Roberto Macellari illustra gli Etruschi del Po

Sul tema “Gli Etruschi del Po” interverrà domenica prossima 16 ottobre alle ore 16.00 il dott. Roberto Macellari nell’incontro culturale promosso dal Lions Club Albinea “Ludovico Ariosto” nella Sala Civica “Adriano Corradini” di Albinea.

L’iniziativa, che gode del patrocinio del Comune albinetano, intende illustrare un’interessante e non sempre adeguatamente conosciuta pagina dell’antica storia del territorio reggiano.

Il dott. Roberto Macellari, socio effettivo della Sezione di Reggio Emilia della Deputazione di Storia Patria per le Antiche Provincie Modenesi e già conservatore delle collezioni archeologiche dei Musei Civici di Reggio Emilia, è laureato in Lettere Classiche nell’Università di Bologna, dove ha conseguito il diploma di perfezionamento in archeologia.

Docente incaricato di Etruscologia nelle Università di Genova e Parma, è stato ispettore archeologico nei Musei Civici di Reggio Emilia e curatore delle collezioni archeologiche e etnografiche. In tale ruolo ha svolto ricerche, curato mostre, convegni e attività divulgative.

Ha proposto qualificate relazioni in sedute di studio della Deputazione reggiana, poi confluite nel “Bollettino Storico Reggiano”. E’ autore di numerose pubblicazioni scientifiche e di contributi apparsi su riviste specializzate.

Ha coordinato il Comitato Scientifico delle Celebrazioni del bicentenario della nascita di don Gaetano Chierico, assicurando un apporto fondamentale alla realizzazione del Convegno (19-21 settembre 2019) e all’edizione degli Atti nel “Bullettino di Paletnologia Italiana”, N. 100, tomi I-III, in cui sono pubblicati due suoi importanti contributi.

Roberto Macellari interverrà sabato 3 dicembre alle ore 16.00 preso i Musei Civici, assieme a Giuseppe Adriano Rossi, alla presentazione del volume di Simona Capellini e Carla Corti “Fiat Lux. Le lucerne del museo G. Chierici di Paletnologia di Reggio Emilia”, edito nella collana “Fonti e Studi” della Deputazione reggiana

Durante il primo millennio a.C, e con particolare evidenza dal VII secolo a.C., attorno al corso del Po si incrociarono culture differenti. Una tomba di rango, femminile, si segnala presso la foce dell’Enza a Brescello (attorno al 650 a.C.). Appartiene ad una imprenditrice, che si immagina in relazione con chi gestiva i traffici lungo l’asta del grande fiume.

È oggi possibile ricondurre tre iscrizioni etrusche che attestano il medesimo gentilizia (Perkalina) a un edificio di circa mq 200 nell’abitato a ridosso di un antico alveo del Po, a Fodico di Poviglio.

Ci sono stati altri ritrovamenti fra Viadana, Brescello, Gualtieri, Guastalla, che sono risalenti alla prima metà del IV secolo a.C.

Questi sembrano testimoniare la sopravvivenza di un’enclave etrusca, che continuava ad importare ceramiche antiche e bronzi figurati.

Essendo ancora in relazione con le città di Mantova e Spina, quando ormai l’invasione gallica aveva altrove determinato il naufragio della civiltà etrusco padana.

Sopravvive anche il culto tributato al dio del fiume, cui da tempo si offrivano armi sottratte ai nemici. Lo attesta in maniera una iscrizione latina da Pegognaga, una dedica al Padus Pater.

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