In Santo Stefano la festa della Madonna del Carmelo

OLYMPUS DIGITAL CAMERA

Molto antico a Reggio è il culto della Beata Vergine Maria sotto il titolo del Monte Carmelo. Basti ricordare che fu proprio un vescovo di origini reggiane, Sant’Alberto patriarca di Gerusalemme (1150 ca-1214), colui che i Carmelitani venerano come loro “legislatore”, cioè autore della loro prima regola.

E sotto la protezione Beata Vergine del Carmelo venne fondato da Pinotto Pinotti, nel 1371, l’Arcispedale di Santa Maria Nuova di Reggio, la cui cura spirituale fu appunto affidata ai Carmelitani che – trasferiti in seguito nella Commenda Gerosolimitana di Santo Stefano, dove portarono la statua lignea raffigurante la Madonna del Carmelo – ebbero perciò un ruolo notevole nella diffusione di questo particolare culto mariano nella città di Reggio e nel suo distretto. Ciò spiega l’ampia diffusione in tutto il territorio diocesano di confraternite, oratori e opere caritative anche recenti – si pensi alle “Casa della Carità” di don Mario Prandi – sotto il titolo del Carmelo che risulta dalle varie visite pastorali.

Presso la parrocchia cittadina di San Giovanni Evangelista in Santo Stefano venne istituito nel 1943 il Terz’Ordine Carmelitano Femminile, come si legge in una memoria manoscritta conservata nell’archivio parrocchiale, che ricorda la vestizione della prima terziaria: Clementina Cavazzoli, incoraggiata da mons. Leone Tondelli arciprete della Cattedrale; il loro zelo permise l’adesione di varie terziarie, con l’intendimento anche di onorare la Beata Giovanna Scopelli; a Tondelli successe nella direzione del Terz’Ordine don Torquato Iori, prevosto di Santo Stefano.

Presso la stessa parrocchia esisteva già dal secondo decennio del xix secolo la «Confraternita dei Fratelli e delle Consorelle della Beata Vergine del Carmelo che si venera nella chiesa di Santo Stefano di Reggio» o «Confraternita del Santo Scapolare della Beata Vergine del Carmine; i registri degli ascritti datano dal 1820; l’archivio conserva le «bolle di aggregazione» e la «Regola per gli ascritti».

Venerdì 16 luglio la festa mariana sarà celebrata nell’antica chiesa di Santo Stefano con particolare solennità; alle ore 19.00 la Santa Messa solenne sarà presieduta dal canonico don Gianni Manfredini e animata dal coro di San Francesco.

Scrive don Luca Grassi, parroco della parrocchia dei Santi Agostino, Stefano e Teresa: “ci accingiamo a celebrare con gioia e rinnovato fervore la festa della Madonna del Carmelo, affidando a lei la protezione delle nostre famiglie. La pandemia, che ha colpito la nostra vita, ci aiuti ad aprire i nostri occhi, il nostro cuore e le nostre mani alle sofferenze dell’umanità. Invochiamo Maria e rinnoviamo la nostra consacrazione a lei, perché possiamo essere strumenti di pace nelle mani di Dio. Chiediamo con fede a Dio la guarigione dalla pandemia e un rinnovato slancio di amore e fede nel cuore degli uomini e della Chiesa in particolare. Siamo luce del mondo!”

La celebrazione sarà preceduta alle ore 18.45 dalla recita dell’antico inno “Akathistos”.

Al mattino, sarà celebrata alle 10.30 la Santa Messa con la preghiera di consacrazione delle consorelle e dei confratelli della Confraternita del Santo Scapolare della Beata Vergine del Carmine.

Al mattino e al pomeriggio di venerdì 16 luglio sarà disponibile in chiesa un sacerdote per le confessioni; durante tutta la giornata sarà possibile rinnovare l’iscrizione alla Confraternita e si potrà acquisire l’indulgenza plenaria applicabile ai defunti, con la visita alla chiesa di Santo Stefano.

Don Grassi invita i parrocchiani a iniziare da martedì 6 luglio nelle case e nelle famiglie la novena di preparazione alla festa.

Giuseppe Adriano Rossi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.