A Guastalla Concerto per Violoncello e Organo

Domenica 23 ottobre presso la Chiesa della Immacolata Concezione di Guastalla, alle ore 17:00, si terrà un concerto per violoncello e organo a cura di Matteo Malagoli e Irene De Ruvo.

L’evento è inserito nella rassegna Musica intorno al Fiume, organizzata dall’Associazione “G. Serassi” di Guastalla in collaborazione con l’Amministrazione Comunale di Guastalla e la parrocchia del duomo.

Per l’occasione sarà utilizzato un organo napoletano della fine del Settecento.

Il programma offre uno spaccato storico e stilistico sulla pratica musicale ecclesiastica napoletana d’inizio XVIII secolo con letteratura organistica e le rarissime prime opere per violoncello protagonista, sia di genere sacro che profano.

Nella Napoli barocca la musica rivestiva un ruolo di prim’ordine, sia a livello culturale che sociale.

Le centinaia di chiese e confraternite che davano lavoro a musicisti, cantanti e costruttori di strumenti erano in competizione fra loro al fine di potersi fregiare, almeno alcune volte all’anno, della presenza delle eccellenze cittadine, sia come compositori che come interpreti.

In questo frangente nascono delle vere e proprie pietre miliari della storia della musica come, ad es., lo Stabat Mater di Giovan Battista Pergolesi.

Tra la fine del XVII e gli inizi del XVIII secolo si attua una trasformazione degli stili e strumenti musicali all’interno delle Cappella Musicali.

Rocco Greco, l’ultimo violista da gamba della Cappella Reale e del Tesoro di San Gennaro, negli ultimi anni di vita, vide entrare in organico il violoncello, strumento che prese il sopravvento decretando la fine dell’antico strumento tastato.

Parallelamente, il violinista romano Giovanni Carlo Cailò (1659ca-1722), inizia una moderna scuola di violoncello che, in breve, darà eccellenti frutti come Francesco Paolo Supriani (1678-1753) e Francesco Alborea chiamato Francischiello (1691-1739), veri e propri artefici della didattica dello strumento a livello europeo.

Rocco Greco (1650ca-1717) e Gaetano Francone (1650ca-1717), musicisti del Tesoro di San Gennaro, scrivono pagine per il nuovo strumento; Rocco Greco redige undici virtuosistiche diminuzioni sul basso continuo di Mottetti vocali su testo di Antifone dei II Vespri molto probabilmente scritti da Erasmo Di Bartolo, musicista napoletano dell’ordine dei Filippini chiamato “Padre Raimo” (1606-1656) operante nell’Istituto dei “Girolamini”, ubicato tra la Cattedrale ed il Conservatorio dei Poveri di Gesù Cristo dove il Greco insegnava e gli allievi prestavano servizio presso l’istituto stesso.

Gaetano Francone dedica al violoncello Dieci brevi pezzi di carattere profano chiamati Passagagli ovvero dieci piccole passacaglie o ciaccone in stile vagamente iberico che offrono al violoncello un virtuosismo tecnico di vaga derivazione violinistica.

Strutturati armonicamente in modo uniforme, propongono uno stile accattivante e sempre diverso anche se fondati tutti sul medesimo basso continuo in diverse tonalità.

Completano il programma pagine organistiche originali napoletane e coeve degli autori citati sopra scritte da Giovanni Salvatore, Giovanni Maria Trabaci e Domenico Scarlatti.

Una breve parentesi iberica con Paolo Bruna, dal momento che Napoli era Vicereame spagnolo ed una Pastorale anonima ma appartenente allo stesso ambiente musicale e periodo storico.

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