Il missionario? Parla con la sua vita

Giovedì 21 marzo è stata celebrata la Veglia in ricordo dei Missionari martiri nella chiesa di Sant’Antonio da Padova in città a Reggio. L’appuntamento ha origine nella commemorazione di sant’Oscar Romero, arcivescovo di San Salvador ucciso il 24 marzo 1980.

Presieduta dall’Arcivescovo Giacomo Morandi è stata un bel momento di preghiera e di meditazione impreziosito dall’intervento di padre Pier Luigi Maccalli, missionario della Società Missioni Africane (SMA), originario della Diocesi di Crema e per due anni, dal 2018 al 2020 prigioniero in Mali, Niger e Burkina Faso, di terroristi islamici.

Padre Pier Luigi ha raccontato la sua esperienza davanti ad un pubblico numeroso e attento alle sue parole. Il missionario ha detto di essere rimasto incatenato durante tutta la prigionia e ha confessato che fin dall’inizio ha pianto e ha cercato la consolazione facendo tante domande a Dio Padre e recitando in silenzio il grido di Gesù in Croce: “Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?” e si è pure chiesto: “Che senso ha fare del bene se poi si raccoglie tempesta?”. Poi in lui sono pian piano maturati altri pensieri sempre tratti dalla esperienza delle Sacre Scritture. I piedi erano incatenati ma il cuore no! È così ha iniziato a considerare i suoi carcerieri come fratelli.

2024-03-21 Veglia missionari martiri

La Veglia è proseguita leggendo i paragrafi conclusivi del vangelo di Marco, poi commentato dall’Arcivescovo. Il Signore conferisce una missione chiara di andare in tutto il mondo a predicare la Buona Notizia, ha detto monsignor Morandi. Non possiamo, ci ha ricordato, delegare questo grande dono per la salvezza di tutti. Il Vangelo non è un’idea astratta, per quanto nobile, ma qualcosa di concreto: “Scacceranno i demoni, parleranno lingue nuove”.

Per questo egli ci ha ricordato che il missionario è un liberatore, soprattutto uno che riesce a liberare l’uomo da sé stesso e dalla cattiveria che è in lui. Ma è anche uno che parla lingue nuove, il che coincide con la capacità di amare. Ricordando un passaggio del vangelo di Matteo, ha aggiunto: gli apostoli e i missionari sono perciò coloro che hanno sperimentato la potenza del Padre e con essa hanno fatto cose meravigliose: hanno cessato di parlare, perché parla la loro vita.

La Veglia è stata anche l’occasione per conferire i mandati di invio a due giovani donne: Antonella Fantini della parrocchia della Consolata in Sassuolo, che andrà per un anno in Madagascar, e suor Alessia Martinelli (delle Suore Missionarie del Verbo incarnato) in partenza a luglio per Mbanza Kongo in Angola.
In seguito l’Arcivescovo ha benedetto due missionari rientrati (foto): don Luigi Ferrari, Fratello della Carità, rientrato definitivamente dal Brasile, e suor Rita Ferrari, Carmelitana Minore della Carità, dopo più di 10 anni trascorsi in Albania.

I missionari che nel 2023 sono stati uccisi nel mondo sono 20, in maggioranza in Africa. Ad ogni loro nome scandito dall’ambone della chiesa è risuonato un tintinnio di catene, proprio per ricordare la vicenda di padre Maccalli.

Al termine della Veglia è stato proiettato il filmato “Il cuore ardente di Luciano Lanzoni”, missionario dei Servi della Chiesa, morto all’età di 63 anni in Madagascar. Il video è stato realizzato da “Luci nel Mondo” e mostra l’eredità umana lasciata da Luciano, nei 30 anni di vita in terra malgascia, dove si è speso per gli ultimi e i più poveri.

Un ringraziamento particolare va a tutta l’unità pastorale che ci ha ospitato soprattutto attraverso la liturgia, con canti ben animati e la preziosa collaborazione di tutti.

Andrea Bonati

Padre Pier Luigi Maccalli testimone di perdono e di pace

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