Dal «Chierici» incontro a Dante

Nonostante le difficoltà dovute alla didattica a distanza, la 1a E del Liceo Chierici di Reggio Emilia, nel contesto delle celebrazioni per i 700 anni dalla morte di Dante Alighieri, ha partecipato ad un percorso didattico di confronto tra Omero, Virgilio e Dante sulle seguenti tematiche: oltretomba, viaggio, nostos, telemachìa, desiderio e poesia. Alla luce della peculiarità del corso di studi incentrato sull’arte in tutte le sue espressioni, abbiamo deciso di esprimere le nostre emozioni nel leggere Omero e Virgilio in quanto modelli di Dante attraverso i colori e i disegni, lasciando agli studenti la libertà di scegliere i più significativi.

Riporto per i cortesi lettori de La Libertà i commenti personali degli allievi che hanno motivato così la scelta dei disegni e dei simboli rappresentati. Lucia Morra: nel mio disegno sono presenti Dante e Virgilio su una montagna a forma del viso di Dante, intesa come la vetta del Purgatorio, mentre guardano il cielo stellato davanti a loro. Dayana Valentini: io ho voluto rappresentare la scena del Conte Ugolino che divora il cranio dell’arcivescovo Ruggeri, questo perché è una delle scene più oscure e tetre della Divina Commedia che, però, ha comunque la sua importanza per via della misteriosa storia raccontata su tale fatto.

Irene Botti: ho rappresentato Dante che regge il libro su cui ha scritto la Divina Commedia con le prime pagine dove si può leggere il suo verso più famoso “Nel mezzo del cammin di nostra vita mi ritrovai per una selva oscura”. Irene Minichini: mi è piaciuto molto il disegno di Irene Botti. L’idea è molto particolare perché ha scelto di disegnare Dante che ha realizzato il libro della Divina Commedia con i versi più famosi. Fabiola Morsiani: ho scelto di rifarlo, scegliendo la scena in cui Dante rincontra Beatrice esprimendo tutta la gioia del momento. Perché alla fine ogni volta, come ci ha detto la professoressa Lanzara riprendendo un libro di Massimo Recalcati, è solo l’amore che ci salva dalla “ferita del mondo”.

Ed ecco il pensiero di Serena Corradengo: nel mio disegno ho rappresentato un’anima avvolta dalla bocca dell’Inferno di colore rosso con sopra scritto “Benvenuti all’Inferno” e il perché di questa scelta è che probabilmente, se l’Inferno esistesse, i colori principali sarebbero il nero, per il buio pesto, e il rosso, per le fiamme e le torture da scontare per le anime dannate. Leonora Esposito: ho voluto disegnare il momento in cui Dante sta per varcare la soglia della porta dell’Inferno per la suspense.

La prima volta che ho letto la Divina Commedia ero curiosa di sapere cosa sarebbe accaduto e cosa Dante avrebbe visto in quel mondo infernale e quindi volevo ricreare nello spettatore le stesse emozioni che ho provato io. Beatrice Hriscanu: il mio disegno non ha un significato particolare, ho preso spunto dal ritratto che ha fatto Botticelli; ho raffigurato Dante di profilo, contornato da una linea morbida, il profilo emerge dallo sfondo chiaro. Ho disegnato il Dante di Botticelli perché ha l’aspetto di un insegnante giusto e severo, un maestro d’arte e di vita.

Così Jasmit Kaur: io ho fatto questo disegno perché rappresenta uno dei momenti più importanti del viaggio di Dante, cioè quello della selva oscura, dove penetra con difficoltà la luce, il pericolo è in agguato, non vi sono sentieri e non vi sono certezze. Inoltre l’oscurità rappresenta, in quasi tutte le culture, il male e di conseguenza, talvolta, la morte. Marì Pastorino: Considerete la vostra semenza: fatti non foste a viver come brutti ma per seguir virtute e canoscenza. Ho scelto questa frase per accompagnare il mio disegno perché è la frase che Dante fa dire a Ulisse all’Inferno nell’ottava bolgia dell’ottavo cerchio, descritto come una lingua di fuoco per via della sua capacità d’inganno.

Con questa frase Odisseo vuol comunicare ai suoi compagni che non sono nati per vivere come animali, ma per seguire virtù e conoscenza. Ho deciso di rappresentare questa scena perché Dante e Ulisse sono figure simili eppure completamente diverse, entrambi sono affamati di conoscenza, ma secondo Dante Ulisse va contro la volontà divina fino ai confini della conoscenza, ingannando i suoi compagni con la parola e spingendoli al folle volo con lui, mentre la vera pace si trova nella volontà di Dio.

Il commento di Ludovica Costantino: ho scelto il disegno di Marì perché si collega perfettamente ai temi che stiamo affrontando in epica con l’Odissea. Questo disegno raffigura Dante con Virgilio che osservano Ulisse collocato tra i fraudolenti avvolti dalle fiamme. Elenoire Melchionda: Dante sente profondamente le fiamme dell’Inferno e ciò mi fa pensare che stia bruciando nei suoi sentimenti; l’amore per Beatrice è per lui un punto di riferimento della vita e ce lo dice con il famoso verso “L’amor che move il Sole e le altre stelle” e la morte di Beatrice gli brucia dentro consumando il suo cuore con il dolore. Federica Mangia: io ho disegnato Dante in quel modo facendo una corona perché io l’ho sempre visto come il “re della letteratura”; le ali, invece, rappresentano la purezza dell’anima di Dante, che va in Paradiso. Ai lati ho scritto Purgatorio e Inferno, perché ho sempre pensato che questi due mondi giacciono intorno a tutta la storia e vita di Dante.

Dice Greta Italiano: nel mio disegno ho voluto raffigurare il personaggio che mi è rimasto più impresso, forse per la sua storia o forse per il suo compito che mi ha sempre incuriosito, uno dei personaggi che compaiono nei poemi epici quando si affronta il tema dell’oltretomba: Caronte. Egli era il traghettatore dell’Ade. Famoso per il suo compito che per l’appunto era quello di traghettare le anime dei defunti da una riva all’altra del fiume Acheronte.

Secondo il mito solo i defunti che disponevano di un obolo (una moneta al tempo usata per il baratto delle merci) potevano permettersi il viaggio, mentre per le anime di chi, al contrario, non possedeva la moneta del passaggio, il destino era quello di viaggiare nella nebbia del fiume in eterno. Alicya Bonoretti: io ho visto Dante e Virgilio avvolti dalle fiamme dell’Inferno. Eleonora Sarritzu: io ho disegnato Beatrice che è triste e ha il cuore spezzato perché non può stare con Dante dato che è morta. Ho disegnato lei perché è una donna forte e infatti appena incontra Dante la prima cosa che fa è rimproverarlo. Dante affronta un pericoloso viaggio nell’Oltretomba per raggiungere Beatrice, proprio come Orfeo fa con Euridice nel mito classico e in Virgilio.

Infine Mattia Morini: io ho disegnato le “fauci” dell’Inferno per come me le immagino, ovvero, come una bocca e delle fauci demoniache con la porta d’ingresso al regno dei morti. Mi sono immaginato una bocca perché la porta dell’Inferno “parla” e ammonisce “Lasciate ogni speranza o voi ch’entrate”, quindi ho pensato che una bocca l’avrebbe ben raffigurata.

Ma la poesia e l’ispirazione non finiscono qui… aspettiamo un nuovo anno pieno di nuovi inizi e tanti altri progetti per far crescere insieme i nostri desideri…

Grazia Lanzara

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