Vestizione di Erica Maioli

Domenica 16 ottobre 2022 tanti amici, parenti e le comunità di San Marino e Murata hanno accompagnato Erica Maioli di Salvaterra, 33 anni, nel suo ingresso come novizia tra le Monache dell’Adorazione Perpetua. Due anni fa Erica aveva compiuto il primo passo in risposta alla chiamata che sentiva di donarsi tutta a Dio e aveva iniziato il suo cammino di postulante tra i monasteri della congregazione a Pietrarubbia e San Marino.

La vestizione è stata celebrata nella chiesa dei Santi Pietro, Marino e Leone a San Marino, durante la santa Messa è stata concelebrata da don Alberto Debbi, amico fraterno di Erica e da don Paolo Ferrari, ex vice parroco dell’unità pastorale di Casalgrande e Salvaterra, ora all’Olgiata di Roma. Entrambi hanno seguito e sostenuto Erica fin dal primo manifestarsi della sua vocazione.

Durante l’emozionate celebrazione Erica ha chiesto alla madre superiora della comunità, suor Gloria Riva, di “essere ammessa al noviziato… per sperimentare la vita ed imparare a seguire più perfettamente Cristo, a testimoniarlo e adorarlo nell’Eucarestia…”. Dopo avere ricevuto la Regola di Sant’Agostino, ha indossato l’abito bianco di novizia con l’aiuto di suor Gloria ed è salutata da tutti i presenti con un fraterno abbraccio.

Erano presenti alla Messa, ma anche alla veglia di preghiera della sera prima a Pietrarubbia, tanti giovani che con Erica hanno cominciato un cammino di fede in IGAM (Giovani Adoratori Missionari), provenienti dalla nostra diocesi; gli amici di Salvaterra e i familiari che l’hanno accompagnata in questo cammino. Erica ha ringraziato tutti e a tutti ha chiesto una preghiera.
Le monache dell’Adorazione Perpetua, contemplative, pongono al centro della loro vita l’adorazione eucaristica perpetua e hanno come carisma specifico la diffusione della Bellezza della fede che salva. Pur essendo claustrali esse hanno al loro interno suore esterne, ovvero monache che, potendo avere attività con i laici, non vivono la clausura ma sono sostanzialmente di vita attiva. Questa è la modalità scelta da Erica per il suo cammino.

La festa è poi proseguita con un pranzo conviviale dove non sono mancati canti e simpatici scherzi. La storia di Erica, la sua vocazione e la sua testimonianza continuano ad essere strumento del Signore per avvicinare le persone a Lui. Come dimostra quanto le ha scritto una persona al termine della giornata di festa: “…è stato proprio bello vederti domenica … Eri luminosa, avevi il viso che splendeva di una luce talmente forte che mi hai ricordato l’ostensorio durante l’Adorazione e allora ho pensato, ecco lì c’è Gesù ed è stato uno dei pochi momenti nella mia vita in cui non mi è interessato dei miei dubbi, delle incertezze e della difficoltà di credere senza se e senza ma, perché in quel momento io non ho avuto nessun dubbio.
Quindi grazie per la forza e il coraggio che hai di vivere come strumento nelle mani di Dio e grazie perché nonostante le tentazioni non vacilli. Questa cosa mi da speranza e serenità. … Questa tua felicità non passa inosservata a nessuno… probabilmente la strada per te è tutta in salita, ma nonostante questo vai avanti, perché stai facendo un sacco di rumore”.

La storia della chiamata di Erica inizia nel 2015 accompagnando, come educatrice, alcuni ragazzi ad un incontro a Reggio Emilia; lì conosce suor Gloria Riva, superiora della comunità dell’Adorazione Eucaristica e nota storica dell’arte. Erica rimane colpita dalla storia vocazionale della monaca raccontata attraverso immagini di arte, al punto da scriverle una mail, appena tornata a casa, per raccontarle di sé. Una mail che però non spedisce, lasciando che la sua vita proseguisse come sempre: il lavoro nell’azienda di famiglia, il fidanzato, gli amici, i ragazzi del catechismo.
Tuttavia la vocazione di quella suora le rimbalza spesso nel cuore: in essa qualcosa di irresistibile la attrae. Poi una malattia improvvisa la colpisce, facendole temere per la vita. Accompagnata dalla preghiera di tanti, lentamente Erica si riprende e recupera sul pc la mail scritta due anni prima e decide di mandarla.

Suor Gloria risponde e la invita a Pietrarubbia; così comincia una frequentazione di un luogo e la conoscenza di una realtà, che si dimostrano di giorno in giorno sempre più decisivi nel suo cammino personale di ricerca della Verità. Un cammino che coinvolge subito altre persone legate a lei: dai famigliari, ai giovani del suo gruppo, alle loro famiglie. Erica lascia il fidanzato, per dedicarsi alla ricerca vocazionale e ai suoi ragazzi. Esclude però con convinzione la possibilità di essere chiamata alla vita religiosa, non ritiene di essere la persona adatta. Ma alla fine deve cedere: dopo avere passato il periodo di lockdown nel convento marchigiano, decide di iniziare il suo cammino come postulante.

Solange Baraldi

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