Venerdì 25 giugno ore 21 Messa di suffragio in diretta su La Libertà Tv

Venerdì 25 giugno Messa di suffragio per Luciano Lanzoni presieduta dal vescovo Camisasca in diretta streaming su La Libertà Tv alle ore 21.

Nel pomeriggio del 18 giugno si è spento all’ospedale di Ampasimanjeva in Madagascar il missionario Luciano Lanzoni, consacrato laico nell’Istituto secolare dei Servi della Chiesa. Aveva contratto il Covid-19 nei giorni scorsi, con insufficienza respiratoria; in un primo momento si pensava che scontasse semplicemente gli effetti collaterali del vaccino, cui si era sottoposto nella capitale dell’Isola; poi è intervenuto un serio peggioramento delle condizioni di salute.

Danno il doloroso annuncio del decesso, assieme alla madre, alla sorella e ai parenti tutti, la famiglia dei Servi della Chiesa, la Diocesi di Reggio Emilia-Guastalla con i Centri Missionari di Reggio Emilia e Carpi, Volontari nel Mondo RTM e i missionari tutti, religiosi e laici, che hanno avuto Luciano come caro compagno di missione in questi ultimi 30 anni in Madagascar.

Luciano Lanzoni con il vescovo Caprioli

Nato a Bomporto di Modena nel 1958, Lanzoni si era trasferito in seguito a Carpi con la famiglia. Ottenuto il diploma professionale presso l’Istituto “Vallauri”, ha lavorato per un breve periodo in fabbrica, poi ha lasciato lavoro e famiglia per seguire la chiamata del Maestro Interiore che lo invitava alla vita consacrata sulla scia di quei maestri che furono per lui don Dino Torreggiani e don Alberto Altana. Lanzoni iniziò così a mettersi al servizio dei più abbandonati in un Centro di accoglienza per alcolizzati, tossicodipendenti e prostitute di Reggio Emilia. Si trasferì poi a Modena per prestare il suo servizio prima in un Centro di accoglienza e reinserimento per ex-carcerati ed in seguito al CEIS con i tossicodipendenti.

Nel 1990 Luciano Lanzoni è partito come missionario laico in Madagascar, a servizio della diocesi locale di Ambositra, operando presso l’Akanin’ny Marary, o Rifugio dei malati, situato a 250 km dalla capitale, sull’altopiano centrale; il Centro venne aperto nel 1967 per l’accoglienza, la cura e il reinserimento sociale di lebbrosi, tubercolotici, disabili fisici e mentali, detenuti, povera gente. Dal 1976 la Diocesi di Reggio Emilia si impegnò a sostenere quest’opera in aiuto alla diocesi di Ambositra mediante l’invio di missionari che ne assicurassero il servizio e la continuità. Attraverso l’oculato lavoro di Luciano l’Akanin’ny Marary si arricchì di diverse strutture per l’accoglienza, la cura ed il reinserimento sociale dei malati e dei disabili, in particolare dando vita al centro più performante del Madagascar per quanto riguarda la fabbricazione di protesi e altre apparecchiature ortopediche.

Nel 2007 la struttura, ormai avviata, è stata lasciata all’autonomia di gestione della Chiesa locale e Luciano Lanzoni è stato inviato a Manakara, nella diocesi di Farafangana (315 km più a sud) per seguire un nuovo progetto dell’Unione Europea, in collaborazione con l’ONG Volontari nel Mondo RTM, per la prevenzione e la cura di filariosi, lebbra, malaria e tubercolosi. Si è occupato della formazione del personale che raggiunge i villaggi più sperduti per insegnare la cura e la prevenzione di queste malattie.

Il 18 novembre del 2009 Lanzoni rischiò la vita durante una rapina in casa sua, allorché venne ferito gravemente ad un polmone. Ristabilitosi, dopo alcuni mesi, riprese il suo normale lavoro.

Nel giugno 2011, terminato il progetto con RTM, si mise a disposizione del vescovo di Farafangana per attività di animazione e sviluppo delle popolazioni della periferia sud di Manakara e per il miglioramento delle condizioni di vita dei malati mentali della regione. II vescovo di Farafangana gli aveva affidato anche la Ferme Saint François d’Assise ad Analabe, un villaggio nella foresta a sud di Manakara, che si occupa di insegnare il lavoro agricolo e dell’allevamento degli animali comuni da fattoria per offrire un’opportunità lavorativa alle persone più povere che abitano le campagne o un reinserimento lavorativo a ragazzi e ragazze con disagi.

