Don Pirola ha salutato San Giacomo

Domenica 20 giugno don Maurizio Pirola, il parroco di San Giacomo a Reggio Emilia, ha salutato i fedeli presiedendo al mattino l’ultima Messa prima di tornare a Roma presso la Fraternità San Carlo che qui lo aveva inviato quattro anni or sono; è stato destinato ad altro incarico come parroco nel centro storico di Roma.

Durante la liturgia, raccolta e commossa, concelebrata dal Vicario generale della Diocesi, hanno formulato i loro interventi di ringraziamento il diacono Pierangelo Roncalli a nome della parrocchia e padre Lorenzo Volpe, guardiano del convento dei Cappuccini, invitato in tempi recenti a celebrare nella chiesa di via Roma (“Una novità assoluta”, ha commentato il religioso).

Padre Volpe, che opera nella nostra diocesi da ben trentatré anni, ha definito il presbitero “un amico, perché fin da quando è arrivato don Maurizio ha cercato di instaurare dei rapporti non solo di buon vicinato ma di amicizia con noi”; poi, assicurando la preghiera di tutta la comunità dei Cappuccini, ha aggiunto: “Don Maurizio mi ha fatto scoprire questa meravigliosa parrocchia e la bellezza di essere vicini e di aiutarsi… Quindi io lo ringrazio per questo rapporto di vicinanza, di collaborazione e di amicizia”.

Nell’omelia don Maurizio ha commentato il Vangelo domenicale, con l’episodio della tempesta sedata e i discepoli che “hanno paura di perdere la vita”. Eppure – ha detto il sacerdote – “al Signore non sfugge nulla della nostra vita, dei particolari della nostra vita. Perché è Dio che fa la storia personale di ogni vita attraverso le circostanze”. Certo, nell’esperienza umana sono inevitabili la prova, la mancanza, addirittura il senso di impotenza. “La realtà è più grande di noi, la tempesta è una cosa che non possiamo dominare. Ma Dio è capace di mettere tutto dentro un disegno buono della nostra vita”, ha aggiunto don Pirola, invitando a non identificare i nostri progetti con il progetto di Dio.

È Gesù che chiama gli apostoli a compiere la traversata del lago, a incontrare una circostanza sfavorevole: il Signore “è la guida imprevedibile, ma è guida e guida vera! È colui che sa condurre la nostra vita al bene”, ha commentato, ed il fatto che sembri dormire di fronte al male del mondo “è la cosa più difficile da capire, ma la più importante da credere: dentro la drammaticità delle circostanze della vita, è come se Dio permettesse la sfida della nostra fede per verificare se siamo certi che Gesù ha vinto, vince e vincerà sempre. Non che Gesù ci preservi da tutto quello che l’umanità possa vivere o che si sostituisca a noi, ma ci dà la speranza, cioè la certezza che Lui vince”.

Una certezza da conservare anche nel momento del distacco dalla comunità parrocchiale cittadina. “Io vi ringrazio molto: sono dono di Dio – ha detto don Maurizio – questi quattro anni che ho passato in San Giacomo, la bella avventura reggiana. Devo ringraziare Dio, devo ringraziare il Vescovo che me lo ha permesso. Ringrazio molto Pierangelo perché, come sapete, non soltanto con me è stato qui a fianco della parrocchia, ma con don Alcide… è sempre stato vicino. E un ringraziamento particolare dal fondo del cuore siete voi, con la vostra partecipazione alla parrocchia, alla Messa, ai bellissimi rapporti di amicizia che sono nati con voi…

Non sono di molte parole, però porterò nel cuore i vostri volti e i vostri modi di esprimervi tanto simpatici, li porterò perché fanno parte della mia storia”.
Al termine della Messa monsignor Alberto Nicelli ha parlato di don Pirola in termini fraterni, come di un prete che “sa affidarsi al Signore e alla sua volontà, soprattutto che sa rendersi disponibile, anche a tutte le situazioni di imprevisto che a volte possono capitare”. Quando arrivò a Reggio Emilia, come molti lettori ricorderanno, il progetto iniziale era che una delle comunità della Fraternità San Carlo fosse presente nel centro storico. Poi il corso degli eventi ha fatto sì che la Fraternità missionaria fondata da monsignor Camisasca si sia invece stabilita nella popolosa Sassuolo attraverso quattro giovani presbiteri. Così per la zona pastorale di San Giacomo è maturata una riflessione diversa.

Il 4 settembre dell’anno scorso il Vescovo aveva incontrato l’assemblea di quattro parrocchie – San Pietro, San Giacomo, San Francesco e San Nicolò – per avviare un percorso che portasse a unificarle in un unico ente, analogamente al processo canonico che si è compiuto per la nuova, grande parrocchia di Sant’Agostino, che assieme alla chiesa omonima ha incorporato le parrocchie della Cattedrale, di San Prospero, Santa Teresa, Santo Stefano e San Zenone.

Durante l’anno pastorale appena concluso, ha spiegato Nicelli, “si è cercato di andare in questa direzione, che rimane segnata” (quindi l’incorporazione di quattro parrocchie in una sola, ndr), ma il Vescovo e i suoi collaboratori hanno compreso che si trattava di procedere con calma, prendendo il tempo necessario per la verifica, intensificando nel frattempo la comunione tra le comunità di San Giacomo, San Francesco e San Nicolò e affidandole ad un unico amministratore parrocchiale nella persona di don Alessandro Ravazzini.

Una scelta di transizione, in cui don Ravazzini, che resta rettore del Seminario diocesano e delegato episcopale per la vita consacrata, farà momentaneamente le veci del parroco compatibilmente con gli altri incarichi collegati alla pastorale vocazionale.

La scelta di don Alessandro, ha anche precisato il Vicario generale, è legata al fatto che la Diocesi “sta per avviare lavori di ristrutturazione del Cenacolo Francescano che diventerà la sede del nuovo Seminario”; la comunità dei seminaristi e dei loro formatori si sposterà perciò dal territorio di Sant’Agostino a quello di San Giacomo e della futura nuova parrocchia. Un dono reciproco.

Già lunedì 21 giugno don Ravazzini ha celebrato in San Giacomo la “prima Messa” accompagnato dai seminaristi, e di nuovo è tornato sabato 26 giugno per la Messa festiva anticipata e domenica per la Messa del mattino.

Al termine del suo intervento monsignor Nicelli ha ringraziato il diacono Pierangelo e quanti, come il signor Alcide, si impegnano con la loro presenza ad animare la vita della comunità cristiana e ha chiesto al Signore di accompagnare la missione romana di don Maurizio Pirola. “Chiediamo al Signore di aiutarci a leggere – in quelle che possono sembrare tempeste della nostra vita – il segno della sua volontà, ma soprattutto ricordiamoci che il Signore è sulla barca, non è altrove, ed è capace non soltanto di far tacere quello che è intorno a noi, che fa confusione e non ci permette di vivere la comunione, ma anche tutti quegli spiriti che a volte dentro di noi ci fanno vivere la nostra vita di fede non in modo gioioso”, ha concluso il Vicario, invocando la benedizione di Dio sulla comunità in preghiera.

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