FareLibri nuova edizione

Un convegno di un’intera giornata in apertura della nuova edizione di FareLibri, che presenta i libri e le edizioni d’artista di autori di paesi diversi che hanno realizzato, in un formato tascabile, la loro idea di
giardino. Il tema del tredicesimo “Festival del libro d’artista e della piccola edizione”, nato a Barcellona dall’estro e dalla passione editoriale della curatrice Elisa Pellacani, gioca sul doppio filo del giardino-

luogo fisico, progettato per narrare storie con linguaggi che non siano quelli dell’alfabeto, come a sua volta sa fare il libro “d’artista”, e il giardino “della mente”, quello spazio popolato invece di narrazioni a volte oscure a noi stessi ma che, come ogni giardino vero e proprio, e infine come ogni disciplina artistica, va irrigato per essere mantenuto vivo. Si alternano, in un insieme di opere costruite con i materiali e le legature più diverse, erbari e incursioni nella botanica a opere dove il mondo vegetale diventa ispirazione per spaccati dalla propria interiorità. I libri, raccolti nel volume “Garden Books.

Libri d’artista, giardini della mente” (ed. Consulta, 2022), riccamente illustrato dalle fotografie di Laura Sassi e con una nutrita serie di apporti multidisciplinari, contano per l’esposizione a Reggio Emilia su due sedi prestigiose: una è il terzo piano del Palazzo dei Musei, allestita come un lungo tavolo sperimentale in cui i segni sulle pagine, le piegature, i colori si alternano e confrontano; l’altra, è la storica Libreria Antiquaria Prandi, custode di un secolo di vicissitudini editoriali e artistiche reggiane, in cui accanto a multipli d’artista e libri-oggetto unici si potranno vedere tele e quaderni di Marco Ruini, ispirati dalla ricerche nel campo delle neuroscienze, e l’inedita serie del collettivo di gioiellieri del Taller Perill di Barcellona in cui ogni fiore non è illustrato né stampato sulla carta ma forgiato nel metallo per poter essere indossato.

Il libro si ripropone come strumento di ricerca creativa, in cui la narrazione non è affidata a percorsi prestabiliti o riconoscibili ma affonda spesso in campi del sapere scientifico interpretati e raccontati con la singolare capacità espressiva dell’autore. Su questa linea la giornata di studi, organizzata dall’Associazione ILDE in collaborazione con il Dipartimento di Educazione e Scienze Umane dell’Università di Modena e Reggio Emilia, si presenta come un dialogo a più voci su aspetti pedagogici e conoscitivi del fare, coinvolgendo professionisti da ambiti diversi

– la storia dell’arte, la letteratura, la psicologia, l’architettura, le neuroscienze, le discipline artistiche

– in un rimando tra indagine scientifica e sperimentazione artistica. L’incontro, aperto a tutta la cittadinanza, comincia alle ore 10 di giovedì 23 marzo e si interrompe alle ore 12 quando è prevista l’inaugurazione presso la libreria Antiquaria Prandi, a pochi metri dalla sede dell’Unimore; riprende alle ore 15 e si conclude alle ore 19.

La sede dell’Università di Viale Timavo ospita, dal giorno del convegno e fino a sabato 1° aprile, la grande tela “Il giardino del privilegio”, opera con cui Ruini rende figurativamente una serie di riflessioni su società e metamorfosi ambientali in una realtà antropocentrica e deformata tra storie del passato e ipotesi sul futuro, affidando, come da molti anni usa fare, al linguaggio visivo con tele riccamente miniate dai svariati piani di lettura l’intenzione divulgativa di ricerche scientifiche.

Al Palazzo dei Musei, invece, la mostra apre al pubblico il venerdì 24 marzo, alle ore 17 e si potrà visitare con gli orari di apertura del museo il sabato e la domenica. In chiusura della kermesse, sabato 1° aprile appuntamento in Libreria Prandi con gli autori e domenica, 2 aprile, dalle ore 17 alle ore 18, visita guidata con apertura delle teche. Intanto, una nuova edizione del Festival del Libro d’artista si sta preparando per tornare, il 23 aprile, nella città catalana invasa dalle rose e dai libri per la festa di Sant Jordi. Con un tema che sembra salutare il 2023 in modo emblematico: “Altri mondi”.

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