I reggiani ricordano con gratitudine Benedetto XVI

La notizia della morte del papa Benedetto XVI ha riempito i nostri cuori di dolore. Nonostante la sua vita ritirata, ricevevamo forza dalla sua presenza.

“Giovanni Paolo II ha aperto i cuori, Benedetto XVI li sta riempiendo.”

Questa frase, sentita anni fa, mi è rimasta impressa. Due grandi papi, due grandi uomini di profonda fede, ciascuno con il proprio stile e la propria formazione, al servizio del Vangelo.

Uniti nella Chiesa preghiamo per l’anima del defunto Benedetto XVI, che si presenta oggi davanti al giudizio della misericordia di Dio, ricordando i suoi preziosi insegnamenti.

Federica Davoli, avvocato

Presidente UGCI unione di Reggio Emilia

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Con la scomparsa di papa Benedetto se n’è andato da questo mondo un “lavoratore nella vigna del Signore”, come ebbe a definirsi, dal balcone della Basilica, appena eletto al soglio di Pietro.
Grande Pontefice , teologo profondo, fine intellettuale, forse il maggiore dell’intero ‘900, docente appassionato, ricercatore della verità, perennemente orientato a scoprire e mostrare l’impronta di Dio in ogni angolo del creato e nel cuore dell’uomo anzitutto.
Allievo di Romano Guardini, vicino al pensiero di Jacques Maritain, ha saputo illuminare il rapporto tra fede e ragione, ci ha segnalato come religione e cultura laica siano, infine, votate ad approdare a una sintesi naturale, a ritrovarsi sinergicamente, in modo semplice e diretto, a sostegno della dignità della persona.

Deus caritas est, Spe salvi, Charitas in veritate – le encicliche che ha dedicato alle virtù teologali – i discorsi di Ratisbona e del College des Bernardins, le opere precedenti il pontificato, come Introduzione al cristianesimo che considerava il suo capolavoro, i volumi con cui ha ripercorso la vita di Gesù, è sterminata la sua produzione da rileggere, studiare e meditare.
Credo sia da considerare un autentico maestro, sopratutto un uomo di Dio che offre ai non credenti un linguaggio nuovo, originale, moderno, colto che sappia parlare del Creatore anche a coloro che non lo riconoscono come tale.

A chi assuma, nella comunità civile, un personale impegno politico e sociale, ha mostrato con vigore – oltre la miseria di molti politici “politicanti “, l’intensità della parola evangelica laddove recita: “la verità vi farà liberi”.
Ha segnalato il nesso necessario che, anche nel discorso pubblico, lega indissolubilmente verità e libertà.
Convinto testimone delle radici cristiane dell’Europa, si direbbe Papa eminentemente europeo, ha incardinato la sua riflessione e il suo insegnamento sulla crisi del vecchio continente e dell’uomo europeo, intesa come nodo essenziale della modernità, della nuova stagione destinata a succederle, delle sfide che, ad un tempo, lo assediano e ne esaltano la statura.

Il messaggio che lascia a chi, sia o meno credente, è destinato a inoltrarsi in un tempo della storia straordinariamente nuovo, si può riassumere in quelle tre semplici parole che ha più volte richiamato : “Etsi Deus daretur”. Se accettassimo questa scommessa, sostiene papa Benedetto, la fede illuminerebbe la ragione a tal punto che anche quest’ultima ci aprirebbe alla verità.

Luigi Bottazzi

presidente del Circolo G. Toniolo di Reggio Emilia

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Penso di esprimere la preghiera e il cordoglio per la scomparsa di papa Benedetto XVI dei tanti giovani reggiani che hanno partecipato alla sua prima Giornata Mondiale della Gioventù (GMG) a Colonia nell’agosto del 2005.

All’indomani della sua elezione al soglio pontificio, Papa Benedetto ha seguito il magistero di Giovanni Paolo II incontrando i giovani del mondo per iniziare con loro il suo cammino di vicario di Cristo. Il suo ricco e prezioso magistero ha illuminato la Chiesa in momenti davvero difficili, continuando il rinnovamento iniziato con il Vaticano secondo.

“Siamo venuto ad adorarlo”, esclamarono i tre Re Magi giunti a Betlemme – si legge nel Vangelo di Matteo – e questa loro affermazione era stata voluta da Giovanni Paolo II come slogan della XX Giornata Mondiale della Gioventù, che il suo successore, Benedetto XVI ha presieduto Colonia il 21 agosto 2005.

E una carovana di ben 43 pullman, in due tranches, portò nella città tedesca 2080 giovani della diocesi di Reggio Emilia-Guastalla, che coordinavo come delegato diocesano della GMG .

I gruppi si erano preparati per questo straordinario evento in modo approfondito, con la consapevolezza di vivere non solo una grande festa con coetanei provenienti da tutto il mondo, ma soprattutto un forte momento di intensa fede e di Chiesa.

Ha condiviso con i giovani della diocesi reggiano-guastallese l’entusiasmante esperienza della GMG il vescovo Adriano Caprioli, impegnato nella catechesi dei gruppi italiani. Anche un altro reggiano mons. Luciano Monari, allora vescovo di Piacenza-Bobbio e vicepresidente della CEI, aveva tenuto incontri di formazione per i giovani. Inoltre il 17 agosto nello stadio di Colonia il “reggiano” cardinale Camillo Ruini, presidente della CEI, aveva presieduto la festa della gioventù italiana confluita alla GMG.

Fu in quell’occasione che don Heinrich Schäfer accolse nelle sue comunità parrocchiali di Lauterbach e Schlitz 700 giovani reggiani diretti alla GMG; da allora si instaurò un profondo legame di amicizia tra Reggio e Lauterbach, in cui parroco fu nominato canonico onorario di San Prospero.

Ai giovani Papa Benedetto aveva indicato l’amore per la Verità del Vangelo, la passione per la ricerca e lo studio e la capacità di cercare nel dialogo la comunione e la carità. Davvero significativa la sua figura di “umile lavoratore nella vigna del Signore”, attento alla salvezza dell’uomo, della sua dignità, del valore della persona umana.

Il motto della GMG di Colonia esprime lo stile semplice e profondo che nel suo pontificato ha guidato papa Benedetto ad indicare con il suo magistero e la sua stessa vita di portare gli uomini a Cristo.

Non possiamo tacere il giorno delle sue dimissioni -11 febbraio 2013- che fa del suo servizio pastorale un luminoso esempio di amore alla Chiesa e di totale dedizione al Vangelo .

Di lui rimane oltre al ricchissimo magistero e ai profetici testi teologici, che certamente accompagneranno il nostro cammino, la sua umiltà che bene traduce quanto San Paolo scrive nella prima lettera ai Corinti: “E’solo Dio che fa crescere”

Ci uniamo alla preghiera di tutta la Chiesa per la scomparsa di Papa Benedetto affidandolo all’incontro con Il Signore che ha servito con umiltà, guidato solo dall’amore per Cristo e per la Chiesa.

 

don Giovanni Rossi

Vicario episcopale per le aggregazioni laicali

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