Rifiuti che diventano risorse: i cooperatori reggiani in visita a due impianti IREN

Rifiuti che diventano risorse: è questo risultato che hanno potuto verificare soci, dirigenti e amministratori delle cooperative di Confcooperative che hanno partecipato alla doppia visita ad impianti di trattamento e recupero gestiti da Iren a Reggio Emilia e Parma.

Due visite guidate organizzate nell’ambito del progetto “COOPERfor2030”, messo a punto dalla centrale cooperativa, con il contributo del Comitato territoriale Iren di Reggio Emilia, per approfondire, orientare e sostenere i processi di cambiamento richiesti alle imprese in chiave di sviluppo sostenibile e di tutela dell’ambiente.

“Quella cui il sistema produttivo è chiamato – sottolinea il presidente della centrale cooperativa, Matteo Caramaschi – è una responsabilità molto ampia, perché parlare di sviluppo sostenibile significa occuparsi anche di qualità del lavoro, legami territoriali, parità di genere, equità e giustizia sociale con uno sguardo che include necessariamente la competitività, temi di cui ci siamo occupati nella prima parte di svolgimento del nostro progetto”.

Con le due visite guidate di questi giorni, l’attenzione di Confcooperative si è poi spostata sulle questioni strettamente ambientali.

La prima uscita è stata realizzata al PAD, il Parco Acque Depurate che racchiude l’impianto di depurazione delle acque di Mancasale.

“Attraverso un percorso pedonale a tappe guidato dai tecnici di Iren – spiega Fabio Guglielmi, coordinatore del progetto “COOPERfor2030” di Confcooperative – è stato possibile osservare come vengono depurate le acque reflue provenienti dalle reti fognarie della città di Reggio Emilia, approfondendo il procedimento basato sulla depurazione biologica dell’acqua tramite microrganismi, in grado di generare anche energia dalla fermentazione dei fanghi di scarto”.

Un impianto che, tra l’altro, recupera risorsa depurata per l’utilizzo irriguo in agricoltura in una logica di economia circolare.

Seconda tappa, poi, presso il PAI – Polo Ambientale Integrato –  di Parma, all’impianto ReCaP, che seleziona rifiuti provenienti dalla raccolta differenziata,  e al Termovalorizzatore che produce calore ed energia elettrica grazie al trattamento dei materiali provenienti dalla raccolta dei rifiuti urbani non differenziabili. 

“Nel corso dell’incontro – sottolinea Guglielmi – è stato possibile seguire le operazioni di trattamento e selezione di plastica e carta prima del processo di riciclo.

Di particolare interesse è stata la visita al termovalorizzatore, dove i partecipanti hanno potuto osservare bene il funzionamento di un impianto all’avanguardia che trasforma i rifiuti che produciamo in energia e calore per le abitazioni”.

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