La solidarietà dell’agricoltura arriva anche al centro antiviolenza

Tra le gravissime conseguenze dell’emergenza Covid 19 sicuramente si registra un aumento dei casi di violenza domestica contro le donne, complice il confinamento forzato ma anche l’aggravarsi delle difficoltà economiche e la perdita di lavori precari che hanno ulteriormente esposto un numero crescente di donne con conseguenti maggiori difficoltà a sottrarsi alla violenza.

È proprio da qui che la Coldiretti di Reggio Emilia, unitamente a Donne Impresa, è ripartita con la consegna all’Associazione contro la violenza Nondasola dei pacchi alimentari dell’operazione di solidarietà “A sostegno di chi ha più bisogno”, promossa da Coldiretti, Filiera Italia e Campagna Amica su tutto il territorio nazionale, con la partecipazione delle più rilevanti realtà economiche e sociali del Paese.

«All’interno delle fasce deboli e delle famiglia in difficoltà emerge una ulteriore criticità rappresentate dalle donne vittime di violenza – commenta il direttore di Coldiretti Reggio Emilia Maria Cerabona – e proprio a loro, grazie alla collaborazione dell’associazione Nondasola, abbiamo pensato nel destinare la consegna dei pacchi con i prodotti della nostra agricoltura».

«La vostra scelta acquisisce un valore speciale perché, a fronte di una emergenza sanitaria che è priorità nazionale e individuale, un pensiero l’avete riservato alle donne che subiscono violenza – commenta così la presidente Silvia Iotti.

Noi, Associazione e Centro Antiviolenza, continuiamo ad esserci per tutte le donne che vogliono chiedere sostegno per uscire da una spirale di sopraffazione e controllo».

«L’attenzione che poniamo alla particolarità di genere nella gestione imprenditoriale delle nostre aziende agricole – commenta Luciana Pedroni responsabile di Coldiretti Donne Impresa, ci impone uno sguardo di sensibilità e solidarietà verso chi ha pagato ancor più duramente le conseguenze di questa pandemia. Siamo orgogliose di aver contribuito con il nostro piccolo dono a portare un po’ di sostegno in mezzo a tanta difficoltà».

«Con la nostra presenza – conclude la presidente Iotti – cerchiamo di “alimentare ” il desiderio di ognuna di vivere libera dalla violenza. Il dono di Coldiretti è nutrimento, non solo simbolico, ad alleviare la fatica delle donne che coraggiosamente intraprendono un percorso di uscita dalla violenza».

Il direttore Maria Cerabona e la responsabile Luciana Pedroni si uniscono al desiderio della presidente Silvia Iotti per un futuro in cui non ci sia più la necessità di un centro antiviolenza, sostituito dal quotidiano stare insieme di uomini e donne che si amano, si scelgono, si riconoscono nel reciproco desiderio di libertà.  

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