Nasce il Fondo della Delegazione Reggiana

La Delegazione Reggiana dell’Accademia Italiana della Cucina festeggia il suo 60° anniversario e dona alla Biblioteca Panizzi una raccolta privata di opere letterarie di cultura eno-gastronomica di Delegati che si sono succeduti alla guida dell’istituzione reggiana

La preziosa raccolta di 237 opere letterarie di cultura eno-gastronomica – provenienti dalle biblioteche private di alcuni dei Delegati che si sono succeduti alla guida della Delegazione Reggiana – va ad arricchire in modo permanente la Biblioteca Panizzi di Reggio Emilia.

Un patrimonio culturale raccolto in anni e anni di ricerca appassionata e amore per la convivialità, e conservato nel tempo da alcune famiglie reggiane, patrimonio collettivo di identità, di tradizione e di memoria per la cucina, la tavola e il territorio, da oggi diventa disponibile per tutta la città.

“Quando si scelgono, si leggono o si studiano i libri di cucina si fa sempre un’operazione storica e sociologica importante poiché i sapori, al pari della lingua, sono parte fondante dell’identità di un popolo – ha spiegato Anna Marmiroli, responsabile della Delegazione reggiana dell’Accademia Italiana della Cucina – il libro di cucina rappresenta una sorta di carta di identità di un territorio e della sua gente che, attraverso la trasformazione dei prodotti, comunica i profumi della terra e la laboriosità della cucina di tradizione, contribuendo ad esprimere il gusto e, più in generale, la cultura dell’intero paese”.

Sfogliare questi libri, infatti, non è solo guardare al passato o allenare la mente con un semplice esercizio di memoria, ma significa riscoprire ciò che dà sostanza alla nostra cultura e alla nostra identità: lo studio e la cura delle pietanze testimoniano il valore del “gusto collettivo” della tradizione che si tramanda, grazie all’elaborazione degli alimenti, di generazione in generazione.

All’interno del fondo messo generosamente a disposizione della città da alcune famiglie reggiane sono presenti molte opere di particolare interesse storico e sociologico, ricche di curiosità e peculiarità, come il testo, all’interno del Fondo della famiglia Barbieri Manodori, in cui si commemora un celebre pranzo napoleonico tenutosi a Novellara, il 15 ottobre 1797, o la ristampa di una delle pietre miliari della tradizione gastronomica reggiana, il famoso testo di Numa Ciripiglia “Cucina tradizionale reggiana”.

Di notevolissimo valore storico e istituzionale, il mitico testo “I menù del Quirinale”, nel Fondo donato dalla famiglia Corradini, dove sono raccolti oltre 100 anni di storia di accoglienza presidenziale italiana a tavola, con tanto di riflessioni e catalogazione delle diverse tipologie di apparecchiatura delle tavole.

Altrettanto importante il corposo lavoro del dottor Giovanni Marzi, accademico onorario di Reggio Emilia, il cui testo “La Cucina Reggiana tra libri e biblioteche”, disponibile nel Fondo delle famiglie Alpi-Gatti della Gatta, costituisce la più dettagliata ricerca compiuta all’interno delle fonti archivistiche e bibliotecarie reggiane, utilissima per chiunque voglia intraprendere l’affascinante studio e la conoscenza delle fonti della cultura enogastronomica della nostra terra.

“Sarebbero davvero tante le curiosità da raccontare – ha concluso la Delegata reggiana Anna Marmiroli – e ci auguriamo che questi libri possano essere letti e scambiati il più possibile per costruire davvero una memoria condivisa sul valore della cultura enogastronomia del nostro territorio”.

All’iniziativa erano presenti tutti gli accademici e molti amici ospiti tra cui Raffaele Guerriero, già prefetto di Reggio Emilia.

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