Aumenta nel mondo la persecuzione contro i cristiani

E’ stata diffuso il 19 gennaio  da “Porte Aperte Italia Onlus” l’assai preoccupante rapporto “World Watch List” sulle persecuzioni perpetrate nel mondo contro i cristiani nel periodo 1 ottobre 2020 – 30 settembre 2021 

“Qualsiasi ostilità subìta come conseguenza dell’identificazione dell’individuo o di un intero gruppo con Cristo. Questa può includere atteggiamenti, parole e azioni ostili nei confronti dei cristiani”: così Porte Aperte/Open Doors definisce le persecuzioni.

Scrive innanzitutto il rapporto che cresce globalmente la persecuzione anticristiana; l’Afghanistan si colloca al 1° posto mentre dopo 20 anni la Corea del Nord scende al 2°, anche se aumenta la persecuzione.

Sono oltre 360 milioni i cristiani (1 su 7) che hanno sperimentato alti livelli di persecuzione e discriminazione a motivo della loro fede (312 milioni se si considerano solo i Paesi della World Watch List in cui il livello di persecuzione è molto alto o estremo).

Cristiani perseguitati nel mondo: oltre 360 milioni.

Cristiani uccisi: 5.898; erano 4.761 nel report 2021 (+24%).

Chiese ed edifici connessi attaccati o chiusi: 5.110; erano 4.488 nel report 2021 (+14%).

Cristiani arrestati senza processo, incarcerati: 6.175; erano 2.813 nel report 2021 (+69%).

Cristiani rapiti:3.829; erano 1.710 nel report 2021 (+124%).

“Porte Aperte”, commentando la nuova lista dei primi cinquanta Paesi del mondo dove più si perseguitano i cristiani, rileva innanzitutto che cresce ulteriormente la persecuzione anticristiana in termini assoluti. Innanzitutto l’Afghanistan diventa il paese più pericoloso al mondo per i cristiani; pur aumentando la persecuzione in Corea del Nord, il regime di Kim Jong-un scende al 2° posto dopo 20 anni al vertice di questa terribile classifica. Inoltre tra i circa cento Paesi monitorati dalla ricerca aumenta la persecuzione in termini assoluti e salgono da 74 a 76 quelli che mostrano un livello definibile alto, molto alto o estremo.

I cristiani uccisi per ragioni legate alla fede crescono di oltre il 23% (ben 5.898), con la Nigeria sempre epicentro di massacri (4.650 vittime) assieme ad altre nazioni dell’Africa Sub-Sahariana colpite dalla violenza anticristiana: nella top 10 dei Paesi con più violenze contro i cristiani si collocano ben sette nazioni africane. 

Il rapporto evidenzia poi questi fenomeni: la vittoria talebana è benzina per il jihadismo globale; cresce il fenomeno di una chiesa “profuga”, per cui sempre più sono i cristiani in fuga dalla persecuzione; il modello Cina (17° posto) di controllo centralizzato sulla libertà di religione viene emulato da altri Stati;infine, i governi autoritari (e organizzazioni criminali) usano le restrizioni per il COVID-19 per indebolire le comunità cristiane.

Particolare attenzione viene riservata al drammatico tema della violenza contro le donne. Il rapporto evidenzia che risulta difficile raccogliere dati certi sul numero di donne cristiane vittime di stupro e abusi a causa della loro fede: in molti Paesi le denunce sono rare, per ragioni culturali e sociali. Un dato minimo di partenza, secondo le stime di “Porte Aperte” incrociate con testimonianze raccolte, è oltre 3.100, a cui si sommano oltre 1.500 matrimoni forzati. Sono, però, cifre da considerare come la punta di un iceberg ben più imponente: c’è un sommerso allarmante. La vulnerabilità domestica colpisce specificamente le donne e i bambini appartenenti alle minoranze. Porte Aperte/Open Doors negli ultimi anni sta potenziando la ricerca sul campo della violenza di genere, scoperchiando un universo di abusi sconvolgente.

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