La pedagogia dell’anima in attesa

All’interno del dibattito delle idee c’è chi sostiene che nulla si salva, forse nemmeno la poesia; altri che inneggiano alla pedagogia dell’anima, alle Sacre Scritture, un po’ nebulose, ai miti attraenti e polverosi dell’antichità o riproponendo le cantiche della Divina Commedia, i racconti delle fiabe… Ma un’Apocalisse del cosmo appare oggidì quasi improbabile anche se fosse un po’ silente e intrecciata con riti popolari del periodo pasquale…

Fanno capolino l’opinione di un pubblico disorientato, costretto a richiamare il concetto della Creatura-persona, la gioia mista con gli affanni dell’esistenza, le numerose guerre in atto, il rischio della fame con le minacce nucleari, le pandemie mai guarite, i terremoti e le catastrofi ambientali, le evanescenti ideologie dei vari partiti nazionali e il caos politico-economico mondiale, che trascura sempre i più deboli e gli emarginati; perfino i fantasmi dell’astrologia… o dell’uomo che si sente solo, anche se sazio e disperato…

Si è aperta l’era delle folle per l’uomo debole, consegnato al libero arbitrio dalla tecnologia? O dell’utero in affitto: con il rischio di mercificazione della donna fino a configurare il tutto come dei semplici rapporti fra più cose e non più con le istanze morali, storico culturali, come già denunciato allora dallo stesso Karl Marx…

La stessa rilettura dell’opera del sommo Dante Alighieri richiama dunque al fedele cristiano il significato vero dei peccati capitali e quale sia l’autentica voce del Dio nascosto da cui il vivente trovi finalmente compassione e si redima. Già venti secoli or sono i primi apostoli si ritrovarono soli e smarriti; molti fuggirono o preferirono salire sul carro dell’imperatore vincitore romano…
Il Cristo crocifisso, in attesa della Resurrezione, è destinato allora a restare in agonia fino alla fine del mondo…?

Giampaolo Torreggiani

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