Congo RD, emergenza da eruzione vulcanica: l’appello del vescovo Massimo

 

L’appello del vescovo Massimo Camisasca

Caro amico, cara amica,
ho seguito, lungo il corso di parecchi anni, il cammino di Donata, partecipe dell’Ordo Virginum diocesano, verso la missione in Congo.
Desidero perciò sostenere la sua richiesta di aiuto, in questo momento in cui la terra in cui vive (già sottoposto a tante prove e povertà) è ora segnata dall’esplosione di un vulcano che sta creando nuove pressanti necessità.
Siamo vicini a Donata con la preghiera e con l’aiuto economico, secondo le possibilità di ciascuno.

+ Massimo Camisasca

 

Gli aggiornamenti di Donata Frigerio

Molti di voi sanno che la notte tra sabato 22 e domenica 23 maggio il vulcano Nyiragongo, in Congo RD, nella provincia martoriata del Nord Kivu, in prossimità della città di Goma, ha cominciato una grande eruzione.
Io sono a Bukavu, nel Sud Kivu, a 150 km da Goma, ed ora siamo implicati anche concretamente nella faccenda.
Nella mattina di domenica 23 la colata lavica, che ha distrutto una porzione di un quartiere di Goma, si è arrestata. Il governo ha decretato l’emergenza.
Ad oggi si contano circa 35 morti, circa un migliaio di bambini che si sono persi nella fuga notturna e 250 case distrutte. La metà dei bambini, con l’aiuto delle autorità e degli organismi internazionali, si è già ricongiunto con la propria famiglia; anche a Bukavu ci sono diversi bambini persi, la Croce Rossa Internazionale li sta censendo. La maggior parte delle case di Goma è di legno.
Da domenica è cominciato il terremoto (che non sempre avviene in caso di eruzione ma quelle del Nyiragongo sono solite provocarlo…), in città hanno sopportato per alcuni giorni anche 250 scosse al giorno.
Il governo ha lanciato l’allarme e decretato l’evacuazione di molti quartieri della città, anche perchè profonde fessure si sono aperte sulle strade e nei giardini e c’è il rischio di fuoriuscita di lava e di gas letale.
Molti han cercato riparo a Bukavu, il capoluogo del Sud Kivu, sulla sponda sud del lago. La città ha accolto. Quasi tutte le famiglie hanno accolto famiglie in fuga, parenti, conoscenti.


Il punto della situazione al 3 giugno:
La maggior parte degli sfollati ha cercato rifugio nei dintorni di Goma e stanno rientrando in città.
Il governo precisa che l’allarme non è terminato e non approva il rientro nei quartieri a rischio. Si teme una nuova eruzione che potrebbe iniziare dalle fessure disseminate qua e là anche in città.
Il sisma è diminuito notevolmente di intensità ma c’è ancora qualche grande scossa.
A Bukavu si stima siano arrivati 40mila sfollati, in battello e in auto.
Ci sono solo 3 “campi di raccolta”, gli sfollati hanno trovato spazio nelle famiglie della città.
A Ek’Abana abbiamo accolto ieri, accompagnati dalla Croce Rossa, 8 bambini persi.
I grandi organismi (ONU e ONG) si stanno organizzando ma per loro non è facile gestire aiuti quando vanno disseminati in mille case, non è facile il controllo che i fondi non siano diretti altrove.
In questo caso noi siamo facilitati dalla conoscenza diretta delle famiglie e delle shirika, le piccole comunità di base che si riuniscono intorno alla Parola di Dio, nelle parrocchie, e che vivono sul territorio e sono molto affidabili.
Negli ultimi due giorni ho fatto un giro di perlustrazione e cercato riferimenti.
La Caritas raccoglie farina, fagioli, legna o carbone da distribuire attraverso le parrocchie.
I “campi” sono lasciati ai grandi organismi.
I padri Saveriani rispondono alle sollecitudini dei loro parrocchiani (hanno 2 parrocchie e diverse strutture in diocesi).
Io ho contatti stretti con alcuni nuclei familiari che, ovviamente, stanno accogliendo.
Nella casa accanto a quella in cui abitiamo è arrivata una famiglia di Goma con 5 figli.
Vedendo i grandi sforzi, le sofferenze delle famiglie e la dignitosa accoglienza (abbiamo molto da imparare dalle loro “porte aperte”) della città mi son decisa, appoggiata dal CMD di Reggio Emilia, a chiedere aiuto. Per ora ho già distribuito 400 dollari in 4 famiglie, 100 per famiglia.
Chiedo agli amici di avere in tempi brevi una previsione di donazione (non ci sono limiti, dai 2 dollari in su, un pasto dignitoso, riso, verdura, fagioli, un pezzetto di carne, un frutto, il carbone per cucinare, per una persona per un giorno) in modo che, sapendo se e quando sarà ricostituita la somma che ho già a disposizione qui, io possa mobilizzarla in parte a cominciare da domani.
Altrettanto importante, per chi crede in un Dio, è la preghiera che l’emergenza finisca presto e si torni alla normalità.

Un abbraccio.
Donata

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Intestato a COMPAGNIA DEL SS. SACRAMENTO – CARITAS REGGIANA – MISSIONI DIOCESANE RAMO ONLUS.
Nella causale indicare: EROGAZIONE LIBERALE EMERGENZA CONGO. Specificare sempre il nome, cognome, l’indirizzo completo del donatore oppure inviare immediata comunicazione a: missioni@cmdre.it
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Centro Missionario Diocesano Reggio Emilia
Via Vittorio Veneto n.6
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