In memoria di don Battista

Don Battista è stato parroco di San Quirino di Correggio dal 1976 al 1983. Un incontro che ha segnato la nostra vita di sposi.
Lo abbiamo amato tanto e lo abbiamo seguito con entusiasmo.

Don Battista aveva interesse per tutto: se si parlava di un qualunque libro, lui l’aveva già letto. Il sabato mattina si passeggiava insieme sotto i portici, incrociando il saluto di tanti correggesi. Si parlava di libri, di iniziative, di Solidarnosc.

Don Battista indossava un clergyman di stretta osservanza e dalla tasca della giacca spuntava la testata del settimanale “Il Sabato” e nell’occhiello il distintivo di Solidarnosc, il movimento di lavoratori e di popolo che cambiò il volto della Polonia e non solo.
Don Battista aveva molto chiaro il concetto che la Fede deve essere un fatto pubblico. Durante la dura campagna per il referendum sull’aborto, ci propone una marcia silenziosa per le vie di Correggio e noi cerchiamo di dissuaderlo, timorosi di dure contestazioni. Ma lui obietta: “Vuol dire che la farò da solo insieme al Crocefisso”.

Il giorno stabilito ci troviamo davanti alla canonica, saremo non più di una trentina, e a segnalare il clima, un paio di pulmini di carabinieri davanti alla vicina caserma. Don Battista porta una grande croce e sta davanti a tutti e noi, intimiditi, dietro di lui. Ma sul percorso si aggregano sempre più persone e arrivati in San Quirino siamo davvero in tanti da riempire la Basilica. Ci guardiamo con don Battista: ha gli occhi lucidi di gioia!

Fra i tanti un ultimo ricordo: una domenica, prima della messa parrocchiale chi arriva sul sagrato vede uno striscione sulla porta centrale dove a lettere cubitali sta scritto “Chi non vuole lavorare, neppure mangi”. È l’intervento inusuale di don Battista che risponde alle tante lamentele, ai mugugni che saltano fuori negli incontri in parrocchia. Poi nell’omelia ci spiega il significato delle parole che san Paolo rivolge ai Tessalonicesi, ci scuote, ci invita ad amare senza condizioni la Chiesa.

Sul “ricordino” distribuito al termine delle esequie sta scritta una frase del Libro del Siracide, un libro sapienziale della Bibbia. “Per sempre rimarrà la loro discendenza e la loro gloria non sarà offuscata”. Il buon seminatore non lavora mai invano e di questo cerchiamo di fare memoria.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *