Ai terremotati servono ancora tanti aiuti

Padre Matteo Ghisini, segretario delle Missioni dei Cappuccini dell’Emilia–Romagna e responsabile dei centri missionari di Imola e San Martino in Rio ha ripetutamente visitato in Turchia  il territorio turco devastato dal terremoto del febbraio scorso.

“A maggio, insieme ai frati cappuccini turchi, siamo andati sui luoghi colpiti dal terremoto, visitando in particolare la città di Antiochia, dove abbiamo un convento con una piccola comunità di cristiani. Davanti a noi, uno scenario drammatico: mentre in periferia le ruspe stavano già spazzando via ciò che rimaneva degli edifici crollati, nella zona del centro, dove è situato il convento, tutto era rimasto esattamente come quattro mesi prima, al momento del sisma. Ora le ruspe stanno arrivando anche nel centro storico, dove ancora manca la luce e l’acqua. La popolazione sopravvissuta ai crolli si è spostata lontano dalla città e da allora vive in tendopoli. Il nostro convento ha retto l’urto: alcune ali della struttura potrebbero essere ancora vivibili, ma l’area nella quale si trova è inabitabile e più volte alcuni sciacalli hanno fatto visita al convento cercando qualcosa da rubare. Nonostante questo, come cappuccini stiamo valutando come riuscire a garantire una presenza in questa città così ferita”.

Da febbraio a giugno i cappuccini hanno aperto le porte del convento di Mersin, “dove abbiamo accolto diverse centinaia di persone provenienti dalla città di Antiochia.

Nel sisma hanno perso tutto – non solo casa e beni personali, ma anche affetti e speranza – ma grazie al sostegno arrivato dall’Italia, abbiamo potuto essere al loro fianco e aiutarle a vivere quei primi mesi di trauma. Nella gestione dell’emergenza è stato fondamentale anche il supporto di un’equipe di psicologi provenienti dalla Polonia che ha fatto un lavoro prezioso di ascolto e di sostegno. È stata un’esperienza di condivisione che, insieme alla fatica, ha creato comunione, favorita anche dalla realtà parrocchiale in cui è inserito il convento, che ha permesso alle persone accolte di vivere un clima di familiarità che ha inciso positivamente sul loro sentire emotivo”.

Con la raccolta fondi che come Missioni dei Cappuccini dell’Emilia-Romagna abbiamo lanciato, è stato possibile dare un primo aiuto, concreto, ai fratelli turchi, destinando 25.000 euro per fronteggiare l’emergenza e l’accoglienza delle persone in convento; alla popolazione della Siria, ugualmente colpita dal sisma, raggiunta tramite i frati cappuccini del Libano che sono riusciti a visitare i luoghi maggiormente colpiti sono stati consegnati 10.000 euro.

Grazie alla generosità di tanti i Cappuccini  potranno continuare ad aiutare le popolazioni e “a riaccendere la luce, a dare una speranza e un contributo nella rinascita di quelle terre devastate. D’accordo con i frati presenti in Turchia, stiamo aspettando di vedere come il governo si muoverà nella ricostruzione, per capire e decidere in quale modo aiutare chi ha perso tutto, con un’attenzione particolare per la città di Antiochia, dove conosciamo bene la realtà e le persone”.

Per sostenere l’attività di soccorso dei Cappuccini in Turchia e Siria i versamenti possono essere effettuati utilizzando il seguente IBAN: IT 43 Y 05387 6648 000 000 1025855 intestato a: Centro di Cooperazione Missionaria dei Cappuccini – ONLUS, causale: Terremoto Turchia e Siria, indicando il proprio nome, cognome e indirizzo.

g.a.rossi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *