Contro la crisi

Economia circolare, raddoppio dell’impianto fotovoltaico, ricerca di nuovi mercati negli Stati Uniti. La Gastronomia Piccinini del Carnione di Baiso sta seguendo queste strade da quando è nata nel 1997, scegliendo innanzitutto i fornitori di materie prime sul territorio della Valle del Secchia e in particolare sulla montagna reggiana e modenese.  

Il cuore nel suo logo contiene le aziende fornitrici locali che con le loro materie prime permettono di realizzare i prodotti di pasta fresca, come tortellini, tigelle, gnocco fritto, che stanno raggiungendo un grande consenso fra i consumatori. 

Con un aumento del 15% del fatturato fatto registrare quest’anno, che ha portato il fatturato a 22 milioni di euro in Italia e a 10 milioni di euro negli Stati Uniti, con 60 dipendenti sulle colline del Carnione di Baiso, 50 in California nello stabilimento di Pasadena e una decina nel nuovo stabilimento in Toscana, a Montecatini, i fondatori Matteo e Stefano Piccinini progettano il futuro. 

“Abbiamo deciso di raddoppiare il nostro impianto fotovoltaico – racconta Stefano Piccinini, – e da 125 kw che a oggi ci garantisce un 20% del fabbisogno energetico porteremo la potenza a 250 kW con l’installazione di nuovi pannelli solari. Questo ci permetterà di portare la nostra autonomia al 40%”. 

Su mercato americano, per poter produrre i piatti tipici della valle del Secchia, le materie prime sono esportate via container e a Charlotte (nel North Carolina) è stata acquistata un’area coperta di oltre 2500 metri quadrati dove verrà realizzato lo stoccaggio e la vendita di tutti i prodotti della Gastronomia Piccinini.

“Per dare un’idea – prosegue l’amministratore – solo fra settembre e ottobre di quest’anno abbiamo spedito una dozzina di container pieni di zucche, parmigiano reggiano, e altri alimenti della valle del Secchia per la produzione dello stabilimento della California”.

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