Riconsegnato alla Diocesi il dipinto che fu trafugato a Castelvecchio di Prignano

La mattina di sabato 17 aprile 2021 nel Museo Diocesano di Reggio Emilia è stato riconsegnato alla nostra Chiesa un dipinto, olio su tela, raffigurante i santi Geminiano, Lucia e Apollonia, che era stato trafugato da una chiesa parrocchiale, quella di Santa Maria Assunta in Castelvecchio di Prignano sulla Secchia, in comune di Modena e diocesi di Reggio Emilia-Guastalla, ed è stato recuperato dopo oltre vent’anni grazie al Nucleo Tutela Patrimonio Culturale dei Carabinieri di Perugia.

La conferenza stampa del 17 aprile 2021 al Museo Diocesano

Alla conferenza stampa di presentazione sono intervenuti il vescovo di Reggio Emilia-Guastalla Massimo Camisasca, il comandante del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale dei Carabinieri di Perugia Tenente Colonnello Guido Barbieri, il sindaco di Prignano sulla Secchia Mauro Fantini, il direttore dell’Ufficio Beni culturali Angelo Dallasta e l’amministratore parrocchiale della chiesa di Castelvecchio don Andrea Pattuelli.

Su La Libertà in uscita il 21 aprile 2021 un approfondimento sugli interventi della conferenza stampa e altre foto. 

Anticipiamo la scheda sul dipinto recuperato, preparata dall’Ufficio diocesano Beni culturali – Nuova Edilizia.

LA SCHEDA

Il dipinto, trafugato nel 1999, era inserito in una ancona lignea di fattura secentesca e posto in una cappella laterale, intitolata a s. Geminiano, nella chiesa parrocchiale.

Il quadro, olio su tela, è opera di autore ancora ignoto, verosimilmente attivo nel XVII secolo in ambito provinciale. Le estese ridipinture, frutto di poco accorti restauri, penalizzano purtroppo la lettura dell’opera, i cui particolari non mancano di rivelare la mano di un artista non privo di doti.

In uno spazio architettonico definito da rovine classiche (che potrebbero essere allusive al crollo delle menzogne dell’idolatria per l’avvento della Verità del Vangelo), trovano posto le figure di tre santi: un vescovo e due sante. Queste ultime sono immediatamente identificabili come santa Lucia, grazie all’attributo del vassoio con le pupille, e santa Apollonia, che regge con delle tenaglie un dente.

La presenza di queste due martiri dei primi secoli del cristianesimo (il cui sacrificio supremo è ricordato anche dagli angeli in volo che recano la palma della vittoria) è da correlare al grande culto che a esse è stato sempre tributato, essendo tali sante invocate rispettivamente contro le malattie degli occhi e della bocca.

In posizione isolata, con lo sguardo rivolto ai devoti, è s. Geminiano (IV sec.), vescovo di Modena. Il vescovo è raffigurato mentre con il bastone pastorale schiaccia a terra una figura infernale, allusione alle capacità taumaturgiche attribuite al santo già in vita, secondo l’antica agiografia che lo voleva perfino convocato a Costantinopoli per guarire la figlia dell’imperatore Gioviano. Le stesse rovine architettoniche possono essere memoria dell’azione di questo vescovo modenese che le fonti antiche celebrano quale autore della totale conversione della città alla vera fede, con l’abbattimento dei templi pagani.

Fuoco prospettico del dipinto è appunto la Ghirlandina, celebre campanile del duomo modenese, dove dai tempi di Matilde di Canossa è conservato il corpo del santo vescovo della città estense.

Dopo vent’anni è stato restituito il dipinto trafugato: le foto

Una risposta su “Riconsegnato alla Diocesi il dipinto che fu trafugato a Castelvecchio di Prignano”

Grazie per questa restituzione. I tesori d’arte e della cultura cristiana sono un bene per tutta la società e la loro bellezza risplende nel tempo.

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