Cordoglio per la morte del diacono permanente Pietro Paolo Macchioni

Lunedì 20 novembre è deceduto il diacono permanente Pietro Paolo Macchioni. Il funerale si è svolto mercoledì 22 novembre nella chiesa della SS Consolata di Sassuolo.

Il Signore da’, il Signore toglie.
Alla Consolata di Sassuolo si piange di cuore la dipartita del Diacono (Pietro) Paolo, stretti alla moglie Luciana e alla famiglia tutta, ma con altrettanto cuore si rendono grazie al Signore per il dono della sua continuativa e generosa dedizione alla vita religiosa e civile di questo grande quartiere sassolese.
Paolo era nato nel 1935: 88 anni di vita terrena, di cui 34 da Diacono permanente ordinato. È morto il 20 novembre.

Provvidenzialmente nel Vangelo del giorno delle esequie si parlava del re che chiede conto ai servi delle monete d’oro che aveva affidato loro prima di partire. “Perché non hai consegnato il mio denaro a una banca?” chiede al servo che aveva gelosamente e infruttuosamente conservato la moneta nel fazzoletto…
Paolo aveva interiorizzato che la nostra vita, colma di doni e della presenza di Dio, è chiamata a star fuori da fazzoletti o fazzolettini, a volte fazzolettoni… di indifferenza, di apatia, di egoismi per dare frutti, mettendo a profitto il dono ricevuto; infatti, con l’assenso e la condivisione della moglie Luciana, aveva accettato di essere incaricato della Diaconia di Gesù Cristo, rendendo presente, come diacono permanente, quella vocazione a servire che dovrebbe essere comune a tutta la Chiesa.
Con la serenità derivante da questa consapevolezza la sua Comunità lo ha “consegnato” al Creatore dell’Universo che gli restituirà di nuovo il respiro e la vita (1^ lettura del giorno).

Prima della Messa esequiale, presieduta dal Parroco don Andrea Contrasti, che ha ricordato come pochi giorni prima di morire Paolo avesse ricevuto l’estrema unzione da don Sergio Pellati (l’ultimo parroco della Consolata prima prima della UP), gli amici hanno voluto ricordarlo così alla sua Comunità, a Don Roberto Bondioli, (altro ex parroco della Consolata), e ai sacerdoti e diaconi presenti, tra cui alcuni intervenuti da diverse località della Diocesi:
“Imparate da me che sono mite e umile di cuore”. «È in questo invito di Gesù che, forse, si può riassumere la vita di Paolo, Diacono ordinato il 25 giugno 1989: sposo di Luciana, papà di Francesca, Alberto e Paola, suocero e nonno amorevole. Quando alla fine degli anni ‘70 fu eletto responsabile della prima Comunità Catecumenale disse: “Ma proprio io che non sono nemmeno capace di parlare in pubblico?”. Eppure continuò il suo servizio nella prima e anche nella seconda comunità per poi accogliere come un dono il servizio del diaconato. Assieme a Luciana si mise a disposizione attraverso il gruppo “Mandorlo in fiore “ per l’ascolto e la meditazione della Parola di Dio, nella certezza che solo attraverso di essa si possa vivere una vita piena. Primo diacono nella nostra parrocchia, per tanti anni ha prestato un servizio prezioso alla nostra comunità e anche a quella civile. Lo ricordiamo nella proclamazione della Parola durante le celebrazioni eucaristiche; presente tutte le settimane a Casa Serena (la struttura protetta per anziani del Comune di Sassuolo e centri limitrofi) per celebrare assieme agli ospiti l’Eucaristia; a disposizione delle necessità degli ospiti della Casa della Carità e degli abitanti del quartiere Carità. Inoltre… quante volte è venuto a benedire nel periodo di Quaresima le nostre case! A volte stanco per tante scale che aveva salito, a volte dispiaciuto per non essere stato accolto, ma sempre con la serenità di chi sa vivere la vita che gli è stata donata. Ed è con un sorriso come il suo, dolce e pacifico, ma sempre disponibile per chiunque avesse una necessità, che lo accompagniamo verso la casa del Padre, tenendolo stretto forte nei ricordi della mente e del cuore, certi che continuerà a vegliare su Luciana e la sua bella famiglia e sulla nostra Comunità».

Avevo intervistato Paolo nel 2001, per un servizio su La Libertà , e avevamo fatto una serena, amichevole chiacchierata, uno zoom sulla situazione del diaconato permanente a Sassuolo e nel Vicariato Valle del Secchia e sulla sua personale risposta a questa chiamata.
«Il Vescovo Baroni nel giugno 1989 – così si era espresso Paolo con gravità e commozione nel 2001 – mi impose le mani non per il sacerdozio, ma per il ministero, ed è con questo spirito che, sentendomi legato in modo speciale al Vescovo Adriano, attuale Pastore della diocesi, collaboro con i sacerdoti della mia parrocchia (e, se richiesto, con quelli delle parrocchie vicine) e mi impegno a servire il popolo di Dio nella Liturgia, nella Predicazione e nella Carità».
Aveva, poi, ricordato affettuosamente i confratelli Diaconi (viventi e non) che avevano operato in terra sassolese.
«Saluto fraternamente Franco Ferrari, che si è trasferito con il figlio don Luca e che per anni ha “servito” qui nella parrocchia e nel quartiere Pontenuovo. Fu ordinato dal Vescovo Baroni nel 1978: uno dei primi! Affido alla preghiera e alla gratitudine della comunità sassolese il compianto Anselmo Corradini che fu ordinato insieme a me; espresso da questa parrocchia, dopo poco si trasferì con la famiglia in quella di San Giorgio, in Sassuolo centro, dove per anni espletò il suo ministero anche come Segretario del Consiglio Pastorale Vicariale.
E credo di potere dedicare all’indimenticato Giacomo Vivi, ordinato dal Vescovo Gibertini il 19 marzo 1997, le parole di San Policarpo sul come essere diaconi: «Misericordiosi, attivi, camminanti nella verità del Signore, il quale si è fatto servo di tutti» Omnium diaconus factus.

Nessun dubbio sul fatto che, se potessimo fare ora una intervista a tutti i diaconi che abbiamo ricordato, li sentiremmo esprimersi in un canto di benedizione per la preziosa presenza in questa terra dei tre Diaconi di nuova generazione: Paolo Bellei, Gianluca Braglia, Gino Vivi, espressi dalla parrocchia della Consolata , ma chiamati al servizio nella UP Sassuolo.
Un dono davvero grande per le nostre Comunità!

Pellegrina Pinelli

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