Incontro nazionale dell’Ordo virginum

Le consacrate dell’Ordo virginum vivranno l’annuale Incontro nazionale, dal 18 al 21 agosto, presso l’hotel “Casa tra noi” (Roma).

All’appuntamento, promosso dal Gruppo per il collegamento nazionale, sono iscritti duecento tra consacrate, donne in formazione, vescovi e delegati.

Ordo virginum, profezia di sinodalità. “Far fiorire speranze, fasciare ferite, intrecciare relazioni, imparare l’uno dall’altro” (Papa Francesco) è il titolo dell’assemblea che vuole approfondire la vocazione alla sinodalità della vergine consacrata.

Poiché nell’esistenza delle vergini consacrate si riflette la natura della Chiesa sposa – animata dalla carità tanto nella contemplazione quanto nell’azione; discepola e missionaria; protesa verso il compimento escatologico e allo stesso tempo partecipe delle gioie, delle speranze e delle angosce degli uomini – ella è chiamata a vivere in ascolto di Dio e dei fratelli, in continuo discernimento dei segni dei tempi, annunciando la possibilità di una vita evangelica secondo le beatitudini.

Camminando con l’umanità, dentro una fratellanza universale, senza segni distintivi, nella professione, negli impegni sociali ed ecclesiali, la consacrata richiama l’immagine evangelica del lievito nascosto che dà consistenza, del sale che dà sapore alla vita e della luce che rischiarano la storia donando fiducia e speranza.

In un contesto che privilegia l’apparenza e la visibilità, la consacrazione nel mondo sceglie di fare il bene senza rumore o protagonismi, essere dentro la realtà per condividere la vita quotidiana di tutti, testimoniando la carità di Cristo, non sottraendosi alla fatica del vivere.

Le immagini scelte da Gesù nel discorso della Montagna, oltre a ricordare la nostra fragilità, ci dicono che il sale deve sciogliersi per dare sapore, il lievito scompare per dare spessore e la luce non illumina se stessa ma fa cogliere la bellezza dei colori del mondo. La consacrata è chiamata a sparire, perché la testimonianza non deve attrarre a sé ma a Gesù. Sale, lievito e luce, inoltre, solo elementi che vanno dosati bene, perché troppo o troppo poco rischiano di far perdere sapore, consistenza e colore.
La testimonianza deve essere discreta, capace di proporsi senza imporsi.

Dentro la Chiesa, le consacrate sono aperte a tutte le dimensioni della vita secolare, portando la buona novella del Vangelo in tutti gli ambienti, impregnandoli della parola del Signore e del suo messaggio di gioia, speranza, giustizia e pace. L’appartenenza alla Chiesa locale si esprime nel riconoscersi all’interno della pastorale del proprio Vescovo, diventando portatrici delle domande degli uomini e delle donne di oggi, interpretandone problemi ed esigenze. La secolarità che esprime lo stile di vita di Gesù Cristo si traduce nell’imperativo: “Non conformatevi a questo secolo”, pur essendo “in questo mondo e per questo mondo”. Significa rimanere nel mondo con un certo stile, vedendo nel mondo il luogo della propria santificazione.

L’apostolato fondamentale è la stessa vita consacrata che va testimoniato nel “gomito a gomito” quotidiano con gli altri uomini. Dunque luogo di apostolato è tutto l’umano, sia dentro la comunità cristiana, sia nella comunità civile dove la relazione si attua nella ricerca del bene comune, nel dialogo con tutti, chiamati a testimoniare quell’antropologia cristiana che costituisce una proposta di senso in una società spesso disorientata e confusa.

In un tempo tanto particolare come quello presente, segnato dalla pandemia e dalla guerra, che limitato o negato le relazioni umane, la consacrata è chiamata a esprimere con la vita, all’interno dei suoi ambienti di vita, il mistero di un Dio vicino, che può raggiungere le vite di tanti nostri fratelli e sorelle bisognosi talvolta semplicemente di ascolto e disponibilità a condividere con loro pezzi di cammino.

Radicata nella Parola e nella storia, tra le esigenze del Regno che è già e non è ancora, la vergine consacrata è attenta a scorgere nelle pieghe della storia la presenza di Dio per donarsi totalmente ai fratelli.
Giovedì 18, ad aprire l’Incontro sarà il saluto del Gruppo di collegamento, cui seguirà la presentazione delle Linee per la formazione permanente, a cura dell’Equipe che ci ha lavorato negli ultimi tre anni, coinvolgendo in un proficuo lavoro sinodale consacrate, delegati e vescovi.

Il testo ha lo scopo di favorire la crescita nella fedeltà al dono ricevuto nelle diverse stagioni della vita, come una responsabilità personale che riguarda integralmente la persona, intellettualmente, umanamente e spiritualmente.

Venerdì 19 la biblista Rosanna Virgili, terrà la relazione “Il saluto e il sussulto. La profezia sinodale delle donne nella Bibbia e nella Chiesa” e sabato 20 don Dario Vitali, professore di Ecclesiologia alla Gregoriana e membro della segreteria generale del Sinodo dei Vescovi, offrirà la relazione “L’Ordo virginum alla prova della sinodalità”.

Le celebrazioni eucaristiche saranno presiedute da monsignor Paolo Ricciardi, Ausiliare di Roma e Delegato Ov, don Michele Gianola, direttore Ufficio vocazioni Cei e dal cardinale João Braz de Aviz Prefetto CIVCSVA.

Arricchiranno le giornate, un pellegrinaggio alle catacombe di san Callisto, la veglia di preghiera “Fra le tue braccia la vita è danza”, la Celebrazione eucaristica nella Basilica di san Pietro e la preghiera dell’Angelus con Papa Francesco.
Per altre informazioni, telefonare al numero 338.3903824, o consultare il sito internet www.ordovirginum.org.

Giuseppina Avolio

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