTATORI DI SPERANZA

L’augurio di questa Pasqua è di essere portatori di speranza. “Siate intrisi di speranza. Che le vostre parole siano di consolazione da diffondere ovunque” e che la nostra testimonianza sia appassionata proprio come quella degli apostoli e di Paolo che dice “per me vivere è Cristo. Se anche il mio corpo si va disfacendo mi rinnovo di giorno in giorno perché fisso lo sguardo non su ciò che passa ma su ciò che rimane. Cercate le cose di lassù”. La ricerca del Signore va fatta con passione, solo così si può arrivare a comprendere.

Il seminarista Francesco Bazzoni con monsignor Giacomo Morandi. Guastalla, 31-03-2024 (foto Franzosi)
LIETO ANNUNCIO

Alla fine della celebrazione, il Vescovo Giacomo ha voluto fare un dono alla comunità guastallese annunciando che il 21 aprile prossimo, in Cattedrale a Reggio Emilia, Francesco Bazzoni, seminarista di Guastalla, riceverà il diaconato, preludio all’ordinazione presbiterale.

2024-03-31 Domenica di Pasqua

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