A Canossa la stele sulla Via Matildica del Volto Santo

Taglio del nastro la mattina di sabato 29 maggio – alla presenza di quattro municipalità e del Parco nazionale dell’Appennino tosco emiliano – per la grande stele sulla Via Matildica del Volto Santo, posata accanto al piazzale Enrico IV a Canossa, in area Sic.
La Via Matildica del Volto Santo è inserita nell’Atlante nazionale dei Cammini storici religiosi.

All’inaugurazione erano presenti Fausto Giovanelli, presidente del Parco nazionale dell’Appennino e coordinatore della Riserva di Biosfera, e i sindaci di Canossa, Luca Bolondi, Vezzano sul Crostolo, Stefano Vescovi, Frassinoro, Oreste Capelli, e ancora l’assessora di Carpineti, Giorgia Borghi, il comandante dei carabinieri forestali Giuseppe Piacentini, l’autore della stele, l’artigiano vettese Daniele Ruffini, il responsabile del Centro turistico “Andare a Canossa”, Mario Bernabei, il progettista dello studio Ambiente Marcello Manfredi, Mara Gombi per la Ente Parchi Emilia Centrale.
è stata installata dalla Cofar come gli altri 60 cippi posizionati nel Reggiano.

La stele è realizzata in arenaria con diverse tipologie di fiammatura e scalpellatura. Alta due metri nella parte fuori terra, pesa 2.600 chilogrammi.
Semplice ed essenziale, riporta il simbolo della Via Matildica del Volto Santo, il labirinto che si trova all’ingresso del Duomo di Lucca e all’interno il logo identificativo VMS.

Il cammino venne messo a fuoco nel 2015 e fu ripercorso per la prima volta da un gruppo di giovani guidato da don Giordano Goccini che, con quei giovani, pensò alla parte interna del logo recante la scritta VMS, “semplice che riporta all’umano essenziale e al volto santo, con la M che richiama Matilde”. L’opera è finanziata da Por-Fesr Emilia-Romagna ed è uno dei progetti dell’Action Plan della Riserva Mab Unesco.
A poca distanza è posizionata anche una colonnina per la ricarica di e-bike.

Gabriele Arlotti

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