Anche la Biblioteca di Salvarano celebra Dante

Per celebrare il settimo centenario dalla morte del Sommo Poeta si svolgeranno numerosissime iniziative in tutta Italia e all’estero. Per quanto riguarda la nostra regione, l’Istituto per i Beni Artistici e Culturali (IBC) attuerà un importante lavoro di coordinamento tra molte Biblioteche e Archivi dell’Emilia – Romagna che possiedono un patrimonio dantesco di grande rilievo, sia per la qualità dei manoscritti della Commedia (alcuni molto antichi o con miniature di pregio), sia per il richiamo ai luoghi in cui il Poeta soggiornò, fino agli ultimi anni della sua vita.

Un ricco e interessante percorso lungo la via Emilia, da Piacenza a Rimini e infine a Ravenna, offrirà occasioni uniche per poter visionare importanti materiali documentari, manoscritti pregiati o stampe rare, documenti relativi alla diffusione di opere dantesche, atti notarili ravennati relativi alla famiglia Alighieri. Il calendario di iniziative andrà avanti fino a domenica 12 settembre 2021, quando il maestro Riccardo Muti salirà sul podio per un concerto in piazza San Francesco, a Ravenna.

Siamo orgogliosi di avere anche nel nostro “piccolo” due testi di una certa importanza. Sono presenti nella Biblioteca parrocchiale di Salvarano:
– la Divina Commedia illustrata da Gustave Doré, edita a Milano nel 1890;
– la Divina Commedia ricantata in dialetto veneziano da Luigi de Giorgi. Parma. Stamperia bodoniana, 1929.
Gustave Doré (1832-1883) è stato pittore, incisore, disegnatore e litografo francese. È famoso soprattutto per le illustrazioni di capolavori classici, tra questi i più noti sono la Divina Commedia e l’Orlando Furioso. La Commedia ricantata in dialetto esiste in differenti versioni regionali e vernacole: calabrese, pugliese, tarantino, napoletano, genovese, romanesco, romagnolo, veronese, mantovano e veneziano. Le cantiche della Commedia sono state volte anche in dialetto reggiano da Franco Verona.

La Biblioteca di Salvarano conserva duecentoventidue opere di pregio anteriori al 1900 di cui centosettantanove del 1800, ventuno del 1700, due del 1600 e due del 1500. Altre non sono databili. A questi si aggiungono circa tremila testi del 1900. Tutti i volumi sono stati catalogati, indicizzati, brevemente descritti e archiviati in un foglio di Excel. Tra le opere più significativ : Carmina di Quinto Orazio Flacco del 1545; Psalterium Paraphrasibus illustratum (raccolta di Salmi) del 1572. Chi fosse interessato alla consultazione si deve rivolgere al parroco don Andrea Contrasti.

Raffaella Udovisi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *