Pietre Matildiche

In questo libro l’autore ripercorre le tappe di un percorso frutto di passione, di studio e di lavoro sul campo. Un ricco intreccio la cui direzione è stata tracciata dal tentativo di fornire un’indicazione più precisa sugli artefici di alcune sculture presenti a Canossa e in zone limitrofe, databili tra la fine dell’undicesimo secolo e gli inizi del dodicesimo, cioè il periodo in cui si svolsero le vicende più note legate alla contessa Matilde.

La tesi sostenuta e riccamente argomentata è che in quel periodo sia stata attiva un’officina di scultori locali strettamente connessa con il monastero voluto da Beatrice e da Matilde nel castello della Rupe.
Sullo sfondo di uno studio d’ambiente che si muove tra più piani, in cui s’intersecano elementi culturali, sociali e politici, l’attenzione è concentrata in modo specifico su due questioni: una inerente i significati simbolici delle sculture, con il loro carico di profonde implicazioni filosofiche e teologiche; l’altro riguardante l’analisi delle modalità espressive di uno stile scultoreo caratterizzato da forme semplici, ruvide ma fortemente evocative.

Gian Luca Malatrasi, Pietre matildiche. Monaci e scultori medievali delle terre di Canossa (Edizioni San Lorenzo, 2021), 190 pagine, 18,50 euro.

Gian Luca Malatrasi dopo la laurea in filosofia è stato membro del comitato di redazione della rivista di filosofia Con-tratto dal 1998 al 2001. Ha scritto diverse recensioni ed articoli in ambito filosofico e ha collaborato al volume Ars didactica (Cleup, 2007). È coautore dei volumi Abecedario filosofico (2019) e I giardini di Adone (2020) dell’editore San Lorenzo.

Dal 2005 fino alla sua chiusura nel 2009 è stato collaboratore del sito www.artemedievale.net, nel 2007 ha pubblicato l’inventario del romanico della provincia di Reggio Emilia sul sito spagnolo www.amigosdelromanico.org.
Insegna filosofia e storia presso l’Istituto Cattaneo-Dall’Aglio di Castelnovo ne’ Monti.

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