Com’è nata la missione in Albania?

Il Vescovo di Sape monsignor Simon Skulli, don Paolo Bizzocchi e don Giovanni Ruozi

La missione della Diocesi di Reggio Emilia – Guastalla in Albania è nata nel 1992, dopo la caduta del regime comunista.

Sotto la guida di don Luigi Guglielmi e don Romano Zanni, la Chiesa reggiano-guastallese ebbe l’ispirazione di andare incontro ai tanti albanesi che arrivavano in Italia e in diocesi. Oltre all’aiuto immediato, interessava andare a vedere le possibilità di un intervento mirato e continuativo e comprendere le reali esigenze del popolo albanese.

Seguendo questa ispirazione i sacerdoti reggiani conobbero la Diocesi di Sapë. La gente aveva bisogno di riprendere la vita di fede e ci si impegnò da subito nella catechesi e nella visita alle famiglie.
Nel 1995 poi venne ristrutturata una casa nel villaggio di Gomsiqe, sulle montagne, che consentì di ospitare numerosi volontari che negli anni si impegnarono in campi di lavoro e di evangelizzazione.

La prima missione stabile si ebbe con don Carlo Fantini dal 2002 al 2010, continuata poi da don Stefano Torelli dal 2011 al 2017.
Nel 2007 il vescovo di Sapë, monsignor Lucjan Avgustini, in visita in Italia, conobbe la realtà delle Case della Carità; il vescovo ne restò molto colpito e iniziò a chiedere con insistenza una Casa della Carità per la sua Chiesa locale. Il 6 settembre 2012 a Laç Vau Deïes, nel nord-est del paese, nacque la Casa della Carità. Vennero accolti in casa alcuni ospiti, segno di attenzione e cura ai più piccoli e ammalati.

In Albania opera anche l’Ong “RTM – Volontari nel Mondo” con i progetti di sviluppo rurale per i giovani.

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