Andar per biblioteche contro la cancel culture

Lara Maria Ferrari

Oggi è un nuovo inizio, per me, che va a coincidere con l’avvio di una rubrica nuova per il giornale. Vorrei rivolgere un ringraziamento sentito al direttore Tincani, che mi ha permesso di soddisfare un intimo desiderio, che ha i caratteri del bisogno. E visto che il piatto sarà molto ricco, ogni volta, penso sia opportuno cominciare dal filo che terrà insieme tutte le letture. Chi scrive è una frequentatrice assidua di biblioteche. Mattina o pomeriggio, trascorro molte ore fra le stanze ovattate ma ispiranti di questi luoghi vocati alla conservazione del sapere, e tanto imparo. Perciò, oltre alla piccola ma rocciosa libreria personale e a quelle cittadine, mia fonte privilegiata da cui attingo sono i libri a prestito.

Da qui parto per rivolgere un sentito appello ai lettori. Cibiamoci di sapere, attraverso i nostri supporti preferiti, contro la barbarie dei costumi e un’ignoranza diffusa e capillare che si sta infiltrando in ogni strato della società, veicolata dalle apparenze del mondo digitale. E facciamolo a maggior ragione contro una cancel culture dominante e sempre più aggressiva, che offende la nostra capacità di giudizio.

Non si rendono conto, i censori di questa nuova forma di dittatura del pensiero, di essere irrispettosi loro in primis verso ogni maggioranza o minoranza di cui vorrebbero farsi portavoce, esibendo niente altro che maschere di tutela ideologica.

Un autore italiano che amo molto, non ancora finito nella tagliola della cancel culture (speriamo non ci finisca mai), è Niccolò Ammaniti, in libreria con “La vita intima”. A lui dedico questo primo numero, pensando già a un approfondimento nei successivi.

Ora una breve introduzione ai temi di questa puntata d’avvio. Troverete in apertura il mio amore folle (sì, confesso) per la terra del Sol Levante, che ho tradotto scrivendo una recensione a un poliziesco di fresca uscita, dalle mani di Tetsuya Honda. Ed essendo un amore vero, assoluto, tornerà periodicamente in questa pagina, spero con proposte interessanti.

Valeria Parrella è una voce autorevole, che qui emerge in un altro dei suoi talenti, la drammaturgia, e accanto a lei nel pezzo ho messo Fabrizio Dall’Oglio, poeta di temi importanti e tocco lieve. Nel fondo, ma nel senso di pro-fondo, ecco il filosofo contemporaneo che sta scrivendo una nuova mappa concettuale per i nostri tempi oscuri. Da non perdere.

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