Coldiretti ricorda i propri defunti

Nella speranza cristiana, Coltivatori Diretti ricorda con riconoscenza gli operatori agricoli deceduti per malattia o per incidenti sul lavoro

Dopo la gioia e la gratitudine per la raccolta dei frutti del lavoro dell’uomo e della madre-terra, l’opera della semina ci rinnova nella speranza fiduciosa che ciò che viene donato alla terra sarà restituito nella primavera e nell’estate prossimi in una messe abbondante, perché diventi cibo sano da condividere e distribuire alla famiglia umana.

Noi coltivatori non vogliamo però dimenticare un’altra Speranza ancora più preziosa e feconda: è la speranza che il lavoro, le conquiste sociali, l’amore per la terra nella varietà delle sue sementi, la gioia della distribuzione del buon cibo, dell’acqua di sorgente, del buon vino, la solidarietà e la feconda collaborazione delle tante associazioni e cooperative che i nostri padri lavoratori della terra hanno seminato nei solchi delle nostre terre, è stato moltiplicato per essere condiviso e custodito nel tempo a favore di tutti noi.

È un vero patrimonio per tutti noi, di cui non saremo mai abbastanza riconoscenti perché è stato seminato con sapienza creativa in pianura, nelle nostre ridenti colline, nelle zone di montagna, insieme alla cura e alla custodia di torrenti, strade, borghi, terreni coltivabili, boschi, per un paesaggio ridente capace di offrire riposo e serenità e futuro di generazione in generazione. Da questo tesoro noi attingiamo sapere, pazienza, solidarietà, collaborazione, apertura alla società, ascolto della terra, degli alberi, delle stelle, per costruire e custodire la casa comune.

Ma c’è un compito ancora primario che ci riguarda: la sicurezza sul lavoro. Troppi incidenti seminano dolore e sofferenza: la fretta, l’imprudenza, l’età, i pericoli, sono tutte condizioni che vanno valutate e ripensate da tutti per rendere assolutamente sicuro il lavoro agricolo dei campi e durante la trasformazione dei prodotti.

Tutto questo vogliamo ricordare e pregare Sabato 30 ottobre alle ore 10,30 in Cattedrale nella S. Messa in memoria degli amici deceduti in questi due anni di Covid, per malattia, per anzianità e ahimè per incidente. Essi vivono in nuova condizione di risorti quei cieli e terra nuova dove la pace regna piena perché ogni speranza è compiuta in Cristo.

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