Guastalla, successo per la mostra di Michael Kenna

Sono arrivati da ogni parte dell’Italia, e addirittura dall’estero, da Francia e Polonia, i visitatori che sabato 16 ottobre hanno partecipato all’inaugurazione della mostra “Michael Kenna: il fiume po”, allestita al piano nobile di Palazzo Ducale e visitabile fino al 6 gennaio 2022.

Sabato pomeriggio, nel cortile interno dell’antica residenza gonzaghesca, dopo il saluto del sindaco Camilla Verona, hanno introdotto la mostra l’assessore Gloria Negri, il critico d’arte Sandro Parmiggiani, e infine il fotografo Michael Kenna.

Dopo il taglio del nastro, a gruppi di 80 persone per volta, i visitatori (oltre 300) sono saliti per visitare l’esposizione attraverso le suggestive sale del piano nobile. Andato a ruba anche il catalogo (Corsiero editore) che è già in fase di ristampa e che sabato pomeriggio è stato firmato direttamente dal fotografo gallese a quanti lo hanno richiesto.

Domenica mattina anche il teatro Ruggeri era pieno di gente. Oltre 250 gli spettatori che hanno ascoltato il dialogo fra Sandro Parmiggiani, Michael Kenna e Gloria Negri.

Il fotografo, su richiesta dell’assessore alla cultura, ha selezionato cinque meravigliosi scatti del Po, raccontando aneddoti, ricordando emozioni, spiegando tecniche e tempi di esposizione per realizzarle mentre il critico Parmiggiani ha colto gli elementi distintivi e ricorrenti, gli alberi, gli uccelli, i cieli…

Kenna per prima cosa ha ringraziato l’assessore alla cultura per l’allestimento che è stato fatto della mostra, giudicandolo perfetto nell’organizzazione e successione delle foto e nell’illuminazione. Poi ha raccontato che fu Sandro Parmiggiani ad invitarlo, nel 2005, a venire a Reggio Emilia. “Venni nel 2006 e a quel tempo la mia guida fu Mauro Lorenzini che mi portò a vistare tanti luoghi della provincia di Reggio Emilia e le terre lungo il Po. Da lì iniziò il mio amore, la mia infatuazione per il vostro fiume. Perché ho scelto il Po? Non saperei. Per la stessa ragione per cui ci si innamora di una persona ”.

“Definisco le mie fotografie come una relazione. Una collaborazione fra me e le cose che fotografo. Ho sperimentato che il modo in cui si pone l’osservatore cambia l’osservato per cui mi muovo sempre con grande rispetto e chiedo sempre il permesso di fotografare, qualunque sia il soggetto da fotografare, e così ho fatto anche per il Po. Sono sempre grato della bellezza che la natura mi restituisce.

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