Dal 2018 Lanzoni aveva cominciato una collaborazione con la diocesi di Mananjari, adiacente a quella di Farafangana, per avviare un altro centro riabilitativo post-trauma o per l’handicap. Stavolta ad inviarlo era stata la sua Diocesi di origine, quella di Carpi. Il missionario ha continuato comunque a dare il suo sostegno alle numerose opere da lui seguite in passato in tutta l’Isola: Antsirabe, Ambositra, Manakara, Tolear, l’opera di Raoul Follereau…

In questi anni di missione ha sempre sostenuto e accompagnato l’istituto dei Servi della Chiesa. Ultimamente, come vice-responsabile generale, ha fornito un grande aiuto a superare le difficoltà e i problemi logistici dell’Istituto sull’Isola e ha aiutato i fratelli e le sorelle nello stare vicini ai poveri, contribuendo in particolar modo alla formazione spirituale dei membri. Recentemente ha promosso e sostenuto la formazione di tre commissioni all’interno dell’istituto che vanno a rafforzare il cammino locale di fratelli e sorelle.

Il funerale di Luciano Lanzoni ha avuto luogo nella chiesa parrocchiale di Ambalapahasoavana a Manakara sabato 19 giugno alle 14 ora malgascia (13 ora italiana) con la celebrazione eucaristica presieduta dal parroco don Luca Fornaciari; alla Messa ha preso parte una rappresentanza di Servi e Serve della Chiesa, nel rispetto delle norme anti-Covid.

La salma viene tumulata presso la Ferme Saint François d’Assise a Manakara.

Sabato 19 giugno Lanzoni sarà ricordato nella Messa delle ore 19 nella chiesa di San Giacomo a Masone. Nella stessa chiesa domenica 20 giugno alle ore 21 verrà recitato il santo Rosario.

La Diocesi di Reggio Emilia-Guastalla ricorderà Luciano Lanzoni nella Messa di venerdì 25 giugno alle ore 21 in Cattedrale, presieduta dal vescovo Massimo Camisasca; si tratta dell’Eucarestia che i Servi della Chiesa avevano già in programma presso la sede di Masone (nel giorno della consolazione del Sacro Cuore a don Dino Torreggiani) e che dopo l’accaduto si è deciso di trasferire in Cattedrale per consentire la partecipazione ad un maggior numero di persone.

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IL MESSAGGIO DI COMMIATO LETTO DURANTE IL FUNERALE DI LANZONI IN MADAGASCAR

Con il cuore ancora molto provato per l’improvvisa scomparsa dell’amico Luciano Lanzoni, esprimo a tutta la famiglia dei Servi della Chiesa del Madagascar e alle autorità presenti il mio sentito cordoglio a nome del Vescovo Massimo, di tutto il Centro Missionario di Reggio Emilia e della nostra Chiesa.

Il Vangelo, nel giorno della sua chiamata alla vita eterna, invitava tutti noi ad accumulare tesori in cielo.

Grazie Luciano, perché ci hai insegnato con la tua vita la preziosità di servire e lavorare con i poveri in Madagascar. Hai avuto cura della Chiesa nei poveri e in loro hai servito e amato Cristo.

Grazie per i tanti e innumerevoli progetti che hai intuito e sostenuto, nati per dare dignità, cura e attenzione alle persone. Il tuo tesoro in cielo è grande ed il Signore ti sta chiamando: “Vieni, servo buono e fedele; sei stato fedele nel poco, riceverai autorità su molto”.

Dal Cielo continua ad aiutarci e a mantenere viva la nostra dedizione a questo popolo meraviglioso del Madagascar; aiutaci a rimanere fedeli a Cristo e con Lui e come Lui a continuare con gioia ad annunciare il Vangelo a tutti, servendo i piccoli amati dal Signore.

Il Centro Missionario di Reggio Emilia con tutta la sua Chiesa ti sarà sempre riconoscente e terremo viva nel nostro cuore e nella nostra mente la tua passione, la tua dedizione, la tua testimonianza di uomo di Dio.

Grazie. A Dio

Don Pietro Adani e l’équipe del CMD

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IL CORDOGLIO ESPRESSO DAL SUPERIORE GENERALE DEI SERVI DELLA CHIESA

 

A nome dell’Istituto dei Servi e Serve della Chiesa  in comunione con Raymond, responsabile delle serve, ringrazio Dio per il dono di Luciano e la forte e decisa testimonianza di servizio ai poveri che ci lascia. Ringrazio tutti coloro che lo hanno aiutato in questi giorni, dai medici agli infermieri, e tutti i servi, le serve, gli amici. Ringrazio don Luca e tutti i sacerdoti. Dio ricompensi tutti.

Chiedo a Dio che il seme sparso per tanti anni da Luciano possa essere fatto crescere e possa portare ancora il segno del servizio nella Chiesa come segno di vita nuova. Anche se nel cuore si prova tanto dolore oggi ringraziamo anche te Luciano per il tuo “sì” coraggioso e forte.

La vita consacrata laica rimane una sfida per chi la vive e per chi la incontra. Dio sostenga e aiuti tutti i consacrati a vivere nell’autenticità e nella gioia. Dal cielo ci raggiunga la grazia per rispondere crescendo come famiglia di consacrati, come Luciano ha sempre desiderato e sperato. Amen

Don Stefano Torelli

Superiore generale dell’Istituto Servi e Serve della Chiesa

 

 

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