“Alle sorgenti della nostra storia”: presentato il libro sui 120 anni di istruzione a Reggio Emilia

Tutto esaurito sabato 16 marzo, nell’aula “Artigianelli” e nell’auditorium della sede universitaria di Viale Timavo 93 – ex Seminario – per la presentazione del volume “Alle sorgenti della nostra storia”, che contiene i profili di 175 docenti e dirigenti scolastici reggiani del XX secolo e dei primi due decenni e del XXI.

Un’impresa unica in Italia quella portata a compimento a Reggio: ripercorrere 120 anni di storia dell’istruzione in una provincia – quella reggiana – attraverso i profili di chi ha fatto veramente la scuola sul campo: maestri, professori, direttori, presidi, ispettori e provveditori.

Dunque non un saggio critico, ma una galleria di profili di insegnanti e dirigenti che non solo hanno svolto la loro opera preziosa nelle aule scolastiche, ma che sono stati anche impegnati attivamente nell’associazionismo professionale, nel sindacato, in campo politico assumendo incarichi di responsabilità.

Con la consulenza di Sandro Spreafico, i curatori: Luciano Bonacini, Luciano Rondanini, Giuseppe Adriano Rossi e Cristian Ruozzi hanno promosso e coordinato la realizzazione del volume “Alle sorgenti della nostra storia”, edito dalla NuovAppennino, grazie al contributo di circa 150 autori: ex-allievi, familiari, amici.

Il volume vuole costituire un atto di riconoscenza a chi ha svolto con competenza, accoglienza delle disabilità, attenzione al disagio, capacità di dialogo, etica, generosità il ruolo di educatore formando generazioni di cittadini.

Ne è nata così una vera e propria galleria di ritratti; ogni estensore lo ha dipinto con le specificità del proprio “pennello”, e questo è certamente un’indubbia particolarità, una sinfonia eseguita da decine di orchestrali.

Il volume, settecentodieci pagine, è articolato in tre sezioni: maestri, professori, dirigenti, ispettori e provveditori.

La scheda di ogni “biografato” è corredata da due foto: una che lo ritrae da solo e una di classe.

Impresa ardua e impegnativa è stata certamente l’essere riusciti a realizzare un’opera di tali dimensioni; operazione quanto mai necessaria, ma mai tentata prima nella nostra provincia e forse anche in campo nazionale.

Non si potevano condannare all’oblio tante figure di insegnanti e dirigenti che hanno speso la loro esistenza in campo educativa con una preoccupazione: il bene comune. E il cui ricordo è ancora vivo in tanti ex-allievi.

Questo si può a buon diritto definire un “libro affettivo”!

Dall’opera emerge il quadro di oltre un secolo della Scuola Reggiana e soprattutto della sua singolare ricchezza formativa ed educativa. Il libro si apre con una prefazione dei curatori, con una postfazione di Sandro Spreafico e un testo di Paolo Bernardi.

L’incontro di presentazione, introdotto e coordinato da Luigi Grasselli (Unomore), ha visto gli interventi di Anna Maria Contini (Unimore), mons. Giovanni Rossi (vicario generale della diocesi di Reggio Emilia-Guastalla), Luciano Rondanini (curatore e ispettore tecnico), Raffaella Curioni (assessore comunale), Paolo Bernardi (dirigente Ufficio scolastico provinciale) e Roberta Cardarello (Unimore).

Una nota comune nei discorsi: la scuola reggiana “brilla” perché contraddistinta da docenti e dirigenti di alto spessore; per questo ha raggiunto veramente livelli di eccellenza.

Il volume dunque non è solo una memoria del tempo passato e di figure che hanno segnato la vita di tanti scolari,un doveroso atto di gratitudine verso veri “maestri”, ma vuole essere l’indicazione di un percorso educativo e formativo che deve essere proseguito per il raggiungimento del bene comune.

L’incontro è stato concluso dalla consegna di un attestato di benemerenza ai congiunti del biografato e dalle testimonianze di estensori dei profili: Walter Baricchi, Giorgio De Benedittis, Maria Cristina Costa, Sergio Govi, Margherita Santi.

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