Materie prime alle stelle e stalle al collasso

L’emergenza Covid ha innescato un cortocircuito sul fronte delle materie prime producendo rincari insostenibili per l’alimentazione degli animali nelle stalle che vedono lievitare sempre più i costi di gestione.

Lo denuncia Coldiretti Reggio Emilia che si unisce all’allarme lanciato dal presidente nazionale Ettore Prandini che chiede al ministero delle Politiche Agricole una immediata convocazione del tavolo sul latte per affrontare una emergenza diventata insopportabile.

Le quotazioni dei principali elementi della dieta degli animali sono schizzati su massimi storici con il rischio di non riuscire a garantire razioni adeguate, con il mais che registra il maggior incremento del decennio e la soia che ha raggiunto il picco più alto da quasi sette anni, secondo l’analisi della Coldiretti per i contratti future nei listini del Chicago Bord of Trade (CBOT), il punto di riferimento internazionale per il mercato future delle materie prime agricole.

«A Reggio Emilia possiamo contare circa 1500 aziende agricole impegnate nell’allevamento – continua la Cerabona – sia per le produzioni suine sia per il latte da Parmigiano Reggiano e non solo. Le stalle reggiane sono alla base di importanti produzioni Dop come il Parmigiano Reggiano e il Prosciutto di Parma e le altre eccellenze alimentari.

Le nostre produzioni Dop nascono da un sistema di allevamento che per sicurezza e qualità non ha eguali al mondo – rimarca Maria Cerabona – con forme di alimentazione controllata, disciplinari di allevamento restrittivi, sistemi di rintracciabilità elettronica e forme di vendita diretta con Campagna Amica».

In gioco c’è il futuro dell’allevamento italiano in una situazione in cui con la pandemia da Covid – continua la Coldiretti – si è aperto uno scenario di riduzione degli scambi commerciali, accaparramenti, speculazioni e incertezza che spinge la corsa dei singoli Stati ai beni essenziali per conquistare l’autosufficienza produttiva nei settori strategici ad assicurare l’alimentazione delle popolazione.

Nell’immediato bisogna garantire la sostenibilità finanziaria delle stalle con la responsabilità dell’intera filiera per non perdere capacità produttiva in un Paese come l’Italia che è fortemente deficitaria per i prodotti zootecnici ma c’è anche bisogno – conclude la Coldiretti – di un piano di potenziamento o e di stoccaggio per le principali commodities, dalla soia al mais fino all’atteso piano proteine nazionale per l’alimentazione degli animali in allevamento per fare recuperare competitività al Paese rispetto ai concorrenti stranieri.

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