Nuova centralina meteorologica digitale ai Musei Civici

Ora è dotato di una moderna centralina meteorologica digitale, donata ai Musei dal Lions Club Reggio Emilia Host Città del Tricolore nell’ambito delle celebrazioni per il bicentenario della nascita del gesuita reggiano padre Angelo Secchi – astronomo e astrofisico di fama mondiale. I dati sono in tempo reale disponibili online. In questo modo viene onorata in modo permanente la memoria di padre Secchi, che al progresso della meteorologia ha dedicato parte importante della sua attività di scienziato.

La presentazione della centralina ha avuto luogo la mattina di domenica 5 marzo nel Portico dei Marmi dei Musei Civici; è stata coordinata da Giuseppe Adriano Rossi, presidente della Sezione reggiana della Deputazione di Storia Patria.

Introducendo l’incontro, Valentina Galloni, responsabile delle Istituzioni culturali del Comune, ha evidenziato l’impegnativo percorso intrapreso dai Musei Civici da lei diretti e in particolare il rapporto instaurato con le scuole, attraverso attività laboratoriali e visite guidate, nonché con tutta la cittadinanza, focalizzando l’ambito educativo che l’istituzione intende perseguire. Ha anche ricordato che una delle mission individuate da ICOM per Musei è quella di occuparsi, con un ruolo attivo, di sostenibilità, attraverso la ricerca, l’esposizione, i servizi didattici e la divulgazione

Ennio Ferrarini, presidente del Lions Club Reggio Emilia Host Città del Tricolore, ha sottolineato l’impegno del Club mirato alla conoscenza della storia della città e alla valorizzazione di luoghi di particolare rilevanza sotto il profilo culturale. La centralina costituisce sia per le scuole che per la stessa Università una preziosa occasione di studio e soprattutto di approfondimento di tematiche ambientali, mai come oggi di particolare attualità.

L’intervento di Silvia Chcchi, curatrice delle collezioni naturalistiche di Musei Civici e componente del Comitato nazionale per le celebrazioni del bicentenario della nascita di padre Secchi, ha illustrato l’intensa e fondamentale opera dell’astronomo reggiano.

Se infatti Secchi è ricordato come padre dell’astrofisica, non secondario è stato il suo contributo a questa nascente scienza. L’approccio del gesuita si basa ds questi presupposti: creazione di una rete capillare di osservatori, possibilità di trasmissione e confronto dei dati rilevati in modo sincrono in stazioni lontane,divulgazione ampia delle informazioni meteorologiche. Per raggiungere gli obiettivi, Secchi attrezzò piccole stazioni di rilevamento sul territorio e attivò una corrispondenza giornaliera tra le principali città dello Stato pontificio con la trasmissione telegrafica dei dati rilevati. Successivamente si collegò ad una rete internazionale promossa a Parigi; interpolando i dati su larga scala costruì carte delle isobare.

Per il rapido confronto dei dati meteorologici concepì uno straordinario strumento, il meteorografo, in grado di trascrivere in modo continuo su nastro di carta i principali dati meteorologici (temperatura, pressione umidità, intensità e direzione del vento …); lo strumento gli valse la medaglia d’oro Gran Prix e l’onorificenza della Legion d’onore all’Esposizione Universale di Parigi del 1867.

Anche rispetto all’attuale, drammatico problema, del riscaldamento globale, Secchi dimostrò una capacità di analisi e preveggenza, purtroppo rimasta a lungo inascoltata.

Paolo Mazzeranghi, già docente e vicepreside dell’Istituto per Geometri “Secchi” e curatore del materiale scientifico e storico dello stesso, ha ricordato come il Regio Istituto Tecnico, attivo sul piano didattico dall’anno scolastico 1862-‘63, era dotato fin dai primi anni di un certo numero di strumenti meteorologici; dal 1866 entrò nella rete nazionale degli osservatori meteorologici dipendente dapprima alla Direzione di statistica del Ministero dell’Agricoltura, Industria e Commercio per confluire poi alle dipendenze del Ministero dell’Agricoltura e delle Foreste. Dopo una visita, nel 1873, del professor Domenico Ragona, direttore dell’Osservatorio astronomico e meteorologico dell’Università di Modena, l’osservatorio reggiano iniziò un percorso di qualificazione che vide l’assegnazione da parte dell’amministrazione comunale dei locali in cui è stato successivamente sempre ospitato, compresa la terrazza e le torrette, costruite appositamente, per i rilevamenti sul vento. Questo percorso trovò il suo compimento quando, nel 1895, l’astronomo Pietro Tacchini – amico di padre Secchi -perorò la causa di un miglioramento della dotazione strumentale; gli ultimi anni del secolo videro effettivamente concretizzarsi tale miglioramento. L’attuale Istituto Secchi conserva ancora un certo numero di strumenti di quell’epoca.

I dati rilevati e le osservazioni effettuate dall’osservatorio, oltre a essere resi disponibili per la cittadinanza, erano inoltrate giornalmente all’Ufficio centrale di Roma per la loro elaborazione e pubblicazione e ad altri enti interessati, come il servizio idrografico del Genio Civile.

Ivan Spelti, presidente di BUS 74 e di REA (Reggio Emilia Astronomia) ha illustrato le novità previste per l’Osservatorio collegate al progetto “MeteoRE” elaborato per partecipare ad un bando IREN, concernente lo sviluppo futuro del meteo cittadino e provinciale. Esso riguarda lo studio del cambiamento climatico e i relativi effetti, con diverse funzioni che vanno dal recupero e analisi dei dati meteo, fino alla pianificazione di attività di igiene urbana. Capofila di progetto sarà REA, in collaborazione con i Musei e il Dipartimento di Ingegneria di Unimore (DISMI). Nel Museo sarà installato un server collegato alla centralina automatica installata e la raccolta e analisi dati verrà fatta dal DISMI coinvolgendo il personale adeguato. Il relatore ha sottolineato l’alta considerazione in cui nel passato era tenuto l’Osservatorio era molto considerato, non solo dai reggiani in generale, ma anche dalle varie Istituzioni che ritenevano di doversi avvalere del suo servizio, ad un tempo sociale e scientifico-tecnico. Prezioso il servizio per gli operatori agricoli consistente nell’affissione del Bollettino Meteo sul portone del Municipio ogni giorno di mercato, con i suggerimenti per le varie attività agricole in relazione alle previsioni. La validità era di tre giorni, quasi come oggi.

Martina Suraci ha infine illustrato come la centralina sia consultabile direttamente sullo smartphone attraverso l’app WeatherLink, scaricabile gratuitamente, capace di offrire una molteplicità di informazioni.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *