La crisi demografica e la speranza

L’introduzione al Discorso alla Città 2021 “La crisi demografica e la speranza”.

In allegato il testo integrale.

Quest’anno desidero riflettere con voi su un tema decisivo per il nostro Paese e per la nostra stessa civiltà. Mi riferisco all’inverno demografico, che caratterizza ormai stabilmente l’Italia e l’intero mondo occidentale.
La questione della denatalità non riguarda semplicemente la necessità di “far quadrare i numeri”.

Essa ha piuttosto a che fare con la possibilità di un Paese e di una cultura, una civiltà, un popolo, di rigenerarsi, di sfuggire alle sabbie mobili della propria storia. È il parametro su cui si misura la nostra positiva capacità di protenderci al domani con fiduciosa apertura, e dunque di creare e costruire.
La crisi demografica attuale si intreccia a numerose questioni. L’ambito politico-economico ne costituisce certamente un capitolo significativo, ma non la esaurisce.

C’è una questione fondamentale per la quale tutto sta o cade: la crisi delle nascite è, al fondo, una crisi di speranza. Crisi, cioè, della nostra capacità di andare lietamente incontro al futuro a partire dal riconoscimento di un bene già presente ora, pur tra le fatiche e le difficoltà.
L’affievolirsi della nostra capacità di sperare è la conseguenza del venir meno del nostro rapporto con Dio. Come è stato detto, «il problema dell’uomo è direttamente intrecciato con il problema di Dio. La “crisi di Dio”, infatti, ha condotto lentamente alla crisi dell’uomo».

+Massimo Camisasca 

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