Confedilizia: mercato saturo nelle zone prossime alle strutture universitarie

Confedilizia, l’Associazione dei Proprietari di casa, interviene sull’allarme lanciato da studenti universitari nella difficile ricerca di alloggi da locare.

Come Confedilizia – riferisce l’Avv. Annamaria Terenziani Presidente dell’Associazione dei Proprietari Confedilizia di Via Tavolata – stipuliamo ed asseveriamo centinaia di contratti all’anno per studenti universitari, quindi a canone calmierato, e ci siamo fatti promotori dei contratti a canone concordato anche all’interno degli studentati. 

Non rileviamo quindi una diffidenza dei proprietari alla locazione degli studenti universitari i cui genitori costituiscono una garanzia di pagamento dei canoni e degli oneri accessori (sempre più alti). 

Oltretutto i prezzi sono i più bassi in Regione tanto che c’è addirittura chi, iscritto all’Università di Bologna o di Parma, prende casa a Reggio!

I problemi che rileviamo consistono nel fatto che non ci sono abbastanza alloggi disponibili. 

Molti proprietari non hanno infatti immobili nelle condizioni per poter essere locati perché necessitano di costosi interventi di ristrutturazione.

Se ci guardiamo attorno sono moltissimi gli edifici fatiscenti che potrebbero diventare anche alloggi per studenti.

Il Superbonus sarebbe stata l’occasione, ma sono per lo più edifici unifamiliari con massimali di spesa troppo bassi ed una finestra temporale per eseguire i lavori di ristrutturazione troppo ristretta. 

Gli studenti poi cercano immobili in prossimità dei luoghi di studio e non sono interessati ad immobili in periferia o nei comuni limitrofi anche perché trovano il sistema di trasporto poco efficiente in relazione alle lezioni o alle esigenze di svago (e per le ragazze anche poco sicuro).

Ci sono anzi studenti che da Castelnovo né Monti prendono in locazione immobili a Reggio per essere più comodi rispetto al treno che li porta in altre sedi universitarie. 

Poiché il Comune di Reggio è deciso ad intervenire sul tema, se davvero si ritenesse che ci siano delle preclusioni all’affitto a studenti, rammento che ai sensi dell’art. 1 n. 3 della L. 431/1998 gli enti locali possono stipulare, in qualità di conduttori, contratti locazione per soddisfare esigenze abitative di carattere transitorio e dunque sublocare gli immobili agli studenti, così come in altre città accade per le famiglie in difficoltà, o anche semplicemente ponendosi come garante.

Occorrerebbe poi lavorare sulla percentuale di detrazione della spesa dell’affitto ai genitori, pari ad appena il 19%. 

Il tema degli affitti in nero, infine, è argomento sul quale l’Associazione nulla può; se ci sono irregolari questi non passano evidentemente dall’associazione di categoria, anche se riteniamo che si tratti di una sparuta minoranza quantomeno per il fatto che, se non esiste contratto, non esiste neppure obbligo di pagamento del canone e nemmeno la possibilità di agire con il procedimento di sfratto nei confronti di chi non dovesse pagare.

Dunque affittare in nero è scelta, oltre che illecita, del tutto controproducente per il proprietario.

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