Ultimo saluto al professore e giornalista Ercole Leurini

Il mondo della cultura, moltissimi giornalisti, una famiglia, tantissimi ex alunni: sono davvero molte le persone che hanno dato l’ultimo saluto al professor Ercole Leurini, morto nelle prime ore dell’11 febbraio dopo avere combattuto una malattia per due anni.

Nato a Viano il 30 aprile del 1939, Leurini si era laureato in Giurisprudenza, aveva insegnato lettere ed elementi di diritto negli istituti professionali, abilitandosi poi per l’insegnamento delle materie letterarie nelle scuole superiori. Dapprima all’Ipsia Lombardini, negli anni Settanta, al corso per odontotecnici, quindi dai primi anni Ottanta e Novanta e sino alla pensione, all’Istituto agrario Zanelli in città. In questo ruolo aveva così incontrato tantissimi studenti anche della montagna che, tuttora, ne conservano un ricordo indelebile per cultura, umanità, stile. Sposato con Loretta, donna di una vita, aveva avuto due figli, Cristiano e Simone.

A ll’insegnamento Leurini affiancò la passione giornalistica, nei primi anni con Telereggio di Pierpaolo Catozzi, quindi a Retemilia 81 (anno di nascita di questa televisione) con Giovanni Mazzoni, Franco Tosi, Pierpaolo Cattozzi e Lorenzo Dallari (ora a Sky sport): coi primi due darà poi vita alcuni anni più tardi a Reggio 3 Tv (ora Teletricolore). I suoi studi di registrazione furono a Mancasale e in corso Garibaldi e il suo tg locale si caratterizzava per una forte impronta culturale: aveva intervistato molte persone dello spettacolo e dell’attualità. In viaggio di vacanza aveva incontrato per due volte, in maniera fortuita, Jaqueline Onassis Kennedy, arrivando a scambiare con lei alcune parole. Tra gli altri anche un incontro con il Re e moltissimi altri.

Rappresentazioni, poesie, voce narrante e molto altro: la poliedricità di Ercole Leurini in ambito culturale era un caleidoscopio ricco di luci sui diversi e più esaltanti aspetti di questo settore. Aveva scritto testi di impegno culturale, partecipando a molte rievocazioni storiche matildiche, anche in Appennino, come a Minozzo dove fu regista.
Nel celebrare il settimo centenario della morte di Dante Alighieri, a San Polo d’Enza il paese divenne un fondale per recitare il suo monologo dedicato al Poeta. Era membro dell’Associazione Stampa Reggiana, socio onorario dell’Associazione Scrittori Reggiani, era presentatore dell’antologia “Un Poco di Noi”, “amico, lettore degli scrittori d’Appennino, ricercatore di testi e autori da mettere in scena con la moglie paziente sempre in attesa” ricorda Clementina Santi. L’ultima volta, in Appennino, a Crocicchio di Casina per un concerto con brindisi per l’amico e collega Ubaldo Montruccoli per la riscoperta di un antico pianoforte. Nella sua Viano si era interessato alla riscoperta della storia della famiglia materna dei Campani.

Uomo di profonda fede, Leurini aveva difeso con intelligenza ed eleganza la visita pastorale di papa Giovanni Paolo II a Reggio Emilia il 5 e 6 giugno del 1988 a seguito di alcune polemiche di esponenti del mondo comunista. Proprio con la fede aveva superato il dramma della morte del figlio Simone, di soli 10 anni, investito da un’auto a Rivalta dove la famiglia dell’insegnante giornalista abitava. Chiese ai suoi ex alunni, tra i quali chi scrive, di portare a spalla quella bara bianca in una chiesa gremita all’inverosimile per salutare quel piccolo angelo. Sedici anni dopo, sempre a ottobre, Ercole perse l’amata moglie Loretta.

A marzo del 2017, ad Albinea dove si era trasferito, si tenne con lui un incontro ricco di aneddoti e omaggi: si erano dati appuntamento i suoi ex allievi delle classi 1988-1992, arrivando da diverse città italiane “Una pizza per Leuro”. “Forse non siamo diventati una generazione di uomini e donne d’acciaio, di fenomeni, ma siamo di certo lieti e fieri di avere avuto l’onore di crescere con Ercole Leurini”, commentò un ex studente. Ercole li ringraziò con una sua poesia, recitata con il suo inconfondibile carisma: “Esserci. Esserci, semplicemente. Gioire nel ritrovarsi, riprendere il dialogo sospeso, accendersi al sorriso. Esserci in umiltà.
Frequentare bisogni e solitudini, condividere percorsi ed emozioni, ascoltare la voce dell’anima. Sono le creature dal cuore accogliente che dissetano il mondo: piccole gocce d’immensa umanità”.

La salma è stata esposta alla camera mortuaria Reverberi, a Reggio Emilia, da dove la mattina del 13 febbraio è partito il corteo funebre per la chiesa di Albinea, dove si è tenuto il funerale. Il feretro è stato tumulato nel cimitero Parco Caselline di Albinea. Nella giornata di domenica, alla camera mortuaria, il saluto di amici, ex colleghi ed alunni, tra loro l’ex preside Rolando Valli e il vicepreside Glicerio Dugoni, parenti e semplici amici. “Professore generoso e amorevole. Una bella persona”, lo ricorda il sindaco di Albinea Nico Giberti.

Oltre a Cristiano, expert in affari societari per Credem, e alla nuora Anna, Ercole lascia l’amata nipotina Caterina, 13 anni, “la mia principessa” la descriveva lui, che ha accompagnato il corpo del nonno con un disegno evocativo: sotto un cielo di stelle, su una spiaggia color oro, camminano all’infinito lei e il nonno. Stanno per lasciarsi la mano, Caterina per la sua strada, Ercole per dirigersi verso un crepuscolo luminoso e azzurro, dove sarà di nuovo assieme al piccolo Simone e alla moglie Loretta.

Gabriele Arlotti

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