Scandiano, presentazione de “La scommessa cattolica”

Verrà presentato lunedì 22 maggio alle ore 21 presso il Convento Cappuccini di Scandiano, il libro di Mauro Magatti e Chiara Guicciardi La Scommessa cattolica edito nel 2019 da Il Mulino, nell’ambito delle celebrazioni dei 400 anni della presenza dei cappuccini a Scandiano.

“Non si tratta di rincorrere qualcosa che starebbe davanti – la piena affermazione de la modernità con tutti i suoi successi – nè di inseguire un sogno di restaurazione della Chiesa – cullandosi nella nostalgia di un passato ormai perduto. Si tratta piuttosto di recuperare la consapevolezza di avere qualcosa di inaudito da dire a questo nostro tempo” affermano nella presentazion del testo gli autori, i coniugi Magatti- Guicciardi, giornalisti e docenti di sociologia all’Università Cattolica di Milano.

Magatti è inoltre editorialista de Il Corriere della Sera e la moglie direttrice della rivista Comunicazioni sociali.

Ritornando ai contenuti del testo, non solo dunque essi invitano a fare memoria del passato: duemila anni di storia, un miliardo e trecento milioni di fedeli in continua crescita grazie alla spinta demografica dei paesi del Sud del mondo, ma a riflettere su una Chiesa che oggi appare invecchiata e impacciata soprattutto in Europa, dove per la maggior parte dei giovani, la questione di Dio non ha alcuna rilevanza, i duri colpi inferti dagli abusi sessuali e scandali finanziari hanno minato la veridicità e autenticità evangelica della Chiesa Cattolica Occidentale.

La fede delle generazioni meno attempate si sta infatti misurando con fenomeni che con i valori evangelici delle prime Chiese non hanno in apparenza molti nessi o forse ne hanno preso il sopravvento , quali la secolarizzazione e la modernità.

Il progresso scientifico, le religioni fai da te delineano per la Chiesa un futuro incerto se non si pone in atteggiamento di profonda riflessione sul modo in cui potra stare al passo con la modernità di cui è stata una matrice e che oggi la mette in crisi : La Chiesa tutta deve cercare di recuperare con sollecitudine le domande esistenziali e antropologiche dell’uomo, le domande del senso della intera vicenda umana, e invitare i trentenni in particolare, a non solo fermarsi e accontentarsi delle promesse date dalla tecno-scienza, ma cercando di porsi la domanda del senso del vivere e del morire dell’intera vicenda umana, terrena e ultraterrena.

In questo modo allora la Chiesa potrà stare al passo di tempi frammentari e fragili nella stessa misura.
“Che futuro ha, ripetono infatti a più riprese gli autori, una modernità che recida completamente il dialogo con le religioni?

Come appare da queste poche pennellate il testo interpella non solo le gerarchie ecclesiastiche ma l’intero popolo di Dio e ci invita alla serata di presentazione per dialogare con gli autori, ma soprattutto per interpellare noi stessi, la nostra fede e i nostri valori umani, ma soprattutto cristiani.

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