Sulla parola

È parecchio tempo che non condivido con voi i miei pensieri sulla fotografia, ad individuarne il motivo, a dire il vero, sono un po’ incerto. Il lungo periodo che stiamo vivendo, a causa della pandemia, mi ha portato a rivolgere la mia attenzione al passato piuttosto che a pianificare un futuro che mi appare incerto e, a dispetto di tanti che cercano di pianificarlo, sconosciuto.

Certamente c’è stato, per me, una sorta di lungo ‘esame di coscienza’ fotografico, con la conseguente analisi di quello che ho fatto in più di quarant’anni passati con la macchina fotografica in mano, anche se, sono sincero, nascosto in un piccolo cassetto della mia mente c’era uno spazio per quello che ancora potrei o desidererei fare.

 

Luciano Canfora

In questo lungo periodo ho letto tanto e nel saggio ‘La natura del potere’ (Laterza, 2009) Luciano Canfora al capitolo 7, dedicato al potere della parola, scrive:  ‘Tanta parte dei Dialoghi di Platone trattano di ciò (della parola e del parlare, n.d.a.) come: «Dire le cose opportune».’ E più sotto: ‘Il massimo biografo dell’antichità, e forse di ogni tempo, Plutarco – adoperando fonti d’epoca che non abbiamo più – ci fa sapere che uno dei ritrovati di Pericle, ormai leader indiscusso (di Atene n.d.a.), era di parlare all’assemblea molto di rado: di modo che la forza di quelle apparizioni, e di quello che diceva, aggiungerei, fosse ancora maggiore.

Platone, Scuola di Atene, Raffaello Sanzio, 1509/1511
Pericle, Altes Museum, Berlino

Il potere della parola! quanta verità si nasconde in questa locuzione se la consideriamo dal punto di vista semantico. Basta solo pensare al suo effetto, nel secolo appena passato, nella grande sala del Reichstag a Berlino o sotto il balcone di Piazza Venezia a Roma il 10 giugno del 1940, per accennare a fatti che ognuno di noi conosce bene Oggi viviamo in un mondo straripante di parole dette e soprattutto scritte, dove si dice tutto ed il contrario di tutto contemporaneamente, ma capita anche ad una stessa persona di dire una cosa oggi ed il suo contrario il giorno dopo (come mai vi vengono in mente i politici o gli opinionisti?).

Beh, che vi devo dire, con tutto questo rumore io faccio fatica ad ascoltare e perciò ancora di più ad aggiungere parole a tutto quel chiasso. Allora eccovi un motivo valido che può giustificare questo mio lungo silenzio.

Eppure, a sentire il mio direttore Tincani, qualcosa lo devo scrivere, perciò eccomi qua con una nuova serie di puntate. Più che parlare io lo farò fare agli autori del passato analizzando il loro lavoro. Il primo sarà Manuel Alvarez Bravo (prossima puntata perché ho già scritto troppo). In fondo credo che anche in fotografia si dicano oggi un mare di parole e allora meglio ancorarsi a sicuri fondali.

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